Ieri pomeriggio, 22 luglio 2026, commemorazione del Sottotenente Sergio Barbadoro il giovane ufficiale che fermò le truppe anglo-americane del Generale Patton per difendere Palermo.
Barbadoro, fresco di nomina di ufficiale dell’esercito, era stato assegnato al I gruppo del 25° artiglieria “Assietta” e comandava un piccolo manipolo di uomini dotati di un singolo pezzo di artiglieria.
Il 21 luglio 1943 si trovava in zona di operazioni di guerra nei pressi di Giacalone, a pochi chilometri da Palermo, e ricevette l’ispezione del maggiore Francesco Morelli il quale gli affidò l’incarico di difendere quel presidio importante per bloccare l’avanzata su Palermo della 2ª Divisione corazzata statunitense.
“Signor Maggiore stia tranquillo che di qui non passeranno, farò io stesso il puntatore e con i miei soldati non molleremo” rispose, ligio agli ordini, Barbadoro.
E così fece con i suoi uomini.
Il 21-22 luglio 1943 il presidio di Barbadoro, istituito a Portella della Paglia, fu investito dall’attacco americano.
Sprezzante del pericolo e con grande senso del dovere ed amor di Patria combattè con il suo unico pezzo d’artiglieria riuscendo a bloccare la lunga colonna di uomini e mezzi nemici per diverse ore.
Fatto centro dalle sovrastanti forze nemiche fu ferito. Si difese poi con la sua pistola d’ordinanza, ma investito da una valanga di fuoco cedette e morì.
Il suo corpo restò sul terreno per qualche giorno e poi fu seppellito in un piccolo cimitero del paese vicino dal parroco di San Giuseppe Jato Don Antonino Cassata.
Per il suo gesto gli venne conferita una Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.
Per mesi i suoi parenti non ricevettero sue notizie. Successivamente, giunti sul luogo della morte, riconobbero il corpo da alcuni oggetti da lui posseduti e lo trasferirono nel cimitero del Verano a Roma dove oggi giace.
Nell’esatto punto in cui egli perse la vita venne posta. soltanto nel 2006, una stele su cui si legge:
“Qui eroicamente cadde il S. Ten. di complemento Barbadoro Sergio. Classe 1920 da Sesto Fiorentino”
Sergio Barbadoro è stato un sottotenente di artiglieria italiano, nato il 30 settembre 1920 a Sesto Fiorentino. Si arruolò volontario il 17 marzo 1941 e si trasferì a Milano, dove fu nominato prima caporale e poi sergente. Chiese poi ed ottenne l’ammissione al corso AUC (Allievi ufficiali di complemento) di Nocera Inferiore da dove uscì con il grado di Sottotenente. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Barbadoro combatté con il 27° Reggimento artiglieria pesante semovente anche nel Montenegro dove si distinse, prima di giungere in Sicilia, per coraggio e dedizione.
Oggi anche noi lo abbiamo commemorato.
Il ricordo si è si è svolto a Portella della Paglia, il luogo dove Barbadoro cadde combattendo.
La cerimonia è stata organizzata dall’USMIA Interforze con il patrocinio del Comune di Monreale ed ha compreso: l’alzabandiera, l’esecuzione dell’inno nazionale e del silenzio. Presenti diverse autorità. Brevi cenni storici sono stati ricordati dal Dr. Flavio Messina, presidente della consulta giovanile di Monreale, e dal 1° capitano in congedo Paolo Francesco Lo Dico. che ha invocato il presente a gran voce rinnovato da tutti. La preghiera dell’artigliere ha concluso la toccante commemorazione.
Questa la motivazione della medaglia d’argento al valor militare :
“Comandato a sbarrare, con un pezzo, un passo di montagna all’avanzata di una colonna corazzata nemica, animava i suoi uomini trasfondendo in loro la sua fede. Durante l’impari combattimento durato nove ore e reso più aspro dalla mancanza di ostacoli anticarro, senza collegamenti e senza speranza di aiuto infliggeva gravi perdite all’avversario, aggiungendo nuova gloria alle gesta degli artiglieri italiani. Caduti o feriti i serventi continuava da solo a far fuoco sino a quando colpito a morte cadeva sul pezzo assolvendo eroicamente il compito affidatogli. Luminoso esempio di dedizione al dovere”. Portella della Paglia (Palermo) 22 luglio 1943”.
Per alcuni anni, per vacue motivazioni politiche, Barbadoro è stato dimenticato.
Adesso non lo è più.
Il ricordo di Sergio Barbadoro possa rimanere imperituro tra gli eroi nazionali ed ispirare le giovani generazioni al senso del dovere ed all’amore della Patria.
di Guido Francesco Guida








