Contestazioni e ‘invidie‘ belle e buone, polemiche a non finire si sono scatenate contro il Dr. Giuseppe De Donno, poi si son ‘presentati’ i NAS e, infine, stamane è circolata la voce, volata dalle Alpi alla Sicilia, che il primario del reparto di pneumologia all’ospedale Poma di Mantova fosse …indagato. Il suo maggior ‘nemico pubblico’? E’ il Dr.Roberto Burioni, immunologo di livello anche lui, ma più certamente ‘animale da talk show‘: ospite prediletto, in tema di coronavirus, del ‘faraone televisivo” Fabio Fazio…
Il dottor De Donno – per la verità – l’ha ‘fatta grossa‘: per primo ha sperimentato la cura del Covid-19 con l’impiego del ‘plasma convalescente‘, somministrato con una comune trasfusione di sangue – o quasi – da un donatore guarito dal Covid che abbia sviluppato dentro di sé i dovuti ‘anticorpi‘… Proprio in base al principio delle vaccinazioni…
Ma la cura di De Donno – la cui idea di base non è certo inedita – ha un grave difetto per i ‘professionisti della farmacopea’: non costa nulla. A differenza di quello che potrebbe costare un farmaco – o il famoso vaccino – di nuova sperimentazione.
Per di più, com’è abbastanza noto, la ‘bomba De Donno‘, perché di questo si tratta, è scoppiata dopo che divampava già la polemica contro i possibili ‘mega approfittatori‘ del ‘settore vaccini’, un business a livello mondiale. ‘Imputati‘, secondo buona parte della pubblica opinione, dei veri mammasantissima: la stessa Oms , Organizzazione mondiale della sanità e i grandi monopolisti del farmaco, più alcuni miliardari che avevano scoperto le carte, intendendo entrare nell’affare – persino dalla porta principale – fra cui soprattutto Bill Gates…
Già, perché – come sappiamo – c’è chi può e chi non può…
Ne avevamo parlato in un nostro articolo di ieri: uno scontro da telenovela è incorso da giorni. Stamane la notizia non confermata ci giunge da un paio di nostri collaboratori: da Roma e da Palermo. De Donno sarebbe sotto indagine…
Ma la persecuzione – se di questo, come sembra, si tratta – è già iniziata da alcuni giorni…
Al Poma di Mantova, la clinica di De Donno, si sono presentati – come accennavamo – i NAS, chiedendo informazioni sul caso della donna incinta alla quale il primario aveva somministrato il ‘plasma convalescente’…
Siamo al ‘trionfo’ dell’interpretazione burocratica delle leggi, il maggior problema italiano di sempre: non importa se è evidente come l’intervento ‘abbia funzionato‘ e, a quanto appare, ha salvato due vite – la donna e il bimbo – ci si chiede, invece, se ‘fosse legittimo’ che un medico intervenisse in quel modo. Le legge prevede che ‘si possa fare’.
In Italia, notoriamente, è vietato tutto ciò che non è esplicitamente permesso. Inutile dire che dovrebbe essere l’esatto contrario…
… La conferma arriva – frattanto – dallo stesso Giuseppe De Donno, primario del reparto di pneumologia, che sta procedendo con la cura: “I Nas – ha dichiarato sdrammatizzando – hanno fatto una semplice telefonata in ospedale per raccogliere sommarie informazioni su quello che stavamo facendo. Dopo quella telefonata non ho più sentito nulla e sono trascorsi alcuni giorni…”
Anche il direttore generale dell’Asst di Mantova, Raffaello Stradoni, parla chiaro a favore di De Donno, conferma la telefonata e smentisce l’acquisizione di cartelle cliniche…
“Non so perché – dichiara Stradoni – i Nas si siano interessati della vicenda della donna incinta. Il protocollo sperimentale è rigido e consente il trattamento solo su alcuni pazienti con determinate caratteristiche. In questo caso si è intervenuti quando si stava per perdere la paziente…”
Nel protocollo, è la burocratica obiezione, non sono previste infusioni su donne in stato interessante: “Ma quel caso – risponde Stradoni – rischiava di finire male e, quindi, abbiamo proceduto, salvando due vite”.
De Donno è ancora più chiaro: “non ci sono controindicazioni per i vaccini per le donne in stato di gravidanza!”
Sul caso della donna incinta trattata con il plasma iperimmune per De Donno è “tutto in regola”. Così scrive: “Ho letto su qualche quotidiano che la mia oramai figlioccia, non avrebbe avuto i requisiti per ricevere il plasma. Beh, nei criteri di esclusione non è prevista la gravidanza – sottolinea – quindi amici, tutto ok. Lo dico perché un protocollo va rispettato, ma certo, quando fosse possibile salvare vite, concorderei con la deroga per uso compassionevole».
Lo pneumologo sta utilizzando il plasma su un altro giovane paziente, sottoposto alla seconda infusione.
“Il nostro giovane amico, come vi avevo anticipato, sta sorprendentemente bene. Così anche Pamela (la donna incinta)”.
“Se qualcuno crede di scoraggiarmi – incalza De Donno su Facebook qualche giorno fa, riferendosi appunto al giovane paziente – non ci riuscirà. Oggi, dopo l’infusione di plasma iperimmune, ormai amico mio, stai molto meglio. La febbre quasi scomparsa. Migliorata l’ossigenazione. Meno ore di ventilazione meccanica. Tutto come da protocollo. Non sempre riusciamo a salvare tutti. Ma il più delle volte sì. E se qualcuno volesse solo provare ad intimidirmi, dovrà risponderne alla sua coscienza. La mia è limpidissima”.
Frattanto, De Donno al Poma fa anche i numeri: si tratta di quasi cinquanta veloci guarigioni e di uscite dalla necessità dell’iperventilazione.
Niente hai detto!
Ma non solo in Italia, bensì nel mondo intero chi fa bene, spesso anche rischia…
Del resto, De Donno è protagonista di una genialità degna d’un ‘uovo di Colombo‘. Era risaputo che un trattamento da ‘immunoterapia’ fosse possibile con successo. De Donno ha avuto il coraggio di sperimentare questo ‘plasma iperimmune’ sui malati di Covid.
A questo punto, Roberto Burioni, il polemista, impantanatosi ormai nella polemica, ha segnato un bell’autogol: “Niente di nuovo – ha detto – qualcuno già lo praticava al tempo della Spagnola…”
Antico quanto il cucco, insomma. Ma dopo mesi di drammatiche paure, di contagi e di decessi, c’è voluto un Giuseppe De Donno per passare all’azione. Forse, una tantum, non solo un medico, ma un raro uomo con gli attributi.
Da premiare? Certamente. Ma lo processeranno?
(Ricostruzione da varie fonti integrata e arricchita in redazione)
__________________________
Nota
C’è chi fa conti precisi e giudica paradossale l’avversione a De Donno…
…Nonostante i risultati incoraggianti – si legge – la cura con il ‘plasma iperimmune’, sperimentata da Di Donno, non sembra godere di grande favore, anzi…
Tra le polemiche di Burioni e l’intervento dei Nas, sembra quasi che De Donno stia facendo ‘qualcosa di sbagliato‘. Eppure ad oggi si contano 48 pazienti guariti, grazie alla terapia e zero decessi. Tutti affetti da Covid-19 con gravi problemi respiratori, tra cui il noto caso di una donna incinta…
Anche Burioni ha, però, ‘i suoi guai‘. Leggete qui di seguito…
Virus, esposto in 12 Procure: indagate Burioni, “ipotesi notizie false, turba ordine pubblico per autorizzare il 5G”…
“…Pertanto, vista la tragica situazione sociale che si è venuta a creare, fiducioso del fatto che la giustizia possa ristabilire la verità dei fatti, si chiede l’intervento dell’Autorità Giudiziaria competente, al fine di valutare le condotte di quanti saranno ritenuti responsabili per legge per i fatti di cui al presente esposto, in particolare l’ipotesi della diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico e le autorizzazioni alla sperimentazione 5G sugli esseri umani”. Questa è la sintesi dell’esposto di 15 pagine depositato in questi giorni per chiedere alla magistratura di indagare sulla condotta del noto virologo Roberto Burioni, inflazionato a livello mediatico nei pareri scientifici su vaccinazioni, Covid19 e ora anche innocuità e sicurezza del 5G.
Notificato alle Procure della Repubblica di Catanzaro, Bari, Messina, Reggio Calabria, Milano, Napoli, Roma, Torino, Palermo, Cosenza, Brescia e Bergamo, in calce all’esposto c’è la firma di Giuseppe Reda, ingegnere ex ricercatore presso il Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Università della Calabria, autore anche di un altro esposto protocollato sull’ipotesi dicorrelazione fra ilCovid 10 e il5G…
A qualcuno può sfuggire che …nell’ambito della telefonia mobile cellulare, con il termine 5G si indicano le tecnologie e gli standard di “quinta generazione” con prestazioni e velocità superiori a quelli della precedente tecnologia 4G/IMT-Advance della telefonia mobile.







