Perché lo Spread cala e i titoli salgono

La vistosa sede della BCE.

Piazza Affari, dopo il lancio del governo giallorosso, ha registrato rialzi importanti e lo Spread è crollato ai minimi storici del 2016. E’ subito evidente, però, come ciò sia merito, anche, di una politica monetaria accondiscendente da parte dell’UE.

Appena poche ore dopo l’incarico di Giuseppe Conte i mercati hanno fatto registrare un rialzo di + 1,94% mentre lo Spread – il discusso indice che rappresenta la differenza fra i BTP italiani e Bund tedeschi – ha fatto registrare i minimi storici toccando quota 167 punti.

Questo nuovo contesto macroeconomico costituisce di certo una nota lieta e positiva per le casse dello Stato Italiano che, in conseguenza della accennata riduzione dello Spread, dovrà corrispondere minori interessi agli investitori che sottoscriveranno i titoli di Stato. Una riduzione così brusca dello Spread, tuttavia, non può non stupire.

Quali sono, però, i reali motivi del calo dello Spread?

I mercati finanziari hanno visto sì di buon occhio la nascita di un governo composto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, con questo partito espressione di una forte vocazione europeista a differenza di Matteo Salvini e della sua Lega, che si è sempre attestato su posizioni euroscettiche, alludendo in determinate situazioni persino alla possibilità di un’uscita dell’Italia dall’Unione.

Il Pd rappresenta anche un partito europeista che cercherà, nelle previsioni, di non varcare (vexata quaestio) i vincoli indicati dalla Commissione UE. Al fianco di questa motivazione sociopolitica, c’è comunque un motivo ancor più saliente che provoca la discesa dello Spread di cui sappiamo da qualche giorno… Christine Lagarde, la presidente della Bce, Banca centrale europea, ha infatti annunciato che continuerà la politica accomodante che Mario Draghi aveva iniziato a portare avanti con il “quantitative easing”.

La rinnovata politica “morbida” tende ad immettere liquidità nei mercati, con il fine di abbassare i tassi d’interesse e rendere più agevole per le imprese e le famiglie l’accesso al credito, incentivando i consumi e, quindi, la produzione…

I mercati anticipano in genere le azioni di politica monetaria ed è proprio per questo che già speditamente lo Spread ha cominciato a scendere…

La discesa dello Spread non è, pertanto, solo merito dell’accordo di governo tra M5S e PD, cui rimane ad oggi in piedi il duro compito di scongiurare l’aumento dell’IVA, ma anche di una politica monetaria differente che, secondo le previsioni, dovrebbe – finalmente – iniettare con metodo liquidità nei mercati. Tale atteggiamento, definito “più dolce”, di Bruxelles modifica la distruttiva risoluzione di imporre ad un mercato già in crisi – sin dalla vigilia della nascita dell’UE – nientemeno che il rigore. Una vera e propria follia economica che ha condotto ad un’Europa che -diciamolo – ha deluso tutti, poco o molto…

Non c’è dubbio, però, che Salvini – il cattivo – potesse impaurire proprio le oligarchie bancarie di cui la Bce è certo uno specchio. La sua rimozione ha fatto di certo tirare un sospiro di sollievo a chi non capisce o non condivide (per interesse) i motivi del sovranismo: la rivendicazione della supremazia del potere politico su ogni altro potere. Ma soprattutto sulle oligarchie finanziarie che vantano addentellati e diramazioni in tutta la società moderna.

Aldo Brandini

(Da Roma)

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