Il declino della classe operaia

Ma secondo “L’elegia americana di J D. Vance” un futuro migliore è ancora possibile

Abbiamo letto il libro “Elegia americana” di J.D. Vance. Pubblicato nel 2016, è stato a lungo al primo posto delle classifiche di vendita americane e tradotto in 14 Paesi. Dal libro è stato tratto un film con Ron Howard, Amy Adams e Glenn Close distribuito su Netflix nel 2020. Il film, che doveva essere l’apoteosi democratica, è poi, in estrema sintesi, divenuto la storia del popolo di Trump. Ma tornando al libro esso è dichiaratamente autobiografico e rappresenta la memoria di una famiglia e di una cultura in crisi della classe operaia e media americana.

L’autore, come abbiamo detto, è James David Vance giovane politico ed avvocato straordinariamente assurto alla carica di 50° vicepresidente della nazione ancora più ricca e potente al mondo. Il suo è un sogno divenuto realtà grazie alla volontà di un popolo che, con grandi traversie politiche e sociali, è riuscito ad invertire, quasi miracolosamente, una deriva iniziata da anni e che, se non fermata, avrebbe coinvolto tutto il mondo occidentale.    

Elegia americana narra, infatti, quel mondo che è l’artefice della sua vittoria elettorale. Quel mondo dell’entroterra, del proletariato bianco che vive ai margini delle società ricche e salottiere abituate a pontificare, scrivere e manifestare sui costumi ed il sentimento della gente. Elites, spesso milionarie, che pretendono di giudicare ed indirizzare su problemi avulsi dalla loro quotidianità. le loro azioni ed i loro sogni sono intrisi di ideologie green, woke e mondialiste.  Di guerre e conflitti di cui misconoscono la genesi e di diritti che mai hanno perduto.  Sono, nella nostra Italia, gli abitanti di Capalbio, professionisti e giornalisti del mainstream che frequentano salotti televisivi, campi da tennis e piazze manifestanti.

Una elegia della società italiana parlerebbe di lavoratori, magari con padri della provincia, che hanno perso le opportunità di lavoro e che si trovano a subire e convivere con droga, abbandono familiare, scolastico, violenza familiare e cittadina. Parlerebbe di lavoratori che vivono in un mondo dominato da comportamenti totalmente irrazionali. 

Dice Vance in “Elegia americana” “Spendiamo per far finta di appartenere alla classe superiore. Compriamo televisori giganteschi, iPad. I nostri figli indossano capi di lusso … andiamo in fallimento … E alla resa dei conti … non rimane più nulla… Da ragazzi non studiamo, e quando siamo genitori non facciamo studiare i nostri figli … non gli diamo mai gli strumenti primo tra tutti la pace domestica” – ed aggiunge – “Sono bugie che ci raccontiamo per superare la dissonanza cognitiva, l’evidente incoerenza tra il mondo che vediamo e i valori che predichiamo … con droghe, liti domestiche e servizi sociali che interferivano sulla nostra vita”.

Era il sogno americano che consentiva a tutti, con il proprio impegno e merito, di realizzarsi ed assurgere ai livelli più alti e gratificanti della società che adesso non c’è più. Quel mondo è stato distrutto ed al suo posto c’è solo ruggine e rabbia.

Elegia americana però, nonostante la narrazione di storie truci e brutali, aggressive e vessate anche da istituzioni non flessibili e comprensive, vuole essere un messaggio positivo. Poiché quella classe sociale antica, rude e montanara porta l’amorevole orgoglio di una classe operaia che ha in sé valori di onestà, famiglia e credo morale nei confronti degli altri, ma anche e, soprattutto, di sè stessi. Valori che pur se sopiti e violentati dalle nuove ideologie portano gli anticorpi per tornare e risorgere.

Ma, volendo commentare e trasporre l’analisi alla società europea ed italiana, è il sogno che può tornare e realizzarsi sia nella nuova America che nella nuova Italia.

Una “Golden age da rivivere. Basta volerlo. Infatti i segnali politici e sociali ci sono e sono consistenti. L’Italia, l’Europa, la Russia, tutto il mondo occidentale deve coglierli e farli propri.

Non sono le nazioni, gli stati, le singole storie che vanno annullate ed annegate nel mare del mondialismo e della massificazione conformista, ma i valori e le tradizioni feconde e vivificatrici che vanno riprese e fatte rivivere.

Ed il politico J D Vance consapevole del messaggio ha infatti dichiarato alla conferenza di Monaco: “C’è un nuovo sceriffo in città che intende fare a meno della fin troppo a lungo coltivata finzione delle regole. La falsa coscienza occidentale non esiste più”

Parole pesanti, ma pregnanti di esperienza. Non sottovalutiamole! Ne va della nostra futura esistenza.

di Guido Francesco Guida

Articoli correlati