“Chi troppo vuole nulla stringe”, recita un antico proverbio ed è così che finirà la disputa tra la Federazione Russa che sta lottando per una sua futura sopravvivenza e l’amministrazione americana che vuole a tutti i costi indebolire la Federazione medesima per togliersi di mezzo un potente baluardo alla tentata espansione NWO.
Tutto ha origine col Trattato del 2014 tra Russia e Ucraina. L’accordo – non più in vigore perché stracciato su ripensamento dell’Ucraina – prevedeva la fine delle discriminazioni violente degli ucraini russofoni (14.000 morti in circa 8 anni) ad opera delle bande naziste, l’autonomia del Donbass abitato per lo più da russi e il ritorno nella Federazione Russa della Crimea voluta con un referendum specifico vinto dai residenti.
Tutto sembrava tranquillo in quanto l’Ucraina è una nazione grande circa 2 volte l’Italia e non certo la perdita di pochi kmq soprattutto origine di forti dissensi potrebbe danneggiarla economicamente e politicamente. Soprattutto perché come per l’intera Europa e Asia, la Federazione Russa è un ottimo partner commerciale il quale produce più di quanto consuma ed è il più grande fornitore mondiale di energia fossile.
L’Italia sta scoprendo tale prerogativa proprio in questi giorni nei quali sta disperatamente cercando uno o più fornitori alternativi ai 60 miliardi di metri cubi di gas russo, una volta chiusi i rubinetti di quest’ultimo!
La situazione ha del “paranormale”: per quale motivo l’Ucraina ruppe il Trattato per mettersi a far guerra contro il gigante russo?
Tenendo presente che l’Ucraina fino a 20 anni prima era una regione dell’URSS, le forze in campo erano ben note ad ambedue i contendenti ed ecco che allora entrano in campo “forze aliene” le quali convincono il Presidente ucraino a continuare lo sfollamento violento dei “russofoni” residenti nel Donbass e tentare il recupero della Crimea.
Ovviamente c’era da aspettarsi la reazione russa la quale, dopo un certo numero di segnalazioni all’ONU e alla Ue senza ottenere risposta, schierò un esercito di 200.000 soldati pronti per l’invasione dell’intera Ucraina.
Il resto è Storia.
Purtroppo le “forze aliene“ dette prima, sbagliarono i conti credendo nella possibilità di un intervento di “coalizione” come accadde nella guerra contro Saddam Hussein e contro Gheddafi, qui si trattava di combattere la Russia per “salvare” un paese la cui neutralità era stata stabilita fin dal 1991 con il dissolvimento dell’URSS e il sollecitato ingresso in NATO per pacificare le richieste di “protezione” avrebbe portato a un disastro mondiale, in quanto la Russia rimarrebbe totalmente coinvolta nel conflitto in Ucraina e direttamente contro l’esercito NATO.
La UE intera e l’Inghilterra avrebbero messo a rischio ben 28 capitali contro le sole tre città importanti della Russia ma non solo, in caso di escalation termonucleare, al termine del conflitto gli europei sopravvissuti si sarebbero ritrovati il 90% del territorio contaminato da radionuclidi, mentre i russi appena lo 0,1%!
Si dovrebbe considerare anche la possibilità di un attacco diretto agli USA, visto che la potenza bellica russa non è qualitativamente inferiore a questi ultimi e sicuramente i loro razzi intercontinentali che viaggiano a ben oltre 5.000 km/h, difficilmente potrebbero essere abbattuti da contro missili che volano più o meno alla medesima velocità.
Oltre al danno umano calcolabile in qualche miliardo di morti, il danno economico sarebbe più che notevole: immaginate distrutte New York, Chicago, Washington, Los Angeles, St Francisco, Filadelfia, ecc.
Il danno più grande lo subirebbero 2.000 anni di Storia con la distruzione di Roma, Parigi e Londra…
Per fortuna che in Italia cominciano ad emergere dissensi contro l’ampliamento di un conflitto che prima sembrava di natura “regionale”. Purtroppo l’Amministrazione americana fin dall’inizio sbagliò i calcoli: la Federazione Russa è la seconda nazione d’importanza mondiale anche se in questi ultimi tempi è rimasta sopita in attesa di una ripresa sociale interna, è tecnicamente all’avanguardia ed è in grado di competere con gli USA, non ha un esercito numerosissimo ma ha molte “Tsar” da 50 milioni di tonnellate di tritolo e le ha compattate per trasportarle nei loro missili intercontinentali. E’ ovvio che di fronte a una sconfitta totale, i russi non esiteranno a usarle ma i contendenti europei hanno calcolato questa possibilità, oppure risponderanno ciecamente all’insensato appello di chi ancora invoca la guerra?
Una domanda che ovviamente merita una sola risposta MA credo che dovranno essere i popoli e non i politici a darla, visto l’andamento della situazione non si può più contare su questi ultimi!
Non resta che augurarci la scelta di una pace duratura anche se con la nostra pretesa di cessare le discriminazioni naziste in Ucraina, di concedere l’autonomia del Donbass e con la Crimea russa…
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Cogliamo l’occasione per ricordare ancora una volta la necessità di abbandonare l’attuale organizzazione di Unione Europea per rifondarla come Federazione degli Stati Europei (FSE), sul modello USA: poche leggi in comune e per il resto ogni nazione associata potrà gestirsi il suo “internal” MA con la variante della doppia circolazione monetaria, come ci insegnarono gli inglesi durante la loro breve permanenza un UE col cambio sterlina – euro!
Purtroppo le scelte finora fatte dalla Commissione e dal Parlamento UE, si sono mostrate TUTTE controproducenti e dannosissime per l’Italia, da ricordare le famigerate “quote latte” le quali costarono all’Italia l’abbattimento di 5 milioni di bovini e la chiusura di 160.000 aziende agricole!
Ora vorrebbero far continuare la guerra…
Lorenzo Romano (da Roma)








