Non è difficile notare come il Pd voglia accaparrarsi una bella fetta delle politiche sull’accoglienza, mettendo in piedi l’Authority per gli immigrati.
Ancor più perché l’ente sarebbe svincolato dalla durata del traballante governo Conte 2. Tre anni almeno e con i vertici ripartiti tra Italia Viva e Leu oltre alla schiera d’apparato di segretari e portaborse: una svolta per rastrellare un po’ di voti, in caso di elezioni anticipate, da onlus, enti benefici e cooperative. Senza nulla togliere alle politiche del Viminale, i commissari si adopererebbero per accaparrarsi anche i consensi dei vari sindaci che hanno storto il naso quando è entrato in vigore il primo Decreto Sicurezza di Matteo Salvini.
Tale provvedimento, infatti ha penalizzato gli Sprar (servizi di accoglienza per i richiedenti asilo,ndr), escludendo chi ancora non aveva il titolo di rifugiato, lasciando nelle comunità solo una sparuta schiera di minori.
La stessa Authority potrebbe riformulare la ripartizione dei richiedenti asilo con un espediente che varrebbe a riservare loro un trattamento di favore, fuori sì dalle grandi città, ma non distante dalle comunità dell’hinterland. Resta l’introito che ogni sindaco recupererebbe mettendo in piedi uno o più progetti per l’accoglienza. Almeno 700 euro l’anno per straniero ospitato, come previsto dall’ultimo decreto Minniti…
Era molto gradita ai sindaci la regola pratica “…più l’ente locale accoglie più viene finanziato, meno accoglie più è penalizzato”. A fine 2017, con il decreto Mezzogiorno, l’allora governo Gentiloni aveva conteggiato che l’entità della prima tranche di soldi da sborsare nel 2018 per l’accoglienza diffusa si aggirava sui 150 milioni di euro indirizzati ai comuni, parte attiva nei servizi di protezione per i richiedenti asilo. Lo scopo era quello di incoraggiare le realtà locali a occuparsi direttamente dei progetti di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento e costruire percorsi di inserimento socio-economico.
Ecco qui che l’Authority di garanzia dei migranti farebbe pesare il proprio ruolo anche in questo settore. Non è vano ricordare il noto modello allestito dall’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, che aveva utilizzato per qualche anno le case abbandonate del paese per ospitare una folla di richiedenti asilo. Ma non solo: come su un doppio binario, favoriva l’accoglienza diffusa e anche su quella straordinaria dei Cas. Il Pd, con i commissari per l’immigrazione, vorrebbe tornare indietro a quelle “belle esperienze”. Come se i 15 mesi di Salvini al Viminale potessero essere cancellati con un colpo di spugna. Con essi anche le tendenze di voto degli italiani. Certamente la prudenza di Salvini nei confronti dell’immigrazione risulta decisiva per la sua crescita elettorale. Gli Italiani in genere la pensano – insomma -come lui o quasi…
Il motivo è abbastanza chiaro: riprendere a foraggiare le Coop che poi finanziano “anche” il partito.
Era l’inizio del novembre 2018, quando “la pacchia” finiva e il Senato votava la fiducia al primo dei due decreti sicurezza del governo Lega-5 Stelle, quello che stabiliva norme più severe per l’accoglienza dei richiedenti asilo, cancellando di fatto il business dell’immigrazione, con la cancellazione della famigerata ‘protezione umanitaria’ che aveva foraggiato per anni le coop del Pd con finti profughi, e il taglio del cinquanta per cento per i famosi 35 euro.
Dopo un anno ecco i primi dati che ci parlano di quasi 70mila “finti profughi” usciti dagli hotel, e altri 70mila che seguiranno entro il 2021, sempre che l’attuale governo abusivo non ridia vita al business.
Ma ci dicono anche di una buona serie di licenziamenti tra i parassiti impegnati a “coccolare” i profughi lasciati nell’ozio…
Sono andati a casa ben 18 mila individui, per lo più loro stessi immigrati, che vivevano alle spalle del business dell’accoglienza. …Venivano stipendiati a spese dei contribuenti, per assistere dei giovani maschi africani… Ebbene, hanno già ricominciato. Il boom di sbarchi seguito alla riapertura dei porti, provocata dal nuovo governo, produce presto i suoi primi effetti. Si inverte il fenomeno: dopo la chiusura di oltre duemila centri di accoglienza sotto Salvini, ecco che cominciano a riaprire i battenti…
Il prefetto di Bologna Patrizia Impresa, al termine di un incontro nella sede di Confcommercio, ha annunciato l’apertura del centro in periferia che, come Cas (Centro di accoglienza straordinaria), accoglierà duecento immigrati. Si è fatta subito avanti per la gestione la Cooperativa L’arcolaio: siamo alle solite.







