Parole del Comandante Nicola De Felice, Ammiraglio della Marina Militare Italiana conosciuto quando comandava il porto di Augusta…
…Ieri ho ascoltato (con disgusto) su RAI 2 nella trasmissione di Fazio la Signora Carola Rackete Comandante della nave Sea Watch 3 battente bandiera olandese della ONG tedesca: un cumulo di falsità e di ipocrisie buoniste. I riferimenti giuridici internazionali manipolati confondendo artatamente la figura del profugo con quella del migrante illegale a pagamento, rifiuto delle disposizioni ONU sul coordinamento del soccorso in mare, nessun cenno alle responsabilità dall’Olanda quale Stato di bandiera (responsabile dell’asilo politico dei migranti che effettuano il primo passaggio illegale sul suo territorio, cioè a bordo della nave, ai sensi del Regolamento di Dublino), della Germania quale Stato responsabile della ONG. In tutti i 17 giorni che è stata in mare poteva benissimo andare a sbarcare i clandestini in nord Europa. Nessun rimpianto per aver speronato la motovedetta della Guardia di Finanza e per aver messo in pericolo 5 dei nostri militari. Questa è la nostra TV pubblica che i cittadini contribuiscono a sostenere con i pagamenti forzati sulle nostre bollette? Una vergogna inaccettabile!
Commento di Palermoparla su facebook: “Per fortuna l’Italia ha sempre avuto anche uomini come Nicola De Felice. Occorrerebbe saperli riconoscerli e ascoltarli…”
Nota
Un po’ di cronaca della incresciosa trasmissione Tv.
Carola Rackete appare sul teleschermo accompagnata da Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch Italia, e Muhamad Diaoune, richiedente asilo senegalese e calciatore della Sant’Ambroeus F.C. di Milano, squadra di richiedenti asilo e rifugiati. Roba da matti: i nullafacenti e e il degrado sfilano da eroi alla televisione pubblica, sempre a crico dei contribuenti italiani.
Prima di “tirar fuori” le domande più “forti”, Fazio ringrazia “la capitana” e chiede: “per chi non se lo ricordasse, che cosa ti è successo?”. Ma chi se lo è scordato? Frattanto, annotiamo una “piccola” dimenticanza: nel trasmettere il filmato, Fazio “si scorda” di citare quando Carola ha speronato una motovedetta italiana… Non dimentica, al contrario, di segnare con precisione tutte le date della “storica impresa”.
Così, inizia l’intervista non troppo brillante alla capitana e ai suoi due compagni. “Sei felice di essere tornata in Italia?”, domanda il conduttore. “Effettivamente – afferma la capitana della Sea Watch 3 – sono contenta di essere in Italia. Dopo tutta l’attenzione che era concentrata su di me, i media non hanno parlato di questo tema. Però la situazione nel Mediterraneo continua e ci sono ancora oggi persone disperate che scappano dalla Libia e vogliono essere salvate. Sono tornata in Italia per sollevare questa questione”.
Ma Carola continua a soffrire: non è soddisfatta di come vengono gestiti i flussi migratori, anche perché “…la nostra nave – precisa – è ancora bloccata”.
La parola, poi, passa Muhamad. Dice di non voler raccontare quello accaduto in Libia, ma dà qualche informazione del suo viaggio e con il volto sorridente annuncia che “mi hanno accettato la protezione internazionale”.
Partono scrocianti applausi: asilo politico ad un calciatore senegalese. Andrebbe arrestato lui e i membri della commissione che hanno commesso questo scempio. O la toga rossa che ha accolto l’appello.
Ed è il turno della ‘prezzemolina’ Giorgia Linardi: La portavoce della Sea Watch punta alla pancia perché “…quando noi parliamo di migranti non parliamo di collettività, ma di persone con una speranza di futuro. Non sono numeri. Sea Watch è ferma da 140 giorni. Questo significa non essere in mare. Ferma per il dl Sicurezza bis, non possiamo operare”. Forse, diciamo forse, l’Italia – e i migranti stessi, scoraggiati dall’affrontare la rischiosissima avventura per mare – dovrebbero riservare un “grazie a Matteo Salvini”. Mah… Il seguito di nuove scelte buoniste quanto puerilmente sbagliate ce lo sta raccontandola cronaca.







