
di guerra nucleare
esercitazione NATO “Steadfast Noon 2026”
cieli italiani, 13-20 ottobre 2026
di Francesco Vizioli
Dai comunicati della NATO. La “Steadfast Noon 2026” (“Mezzogiorno costante”, in opposizione alla “Mezzanotte” con cui si indica la catastrofe nucleare)è pianificata da tempo, non è legata agli attuali eventi mondiali e non è diretta contro alcun Paese ma serve a mantenere le nostre forze pronte a dissuadere e a difendere. La dimensione delle forze in campo è in linea con gli altri anni. Quest’anno saranno coinvolti 17 alleati, contro i 14 del 2025 e i 13 del 2024. Parteciperà anche la Turchia. Gli Stati Uniti saranno presenti con equipaggi di volo e personale addetto alla manutenzione. La Francia resta fuori per la sua scelta di non aderire al Gruppo di pianificazione nucleare della Nato. L’Alleanza ha però accolto con favore l’iniziativa di “dissuasione avanzata”
La Nato la considera complementare alla deterrenza nucleare alleata. Nel 2025 l’esercitazione si è svolta principalmente nei Paesi Bassi, con attività di supporto in Belgio, Regno Unito e Danimarca. Nel 2024 fu ospitata da Belgio e Paesi Bassi. Nel 2023 il teatro principale fu nuovamente l’Italia, insieme alla Croazia e ad altre aree del Mediterraneo.
L’Aeronautica militare ha precisato che “non è previsto l’impiego di alcun armamento reale” e che le attività servono a verificare procedure, coordinamento e standard di sicurezza.
L’Italia ha già ospitato sei volte l’esercitazione nucleare annuale della NATO denominata Steadfast Noon: 2010, 2013, 2014, 2018, 2021, 2023. . . eppure non vi è stata una così “forte esplosione” di commenti sui social, sarà sicuramente legata a questo travagliato momento storico.
Il supplemento AIP S56/26, pubblicato il 20 agosto 2026, descrive aree, quote e orari dell’esercitazione “Steadfast Noon 2026”.
Il documento con cui ENAV comunica ai piloti le restrizioni allo spazio aereo è valido dal 13 al 20 ottobre 2026.
Il supplemento la definisce come un’esercitazione multinazionale su larga scala con operazioni aeree e navali sul territorio nazionale e internazionale, sul Mar Tirreno.
Dalla mappa si vede chiaramente che sul Mar Tirreno convergono aerei dalle basi aeree di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani.
Per ogni area e corridoio il documento indica lo stesso tipo di attività: intensa attività aerea militare e di aeromobili a pilotaggio remoto, cioè droni.
Quando
L’attività è concentrata in quattro giornate:
- 13 ottobre, dalle 11:00 alle 16:00
- 14 ottobre, dalle 11:30 alle 16:30
- 16 ottobre, dalle 10:00 alle 15:00
- 20 ottobre, dalle 10:00 alle 15:00
Dove
Il cuore dell’esercitazione è il Tirreno centrale, tra la Sardegna e la costa laziale e campana. Qui si trovano le aree STAR 1, 2, 4 e 5 e l’area JUSTIN.
La STAR 1 va dalla superficie del mare fino al livello di volo 600, circa 18.000 metri.
La Sardegna è coinvolta anche sopra la terraferma.
L’area STAR 5 parte dal suolo e copre parte dell’interno e della costa orientale dell’isola, comprendendo dalle coordinate la zona del poligono di Salto di Quirra.
Le aree STAR 5 West e i corridoi NOON N e NOON S, dal suolo fino a 6.000 piedi (circa 1.800 metri), attraversano la Sardegna centrale a bassa quota.
Una rete di corridoi di transito collega le basi alle aree di addestramento.
I corridoi LAGOON partono dalle zone riservate del Friuli e del Veneto, nell’area di Aviano, e della pianura lombarda e mantovana (R65 e R103 Suzzara, non lontano da Ghedi). Scendono poi lungo l’Appennino tosco-emiliano fino al Tirreno.
I corridoi DEDALO e DEDALO BIS partono dalla Puglia, nella zona delle basi di Amendola e Gioia del Colle, e attraversano la penisola verso ovest.
I corridoi EDWARD e MATTHEW partono dall’area di Trapani.
Sono attivate anche diverse zone militari permanenti, tra cui aree nell’Appennino meridionale (EOLIA, R51) e nell’Adriatico settentrionale (D35).
Che cosa comporta per il traffico civile
Il documento specifica che queste zone vanno considerate aree temporaneamente riservate. Le porzioni sopra le acque internazionali vanno invece considerate zone pericolose. L’attivazione può avvenire in modo tattico, con coordinamento tra enti civili e militari. La reale indisponibilità delle rotte sarà comunicata il giorno prima.
Gli aerei che partecipano all’esercitazione operano senza restrizioni nelle aree di addestramento. Ai velivoli civili in volo a vista si raccomanda fortemente di non entrare nelle aree, per la concentrazione di traffico militare pericolosa per gli altri aeromobili.

di Francesco Vizioli








