Si avvicina l’8 marzo e fioriscono sui giornali e nei programmi televisivi gli articoli ed i pareri degli opinionisti, di rigore dedicati alla questione della donna, con i dovuti “distinguo” fra le situazioni veramente drammatiche, tipo Iran e Afghanistan, paesi in cui eroine coraggiose rischiano la vita per difendere la propria libertà, e la situazione nei paesi occidentali, dove le donne hanno ormai acquistato fondamentali diritti e la lotta si svolge, più che a livello politico a livello privato, nell’ambito della coppia.
E’ forse questa la sfida più insidiosa perché l’avversario non è un nemico manifesto, ma l’uomo che amiamo e non vorremmo distruggerlo e annientarlo, ma convincerlo a cambiare insieme a noi e insieme “cambiare questa vita, prima che ci cambi lei”, come dicono i Pooh.
L’educazione al cambiamento della società deve partire dall’interno della famiglia e spetta proprio alle mamme e alle nonne aiutare le proprie figlie adolescenti e nipotine ad aprire gli occhi e a non cadere nelle trappole del sentimentalismo romantico, che tanti guai provoca nei rapporti di coppia.
Proprio in occasione dell’8 marzo ho riflettuto scherzosamente su quali siano le canzoni più maschiliste del panorama musicale italiano, canzoni molto popolari e amate, che hanno fatto sognare e innamorare tantissime ragazze.
Per esempio, SE MI LASCI NON VALE di Julio Iglesias.
Qui il poveruomo rimane sbigottito, vedendo che la sua donna, dopo un tradimento, ha deciso di fare la valigia e lasciarlo
“la valigia sul letto
è quella di un lungo viaggio”.
Sembra un bambino che non riesce a capire come mai siano cambiate le regole di un gioco tante volte ripetuto.
“Se mi lasci non vale,
se mi lasci non vale,
non ti sembra eccessivo
il prezzo che adesso
io sto per pagare?”
Cos’è cambiato questa volta per provocare questa reazione “eccessiva”?
Non lo sa lei che
“se un uomo tradisce
tradisce a metà
per cinque minuti
non eri più là”?
Non si sa dare pace, convinto di stare subendo una grave ingiustizia, come un grosso bambinone a cui abbiano cambiato le regole del gioco, mentre stava giocando e usa un’espressione tipicamente infantile come non vale.
Speculare, ma identico, è l’atteggiamento del protagonista nei confronti dell’altra donna nella celeberrima e romanticissima canzone dei Pooh TANTA VOGLIA DI LEI.
“Mi dispiace di svegliarti
forse un uomo non sarò
ma ho capito che devo lasciarti
di sicuro me ne andrò.”
L’altra donna è stata una pura evasione, l’avventura di una notte, una cosetta da una botta e via e il protagonista è tanto generoso da ringraziarla per il piacere che gli ha dato.
“Cara amica di una sera
io ringrazierò
la tua pelle sconosciuta e sincera”
Ma, insomma, questa sconosciuta deve capire che
“mi dispiace devo andare
il mio posto è là
il mio amore si potrebbe svegliare
chi la scalderà?”
Certamente lui è consapevole (almeno in questo è più avanti di quello di Julio Iglesias) che lei non lo perdonerà mai.
“in silenzio morderai le lenzuola
so che non perdonerai”
ma la famiglia è la famiglia, il vero amore deve trionfare, pazienza per le cretine che ci cascano…
Eppure questa canzone ha fatto sognare tante ragazze della mia generazione, come pure 29 SETTEMBRE del grande Lucio Battisti, con la complicità di Mogol per il testo.
“Oggi 29 settembre (voce in sottofondo della radio)
Seduto in quel caffè
Io non pensavo a te”
Pensava ai cazzi suoi probabilmente, come spesso succede agli uomini, che non passano tutto il tempo a pensare alle fidanzate, poi d’un tratto da una sconosciuta seduta ad un tavolino dello stesso caffè arriva un chiaro segno d’invito
“all’improvviso lei sorrise
di colpo prima di pensare (inconsapevolmente, povero caro)
mi trovai abbracciato a lei
come se non ci fosse che lei”
E’ la grande occasione da cogliere al volo, davanti alla quale cade ogni memoria della fidanzata, ogni promessa di fedeltà, ogni scrupolo morale, ma tanto è una folgorazione che durerà soltanto un giorno.
“”Oggi 30 settembre (voce della radio in sottofondo)
seduto in quel caffè
io sto pensando a te”
E che dire di un’altra canzone SEI L’UNICA DONNA PER ME, che ha fatto sognare tante ragazze, anche se il protagonista Alan Sorrenti, espone a chiare lettere tutto un programma di sopraffazione –
“Dammi il tuo amore
non chiedermi niente
dimmi che hai bisogno di me.
Sei sempre mia
Anche quando vado via
Tu sei l’unica donna per me”
Patti chiari: io posso andare via di tanto in tanto, ma tu devi restare solo mia!
Sempre il grande Lucio Battisti è tanto lontano dall’idea che la sua Francesca possa uscire con un altro uomo, che si rifiuta di arrendersi all’evidenza quando un amico gli rivela di avere visto Francesca con un altro.
“Ti stai sbagliando
di certo non è
non è Francesca”
…………………..
“Era vestita di rosso, però
non è Francesca” (persino vestita di rosso, il colore della trasgressione!)
“Se c’era un uomo poi
no, non può essere lei”
Assolutamente impensabile che Francesca possa fargli una cosa simile, perché è una donna che è stata ben educata dal suo uomo.
“Francesca non ha mai chiesto di più
chi sta sbagliando son certo sei tu”
Quando poi vengono colti sul fatto, senza possibilità di negare il tradimento gli uomini possono sempre trascinarsi come Gianni Morandi IN GINOCCHIO DA TE
“Ritornerò in ginocchio da te
l’altra non è
non è niente per me”
Se poi il tizio è recidivo, può arrivare alla più umiliante delle ammissioni.
“non son degno di te
non ti merito più”
Sempre invocando una seconda possibilità, però.
“chi non ha sbagliato una volta?”
Ma accanto alla moglie o fidanzata paziente e pronta a perdonare c’è anche la dark lady, la malafemmina, la BELLA SENZ’ANIMA.
Il povero Riccardo Cocciante non riesce proprio a togliersi dalla testa quella cattivona che l’ha lasciato e fantastica di legarla ad una sedia e di costringerla ad ascoltare i suoi rimproveri conditi di visioni voyareristiche sugli attuali amplessi della maliarda con il di lui successore.
“E quando a letto lui
ti chiederà di più
glielo concederai
perché tu fai così”
…………………
“povero diavolo
che pena mi fa”
Ma il povero diavolo è proprio Cocciante, che non riesce a resistere al fascino della maliarda, anche se le assicura che non ci cascherà più.
“e adesso spogliati
come sai fare tu
ma non illuderti
io non ci casco più”
Il grande Totò nella sua bellissima MALAFEMMINA arriva ad invocare fra le righe il femminicidio.
“si avissi fatto a n’atro
quello che hai fatto a me
l’huommo t’avissi accisa
e vuo’ sapé perché”
E molte donne arrivano a giustificare le percosse e persino la morte per mano del loro uomo come prova di grande amore e di incontenibile passione e gelosia!
Persino il delicato Luigi Tenco rivela di essere un sadico inconsapevole in una canzone degli anni ’60, che si intitola ANGELA, ANGELA, ANGELO MIO.
“Angela, Angela, angelo mio
io non sapevo che questa sera
sarebbe stato davvero un addio
Angela credimi io non volevo”
A quanto pare, il tenero poeta si divertiva a minacciare periodicamente la sua donna di lasciarla, solo per il piacere di vederla piangere e di affermare il suo potere su di lei.
“volevo farti piangere
vedere le tue lacrime
sentire che il tuo cuore
è nelle mie mani”
Purtroppo per lui l’ultima volta mal gliene ha incolto e la sua donna l’ha preso in parola e ha tagliato la corda.
“Angela, Angela, angelo mio,
volevo farti piangere
e piango io”
Sempre rimanendo in tema di rapporti sado-masochistici fra i sessi possiamo citare altre due canzoni famose: la prima è UNA RAGAZZA IN DUE del gruppo dei Giganti, molto noto negli anni ’60, l’altra è la celeberrima TEOREMA di Marco Ferrandini, che teorizzano che le donne sono tutte delle cretine masochiste, pronte a lasciare i bravi ragazzi, che le rispettano e le comprendono, per innamorarsi di mascalzoni che le picchiano e le trattano malissimo.
Gigante buono
“Con lei io sarò dolcissimo
perché il suo amor
è un miracolo.
Quindi qui da me lei verrà
E mi dirà che ci sta”
Gigante cattivo e coro
“mai le dirò
le dirò, le dirò (coro)
che vivo per lei
la tratterò male
e mi amerà (coro)
Marco Ferrandini
“Prendi una donna
dille che l’ami
scrivile canzoni d’amore….
Falla sempre sentire importante….
E stai sicuro che ti lascerà
chi è troppo amato
amore non dà…
“Prendi una donna trattala male
lascia che ti aspetti per ore
Non farti vivo quando ti chiama
fallo come fosse un favore…
E allora sì vedrai che t’amerà
Chi meno ama è il più forte si sa”
C’è da dire che Marco Ferrandini alla fine ci ripensa e fa marcia indietro, forse rendendosi conto che i tempi sono cambiati e le donne si sono stufate di sentirsi giudicate cretine e masochiste, ma non c’è da stare troppo sicure che le cose vadano proprio così, visto l’enorme successo che continuano riscuotere i bastardi e i mascalzoni presso il sesso opposto.
Purtroppo si tratta sempre di canzoni bellissime, che toccano il cuore e fanno innamorare, ma vorrei mandare un avviso a tutte le donne, di tutte le età: “care ragazze, adolescenti o nonne, aprite bene gli occhi e turatevi gli orecchi, senza farvi gabbare dal sentimentalismo delle canzoni, che, complice la musica, non vi fanno riflettere su quello che dice il testo, piuttosto seguite il consiglio della grande Mina:
“Caramelle non ne voglio più”.








