Dei delitti – dei brigatisti – e …delle pene

Si fa un gran parlare della pena che sarà inflitta ai vecchi brigatisti ‘ammanettati’ a Parigi. Un buon maestro mi insegnò una volta in redazione a non direcatturati‘ trattandosi di esseri umani e non di animali. E possibilmente nemmeno per questi… Ma in molti non hanno ricevuto quell’insegnamento…

In questo caso – però – certi dubbi e certo pietismo stanno cconfinando nell’eccessivo. E lo dice uno che – com chi scrive – è tendenzialmente un ribelle: la legge va trasgredita se ingiusta, anche questo se è un atteggiamento difficile, veramente problematico…  Di fronte alla legge ampiamente trasgredita, il legislatore ne prende atto e la modifica. Perchè le leggi in democrazia devono codificare il ‘senso comune del giusto’ del popolo che le applica. Guai, com’è è avvenuto in tempio recenti, che si vogliaindottrinarlo‘. Questo è, tecnicamente, ‘il fascismo‘.

Fa bene chi chiama a testimoni coloro che hanno subito i reati e i parenti di allora: moglie, marito, figli… A lungo ci fu chi continuò a guiocare sull’equiivoco di ‘dpacciare’ per delitto d’opinione (grave perseguirlo) quello cui si aggiungevano il sangue, la morte, il furto, il ricatto di un prossimo ritenuto colpevole…

Non tutte le leggi – ovviamente – si possono trasgredire. Alcune neppure un po’. I reati contrto la persona sono considerati i più gravi. Né è consentita da nessun codice, – da moltissimi anni – la giustizia sommaria. Al contrario, si nota che la società civile sia nata, sin da quelle tribali, “…ne cives ad arma ruant“. Per evitare, cioè, che le persone ricorranno fra loro alle armi. A questo provvedono leggi e governi.

Ciò significa che questi brigatisti, per la cui pena da scontare da vecchi molti si impioetosiscono, hanno commesso il crimine più antico di questa terra. Per cui anche noi italiani, il popolo che dal tempo di Carlo Cattaneo (Dei delitti e delle pene), scrittore del Risorgimento, ci assumiamo il merito di ‘insegnare al mondo’ il contenuto ‘umano’ della pena e quello rieducativo, non possiamo transiggere di fonte a quelli che qualcuno – ovviamente per simpatia politica – definì bonariamente ‘bombaroli’.  

(articolo in preparazione)

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