C’è da chiedersi come una campagna mediatica abbia potuto seminare tanta ignoranza in fatto di vaccini. Tali rimedi, fondamentali, perché si basano sul principio dell’auto immunità, cioè stimolano l’auto difesa dalla malattia – il che, in linea di massima, è preferibile all’uso qualunque farmaco – hanno trasformato i grandi medici che li sperimentarono in “benefattori dell’umanità“! Per inciso, l’auto difesa si basa sulla capacità del nostro fisico di produrre gli anticorpi: è una funzione naturale senza la quale avremmo (è una battuta, ma è vero) una vita molto breve. I “nostri” anticorpi superano di gran lunga qualunque medicina…
Tutto iniziò nel’700 con l’inglese Edward Jenner che, nel 1798, notò i benefici che le mungitrici traevano dalle mucche infette. Da qui la parola vaccino. Già allora iniziò a praticare la “antivaiolosa”. Successivamente fu il grande Louis Pasteur – chimico, biologo e microbiologo francese – ne comprese e teorizzò il funzionamento. In seguito alle sue idee, la vaccinazione antivaiolosa si diffuse in tutto il mondo.

Ciò ha consentito di dichiarare per alcuni anni “estinte” malattie epidemiche come la terribile difterite, la peste, la poliomielite (Albert Bruce Sabin 1957)…
C’è, infine, da ricordare la “vaccinazione multipla” cui vanno sottoposti tutti i militari del mondo. Anche qui polemiche recenti non sono mancate. Anzi: obbligatorie o no? Il problema ha assunto dimensione giuridica.Quello che può dire chi scrive queste righe è che da allievo ufficiale bersagliere, durante il servizio militare e negli ultimi mesi al CAR TC di Avellino, non ha visto un solo caso di reazione negativa. Solo la nota circostanza di quei “tali” che svengono alla sola vista di una siringa e all’odore dell’alcol…
(G. Scargiali)
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Ecco sul tema l’intervento, inquadrato nell’attualità, della nostra corrispondente Simona Sciarria.
Un italiano su due (46%) è convinto che i vaccini abbiano effetti collaterali. E non va meglio in Europa dove la percentuale è del 48%. Dati preoccupanti…
Il vicepresidente della commissione europea Jyrki Katainen è intervenuto personalmente: “ci vuole un’azione decisiva – ha dichiarato – contro la disinformazione. Ci sono alcuni dati preoccupanti. Il 48% degli europei crede – sbagliando – che i vaccini possano produrre gravi effetti collaterali e il 38% pensano che possano provocare le malattie contro cui dovrebbero proteggere. Ciò significa che il nostro lavoro per aumentare la copertura vaccinale e combattere contro la disinformazione sui vaccini non è finito”.
“La vaccinazione – ha proseguito Katainen – è una delle misure di salute più di successo. Non solo i vaccini prevengono le malattie e salvano vite, ma riducono anche i costi della sanità. Negli ultimi due secoli è stato dimostrato che i vaccini funzionano. Nessuno per anni ne ha dubitato. È un dato di fatto e non un’opinione”.

Il vicepresidente della commissione ha criticato l’aumento di epidemie che sono evitabili grazie ai vaccini. Nell’eurobarometro si rileva che l’85% dei cittadini Ue crede che i vaccini siano un modo efficace per prevenire le malattie contagiose e proteggere se stesso e gli altri.
Circa la metà si è vaccinata negli ultimi 5 anni.
Il tema vaccini rischia di divenire l’argomento “più caldo” della nostra società, soprattutto in Italia dove ancora oggi c’è molta disinformazione e “ci si rivolge” a non professionisti per ricevere informazioni.
Ogni dubbio al riguardo deve essere affrontato con l’ausilio di medici specializzati in grado di dare informazioni scientifiche.
Personalmente, dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie da vari professionisti qualificati ed anche dal prof. Villani, primario del Bambin Gesù, ho vaccinato mio figlio.
I vaccini salvano noi, i nostri figli e anche gli altri!
Simona Pepè Sciarria
(Corrispondenza da Roma)







