Furiosa la reazione dell’Ammiraglio Nicola De Felice dopo l’uscita delle motivazioni appresso alla decisione della Cassazione a favore del ‘non arresto’ di Carola Rackete.
L’ammiraglio contesta la scelta della cosiddetta ‘Suprema corte‘ di non contestare alla trafficante umanitaria il reato di avere speronato deliberatamente una nave da guerra italiana, perché al comando della motovedetta non c’era un ufficiale della Marina militare, ma (?) un maresciallo delle Fiamme Gialle…
“La scandalosa sentenza della Cassazione – spiega Nicola De Felice – non considera ‘nave da guerra’ la motovedetta della Guardia di Finanza sol perché non c’era al comando un ufficiale. Male interpreta, ovviamente, la parola inglese “officer” presente nella legge del Mare dell’ONU. La Cassazione sconfessa, oltretutto, se stessa e le sue precedenti sentenze”.
Nicola De Felice, campano innamorato della Sicilia, a lungo ammiraglio ad Augusta – dove alla guerra si sta pronti sul serio – è uno di quei personaggi che nella tradizione hanno contribuito all’onore ed alle glorie dell’Italia sul mare. Che non sono poche. E’ una persona brillante e di ampie vedute, il cui parere è costantemente tenuto in alta considerazione dai media e da chi in Italia si interessa della vita pubblica. Chi scrive ha avuto l’onore e il piacere di conoscerlo e rivederlo ad Augusta fino alla festa di saluto in occasione del suo trasferimento. Augusta lo rimpiange. (Germano Scargiali)
Nota 2
E’ ormai evidente di come l’Italia sia ormai stufa di questo “strano potere” della magistratura e di come questa lo eserciti. Basti vedere il numero enorme delle procedure pendenti, le discutibili sentenze, ma soprattutto i tempi lunghi dei “dissequestri” ove sia stata dimostrato (da anni) in giudizio il mancato ricorrere di irregolarità nella costruzione di opere pubbliche e private – spesso opportune o addirittura urgenti – e simili…
La magistratura sembra partecipare a quella grande manovra tesa a ritardare lo sviluppo, chiaramente in atto sin da quando si prese coscienza del boom degli anni ‘960! Ma un precedente boom, non ancora così chiamato, si era verificato negli anni ‘930.
Un nuovo boom porterebbe ad una tale prosperità da mettere in crisi le strutture esistenti che andrebbero rapidamente innovate. Ma fermare il progresso, parlare di pericoli, di ‘inevitabili’ carenze naturali, di crescita compatibile, come temere (perché qualcuno’lassù’ le teme) le conseguenze “morali” di …altro benessere, è pura follia.
Osservate, in proposito, che tutto può mancare oggi, tranne la produzione: si produce di tutto e di più. Il prodotto, in ogni settore, giace …in magazzino: il solo problema è consumare. Da un eccessivo consumismo ci salvino la civiltà e la morale. Dal proseguire di certi problemi, degli stenti e della fame nel mondo si salvi l’umanità stessa, smascherando …i veri cattivi del pianeta. Si ricordi che il male è abilissimo nel travestirsi da bene. Solo l’intelligenza e la cultura …possono salvarci!
(Germano Scargiali)








