C’è ben poco di scientifico su ciò che si dice sul “riscaldamento globale”, né sui mutamenti climatici. Non è certo che il fenomeno sia in atto su vasta scala e a lunga scadenza, non è detto che sia causato dalle emissioni di CO2 e tanto meno dalla antropizzazione del pianeta. Non c’è, in tutto, una sola “verità scientifica”. C’è, invece, una certezza: attorno a ciò che si dice sul clima ruota un business enorme e variegato. In molti, insomma, a parte i promotori, hanno interesse ad alimentare il problema.
Nasce così una sorta di catena che collega tecnici, politici, appaltanti, media etc. Si alimenta il business delle cosiddette rinnovabile: la più grande truffa del secolo. Vedi i vari articoli scrivendo parole attinenti sul motore di ricerca di questo Palermoparla.
L’ultima notizia è che “l’Antartide si scioglie”, ma era difficile trovare meno di 5 anni fa la notizia che in Antartide, al contrario dell’Artide i ghiacci erano avanzati fino a “minacciare”. Eppure era vero…
Ecco che cosa si scova , invece, nelle cronache “contro corrente” a proposito di un recente “proclama” del National Data and Snow Center (Usa).
…Il problema dello scioglimento dei ghiacci non ha mai riguardato l’Antartide fino al 2014. Anzi, al contrario, il ghiaccio antartico risultava essere fino a pochi anni fa regolarmente in aumento. Poi il declino, durato in tutto tre anni, fino al 2017, che ha portato alla situazione odierna, a quello che, considerato il periodo dell’anno, risulta essere un minimo storico.
Non c’è una motivazione precisa, secondo gli scienziati che ci stanno lavorando. La tesi più accreditata è quella della “variabile naturale”: sarebbero i venti ad influire in maniera diversa sul ghiaccio. Ne è convinto anche Mark Serreze, direttore del National Data and Snow Center statunitense: “Sostenere che questo recente calo sia la prova dell’inizio di un declino a lungo termine guidato dall’effetto serra è prematuro”.
Più plausibile è che il ghiaccio marino antartico sia attaccato da altri fenomeni, come il vento, come già detto, oppure il buco nello strato di ozono o El Niño, un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale (ma il buco nell’ozono, per quel che sappiamo sta restringendosi, ndr).
Secondo il sito specializzato newscientist.com: “Lo scioglimento del ghiaccio marino antartico non porta a un innalzamento del livello del mare, perché il ghiaccio è già nell’acqua. Tuttavia è dannoso per la fauna selvatica, come i pinguini che ci vivono sopra. E contribuisce al riscaldamento globale perché il ghiaccio marino riflette gran parte dell’energia del sole nello spazio, mentre l’acqua lo assorbe”.
“In questo senso – aggiunge Claire Parkinson del Goddard Space Flight Center della NASA – Il ghiaccio marino ha un enorme impatto sul clima”.
Insomma, concludiamo noi, seppure il fenomeno è in atto ed è irreversibile – cosa smentita dai cambiamenti di direzione dei fenomeni e dal precedente susseguirsi di glaciazioni e tropicalizzazioni nella storia del Pianeta, l’umanità non può fare altro che stare a guardare, sperando che novità scientifiche e, soprattutto, tecnologiche (nuova energia, ma tanta, come quella da fusione nucleare di imminente adozione) possano porre dei ripari al fenomeno. Sempre che esso esista e che continui a procedere con lo stesso segno…
(Testo raccolto e commentato da Germano Scargiali)
Nota. Il modo superficiale e “conclusivo” con cui i media e certi scienziati (?) parlano a proposito del clima nuoce al concetto diffuso di scienza. Di fronte a tanta superficialità d’informazione, chi ascolta non solo assorbe – in altri termini – delle informazioni errate, ma si fa un concetto della scienza assolutamente vago. Più che dei dati i media parlano delle generiche “impressioni” sul tema. Nulla è adeguatamente circostanziato, né – come nota Zichichi – esiste una sola formula scientifica che indichi un dato certo sui mutamenti climatici.






