Gang sudamericane a Milano: è emergenza

La situazione di Milano, meta d’elezione, non è paragonabile a quella delle altre città italiane… Milano è il termometro per determinare i contorni di nuove leggi e nuovi interventi…

Milano è la capitale europea delle gang salvadoregne? Lo dicono, ormai, in molti… La città della Madonnina è – più delle altre – presa d’assalto dagli extracomunitari. Sono visibilmente “troppi” e in troppi sono avvezzi a delinquere o ad “esibirsi” in “semplici” quanto fastidiose, a volte offensive, prepotenze. Non che manchino quelli “integrati” che si comportano – fieri di essersi italianizzati – esattamente come la popolazione locale e meritano accoglienza. Con essi i milanesi dimostrano di saper essere amichevoli e affettuosi……

Una brutta presenza è di certo costituita anche da alcune “gang” sudamericane.

Ecco che cosa pubblica Vox (rivista online open-access). “Dove sono e come sono organizzate le Gang degli extracomunitari dei latinos”. Riportiamo il tutto “alla lettera”.

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La guerra delle gang insanguina ormai da anni le strade di Milano. Accoltellamenti, pestaggi e rivali gambizzati.

Le gang più agguerrite

Ms13′ o ‘Mara Salvatrucha’, si è diffusa a Milano, in altre province lombarde e nella provincia di Novara. Hanno un ‘codice’ composto da un decalogo di regole, la cui infrazione può anche prevedere la pena di morte. Attivi nelle rapine da strada, nei furti e nello spaccio, gli Ms13 sono anche dotati di un violentissimo codice di iniziazione, che prevede per le donne l’obbligo di sottoporsi a uno stupro. I membri della gang si identificano attraverso un tatuaggio rituale e sono soliti contrassegnare i luoghi dove si riuniscono scrivendo sui muri la sigla della banda con la vernice spray.

I ‘Trinitarios’ sono invece una gang originaria di Santo Domingo che si ispira idealmente ai tre patrioti che resero indipendente la Repubblica Dominicana da Haiti, nel 1844. Ma a parte i richiami a presunti ‘padri nobili’, la gang è conosciuta per la sua ferocia e gestisce reati da strada come furti, rapine e spaccio di droga. Sono dotati di una struttura fortemente gerarchizzata: il codiceè’ nato nelle carceri statunitensi e si è poi diffuso anche in Europa, e si fonda su tre regole basilari, una “preghiera”, 7 “punti” e 21 “norme”. Per entrare a far parte della gang ci si sottopone a un violento pestaggio, e una volta dentro, il proprio ruolo nella gerarchia si riconosce attraverso collane di colore diverso. I Trinitarios, a differenza di altre gang simili, non ostentano tatuaggi, limitandosi a mostrare qualche volta il simbolo di una mano con tre dita aperte, che rappresenta tanto i tre presunti “patrioti fondatori” quanto la mimica della pistola.

Cani sventrati per recuperare ovuli di coca

In tempi recenti i ‘latinos’ sono balzati alla cronaca per un metodo di importazione della droga particolarmente crudele: nel 2013 gli inquirenti milanesi scoprirono che la cocaina arrivava nascosta nell’intestino di cani di grossa taglia, che una volta a destinazione venivano uccisi.

Una scia di sangue lunga più anni e non interrotta…

(I fatti con cui prese avvio l’attuale realtà. Ndr)

Luglio 2013: scoppiano le ‘guerre’ per il predominio in città: durante una rissa vengono arrestate 11 persone al ‘Parco Nord’ di Milano.

Settembre 2013: un altro duro colpo alla ‘Ms13′: 25 persone arrestate per rapine, lesioni, porto e detenzione d’armi.

Febbraio 2014: un giovane viene accoltellato e riprende la ‘guerra’

Luglio 2014: arrestati 13 ‘Trinitarios’. Aggressione a colpi di machete a due ferrovieri su un treno regionale.

Settembre 2014: nuovo blitz della polizia che porta all’arresto di 15 aderenti a ‘Barrio 18′ e “Ms13″

La stessa gang terrorizza gli Stati Uniti.

E’ tempo di abrogare i ricongiungimenti familiari, Salvini: se Conchita e Mohammed vengono qui per lavorare – in quei pochi casi – non è necessario che si portino poi dietro tutto il clan. Ci vuole un’immigrazione limitata, selezionata e di lavoratori: non di famiglie allargate o presunte tali per ripopolare l’Italia. Di delinquenti e disoccupati: come le banlieus parigine da generazioni.

Ovviamente, sui giornali non vi diranno che sono figli di immigrati. Vi diranno che sono ‘milanesi’.

Sono i figli delle badanti, arrivati in Italia con i famigerati ricongiungimenti familiari tanto cari al Vaticano – e sappiamo tutti il perché – e al PD, e anche in questo caso, tutti sappiamo il perché…

Ecco i figli degli immigrati che con lo ius culturae diventerebbero ‘italiani’ dalla sera alla mattina, e farebbero diventare ‘italiani’ anche i genitori:

Ah, e sia chiaro: con l’attuale legge, diventerebbero ‘italiani’ lo stesso, solo dovranno passare anni. Per questo dobbiamo tornare allo ius sanguinis, rastrellare le città e bonificarle e bloccare i ricongiungimenti familiari.

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