Morto un papa se ne fa un altro

Così recita il proverbio, ma in questo caso la certezza potrebbe mancare. Bergoglio esce di scena ma chi sarà il nuovo papa? (se ci sarà?)

La morte di Jorge Mario Bergoglio non arriva del tutto inaspettata. Il capo della Chiesa di Roma era, infatti, malato da tempo e aveva già raggiunto la bella età di 88 anni.

Ora i media sono tutti schierati nel tesserne le lodi, ma non è un bel segnale perché l’affidabilità dei mezzi di informazione è nota a molti. Da cristiani, quali noi siamo, preghiamo per la sua anima, ma non vogliamo perciò unirci ai toni entusiastici sulla sua persona. Ora sarà Dio a giudicarlo e non noi uomini, la cui opinione è pur sempre condizionata da molti fattori e, pur nel rispetto delle altrui opinioni, pretendiamo che non siano silenziate le voci discordanti da questo coro (che, comunque, non sono poche).

Fin dalla sua elezione i dubbi sulla sua persona, infatti, non sono certo mancati.

E a parlarne sono stati vari giornalisti, da Antonio Socci ad Andrea Cionci. La domanda fondamentale è soprattutto la seguente: “va considerata valida la rinuncia di Benedetto XVI al munus petrino o no perché, invece, fu imposta da qualcuno (solo casuale il blocco ai conti della Banca Vaticana tramite lo Swift, stranamente sbloccato immediatamente subito dopo la rinuncia di papa Ratzinger)?”

Né può sembrare di poco conto l’ammissione da parte del cardinale belga Godfried Daneels, fatta poco prima di morire, che alcuni cardinali, compreso lui stesso, si erano accordati tra di loro per l’elezione di un papa gradito al proprio schieramento. Nella sua biografia egli stesso aveva, inoltre, affermato, di aver fatto parte di un gruppo di cardinali, da lui stesso definito “mafia di San Gallo“, gruppo unitosi per spingere Benedetto XVI a dimettersi per sostituirlo col cardinale Jorge Mario Bergoglio, scopo poi effettivamente raggiunto con l’elezione di questi al soglio pontificio il 23 marzo 2013 (Fonte Wikipedia).

Ma come ha governato in questi anni il capo della cristianità? Dal punto di vista teologico le critiche non sono certo mancate né da parte di autorevoli teologi. Senza volerci addentrare troppo in complesse argomentazioni, va comunque detto che parecchie affermazioni di Bergoglio, come pure le tante contraddizioni dei suoi discorsi, hanno lasciato sconcertati un gran numero di fedeli, frasi che non vogliamo riportare proprio adesso nel momento della sua morte.

Bergoglio non era affatto persona di dialogo, come qualcuno sta cercando di dire, tendeva, infatti, ad imporsi senza dare alcun ascolto. Anche la sua fine improvvisa, proprio quando stava superando i momenti più difficili della malattia fa pensare: “perché, dopo avere ringraziato personalmente tutto l’equipe medico che lo aveva splendidamente curato, non ha ubbidito alla prescrizione di non uscire per continuare, invece, la sua convalescenza? In tal modo, oltre a far male a se stesso e ai suoi estimatori, ha sciupato anche il lavoro di tante persone che non si erano risparmiate pur di salvarlo”.

Mettendo, poi, da parte gli argomenti spirituali e religiosi, dobbiamo dire che, dal punto di vista politico, Bergoglio risulta parecchio discutibile: infatti non si è fatto alcuno scrupolo di schierarsi dalla parte di spietati dittatori come il venezuelano Nicolas Maduro, mentre, sulla questione cinese, ignorando le richieste di un sant’uomo come il cardinale Zen, ha approvato le scelte del governo cinese circa le nomine dei vescovi senza preoccuparsi minimamente di difendere la libertà religiosa dei cattolici, molto limitata se non del tutto negata, in quel paese.

Dopo tutto quello che è accaduto durante questo discutibile pontificato vogliamo, infine, augurarci che la prossima elezione segni finalmente una svolta, speriamo che sia eletta una persona capace di guidare la barca di Pietro tra i frangesti di un mare in tempesta, una figura autorevole, indipendente, dotata di grande spiritualità e di carisma.

Lydia Gaziano Scargiali  

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