Ecco l’uomo. La sua vita corre nella quotidianità fatta di mille impegni all’interno di un mondo che crede di conoscere bene, perché lui ha saputo conquistare – al pari del valoroso Boemondo – la riconoscenza del proprio “esercito”. Come il crociato è un uomo intelligente, che è riuscito con il suo ingegno e la sua capacità ad emergere tra i contendenti, potendo contare anche nel sapere trovare abilmente una soluzione ad ogni difficoltà che gli si presenti. La vita di questo uomo, di nome Jefe, diventato potente, scorre con lo stesso impeto del fiume che è pronto alla cascata: un “salto” per mostrarsi a tutti. Acque schiumose che rumoreggiano annunciando il suo arrivo.
Non c’è nulla che possa fermare quest’uomo, in lui risiede la forza di credere in ciò che fa. Un giorno si trova a varcare una porta chiusa al proprio mondo. Alte mura proteggono la vita di donne votate al Signore, che hanno deciso di vivere separate dalla “società” per trovare la propria dimensione “umana”, che ha uno scopo preciso ed immodificabile, la lode di Dio e la preghiera.
Si tratta di un mondo che il nostro uomo pensa di conoscere, ma presto scoprirà, invece, che la sua conoscenza è superficiale.
Germano Scargiali
(Introduzione e impaginazione)









Salvatore Cuffaro continua a sorprendere anche con la sua attività di scrittore. Si sta rivelando inarrestabile e fecondo…
Vito Mauro ci invita, infatti, ad un evento che riguarda, ancora una volta, l’uomo politico che, dopo aver espiato una condanna penale con l’accusa di mafia è impegnato in Burundi come medico dei bimbi in un ospedale costruito ai “suoi tempi” dalla Regione Siciliana con la consulenza della Fondazione Giglio di Cefalù.
Si tratta, adesso, della presentazione del primo romanzo di Cuffaro dopo i saggi già scritti sulla sua esperienza a Rebibbia e sulle condizioni carcerarie in Italia. Titolo:La figlia delle monache.
Del romanzo troviamo questa recensione.