anche nel Regno Unito avanza il sovranismo
Laburisti in picchiata e Conservatori in calo: il voto locale premia Reform UK, Farage esulta
Il Partito Laburista perde circa la metà dei seggi nei consigli comunali in cui si era candidato e alcune delle perdite più significative si registrano proprio nei collegi un tempo roccaforti rosse. La debacle si completa, poi,con i Labour che perdono anche il Galles, prima volta in 100 anni, mentre si assiste all’avanzata degli indipendentisti Plaid Cymru e dell’estrema destra di Reform Uk.
Archiviate le elezioni amministrative in Gran Bretagna, il governo laburista britannico, nonostante la batosta, intende, però, andare avanti.
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, infatti, nonostante le pesanti perdite subite dal suo partito in queste amministrative, respinge le richieste di dimissioni, arrivate da più parti, e dichiara di volere proseguire nel suo mandato.
La Fronda interna di alcuni Laburisti
Ora, però, il Partito Laburista, avendo, dopo la tornata elettorale, perso il consenso nel nord dell’Inghilterra e nelle Midlands, si trova a fronteggiare anche il dissenso interno.
La destra festeggia
Nel frattempo, Nigel Farage, il cui partito risulta essere tra i più trumpiani in Europa, ha dichiarato: “Questa è una svolta storica nella politica britannica”. Per l’ideatore della Brexit “questo è un grande giorno, non solo per il nostro partito ma per una completa trasformazione della politica britannica in ogni direzione. Reform UK è il più nazionale di tutti i partiti, siamo competitivi in ogni parte del Paese”.
Intanto i Conservatori, che hanno perso moltissimi seggi, si dichiarano comunque fiduciosi nella ripresa del loro partito, mentre Starmer, già in precedenza sotto pressione, vede ora crollare del tutto i suoi indici di gradimento.
CHI E’ FARAGE?
Dallo stile diretto e provocatorio, spesso in opposizione all’establishment, Farage può essere visto come un difensore del popolo contro le élite oppure, dai suoi avversari, come un abile demagogo. Di certo, però, è un uomo che sa intercettare le aspirazioni del popolo britannico e sa incidere profondamente sulla politica del Regno Unito, come già si è dimostrato durante la campagna per il “Leave”.
Nato nel 1964, originario del sud-est dell’Inghilterra, Farage ha studiato alla Dulwich College, un’istituzione d’élite. Ha lavorato nei mercati finanziari come broker di materie prime. Tuttavia, già dagli anni ’90 ha iniziato a dedicarsi alla politica, collocandosi nell’area euroscettica britannica.
Lo stratega del Leave, cioè dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, ha fondato prima il Partito Brexit, poi Reform UK, con l’obiettivo di portare avanti una politica ultra conservatrice, anti-immigrazione e liberista.
Le recenti elezioni amministrative confermano il successo della sua linea politica, ottenuta anche grazie alla sua critica della politica britannica post-Brexit, caratterizzata da una cattiva gestione della pandemia e da una grave crisi economica.
L’elettorato di REFORM UK
Ora Farage non solo starebbe guadagnando consensi a destra, togliendo voti al partito conservatore, ma anche e soprattutto all’elettorato storicamente laburista, trovando nuovi sostenitori nella classe operaia, nelle Midlands e nel nord dell’Inghilterra.
Lo scopo sembra quello di replicare nel Regno Unito quanto già fatto da Trump negli USA, ossia spaccare la destra tradizionale e mettere in crisi il rapporto tra le classi lavoratrici e i tradizionali partiti politici di riferimento.
Farage, però, pur partendo da posizioni nazionaliste assai nette, non sembra condividere le posizioni anti Islam più estreme di alcune frange Usa.








