LO “SCIOPERONE” DEL 13 DICEMBRE 2024
Lorenzo Romano
Roma 13 dicembre 2024
Talvolta c’è da domandarsi a cosa serve il sindacato se poi arrivano a far scioperare tutte le principali categorie in un solo giorno senza alcuna fascia di garanzia.
Soprattutto a quale titolo la Corte d’Appello ha autorizzato lo sciopero senza le consuete fasce di garanzia, nonostante gli inviti del Governo?
Lo sciopero è un diritto costituzionale, va bene ma non è giusto che vengano soppressi direttamente e/o indirettamente i diritti degli altri cittadini: in fin dei conti esiste anche il diritto di non partecipare ad uno sciopero!
Ancora una volta la Magistratura si contrappone al Governo permettendo il danneggiamento di coloro che pur volendo non sono riusciti ad arrivare al proprio posto di lavoro, inoltre è stato negato lo spostamento anche di liberi cittadini.
Quest’obbligo indiretto rasenta una ipotesi di dittatura spacciata per libertà sindacale, come quando i “picchetti” all’ingresso di Aziende, delle scuole, delle Università, ecc. impediscono l’accesso ai dissenzienti.
Tra le altre cose, i dati ISTAT dimostrano che l’attività di Governo in questi suoi due anni, sta cominciando a dare i sui frutti, a differenza dei precedenti Governi di centro sinistra che hanno solo depauperato risorse pubbliche.
Analizzando la politica economica in generale attuata in Italia, si scopre un enorme distacco tra la concezione di economia e le scelte attuate dalle forze politiche di sinistra: si chiedono più soldi ma è noto che l’aumento delle paghe comporta un aumento dei costi di produzione e allora vi sono tre generiche possibilità:
1. La proprietà di un’Azienda può permettersi un aumento delle paghe senza alcun problema riflesso sulla stabilità economica dell’Azienda medesima.
2. L’Azienda non gode di “buona salute” e aumentare le paghe significa distogliere gli investimenti, l’Azienda entra in crisi e chiude.
3. La proprietà dell’Azienda vuole mantenere la redditività conseguita nel tempo, pertanto non è disposta a fare concessioni, allora sposta altrove gli impianti, oppure liquida tutto e investe nel mercato finanziario.
Questi tre punti elencati mostrano come e perché l’Italia ha perso le grandi Aziende e perché pian piano chiuderanno anche i medio – piccoli esercizi commerciali.
Se i sindacati e taluni politici conoscessero almeno i rudimenti delle teorie economiche, saprebbero che c’è un legame strettissimo tra costi di produzione (costo orario della manodopera, dei materiali e costi aziendali in generale, tasse) e esigenze di mercato (concorrenza, appetibilità del prodotto e ricerca di mercato, inflazione e liquidità monetaria).
Non si può aumentare a piacere nessuna delle variabili indicate senza avere ripercussioni sulle altre e gli imprenditori devono stare accortissimi a sorvegliare tali parametri e all’occorrenza intervenire adeguatamente, ne va delle loro Aziende.
Con questo sciopero i sindacati chiedono miglioramenti delle paghe: può essere giusto ma è fondamentalmente sbagliato perché tale aumento incide sui costi di produzione, non intacca la stabilità delle Aziende classificate al punto 1 ma pregiudica le altre e fa lievitare i prezzi al consumo i quali non vengono compensati dalla maggiore disponibilità di denaro circolante, perché le quantità acquistate non cambiano, anzi, più spesso diminuiscono.
In altre parole ciò significa un aumento dell’inflazione di moneta a quantità di prodotto costante.
La giusta misura NON E’ l’aumento delle paghe ma la riduzione delle tasse, aumentando il numero di coloro che le pagano, ovvero un incremento dei posti di lavoro produttivi.
Un maggiore introito fiscale può determinare la riduzione delle tasse sulla produzione ottenendo due risultati: una maggiore competitività sull’estero (fattore importantissimo) e un aumento dei consumi, ambedue dovuti al minor costo delle merci di produzione nazionale.
L’attuale Governo si sta muovendo esattamente in questa direzione anche se l’opposizione – forse per suoi motivi politici – sembrerebbe non averlo capito!
Morale: questo sciopero è stato solamente un inutile spreco di risorse e un danno per molti cittadini, spero che almeno questo venga capito…
LO “SCIOPERONE” DEL 13 DICEMBRE 2024








