Regione Sicilia: approvate leggi per favorire rientro emigrati e nuovi cittadini dall’estero

Rimborso dell’Irpef del 50 per cento per chi, dall’estero, si stabilirà in Sicilia, trasferendo il proprio domicilio fiscale in un Comune dell’Isola.

È quanto prevede, in attuazione di una norma dell’ultima legge di Stabilità, il decreto dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, approvato ieri, 9 aprile, dalla giunta regionale.

Ma si tratta di un insieme di vantaggi di sotto elencati.

Si potrà accedere ai benefici:

  • nel caso in cui i nuovi residenti producano un reddito, sia da lavoro autonomo o d’impresa;
  • siano titolari di una pensione e, oltre al trasferimento in Sicilia, acquistino un immobile abitabile oppure dimostrino di realizzare interventi edilizi su una proprietà situata nel territorio regionale;
  • la residenza in Sicilia dovrà essere mantenuta almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello del trasferimento;
  • flat Tax al 7%per chi sceglie i borghi siciliani,
  • mutuo Giovani (Under 35 ed ISEE < 40k) prevede interessi zero fino a 300.000€.

Nel caso di trasferimento in Comuni con meno di 5 mila abitanti sono previsti ulteriori benefici.

Infatti, l’ammontare del contributo potrà salire fino al 60 per cento dell’Irpef versata, ma sempre entro i 100 mila euro l’anno per ciascuno dei tre anni di durata dell’intervento.

Programmi simbolici di acquisto ad 1 euro, come quelli di Sambuca di Sicilia o Mussomeli continuano a essere attivi. Sebbene l’acquisto sia simbolico, l’acquirente si impegna a ristrutturare l’immobile entro tempi certi, spesso godendo di corsie preferenziali per le pratiche edilizie locali.

Il contributo verrà riconosciuto dalla Regione a fronte dell’effettivo pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Una norma quindi che coinvolge diverse tipologie di persone che vanno dai pensionati ai giovani, stranieri o isolani, che, in passato, sono stati attirati dalle sirene straniere e che adesso vogliono tornare a vivere nelle loro città siciliane d’origine.

Una legge che, in tempi di crisi demografica nazionale, si dimostra così utile sia per ripopolare la Sicilia che per dare particolare slancio al turismo ed all’economia.

Una integrazione al decreto-legge n. 124/2023 nazionale che istituisce, a partire dal 1° gennaio 2024, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno – “ZES unica” che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e che sostituisce le attuali Zone economiche speciali frammentate in 8 diverse strutture amministrative.

“Questa forma di payback dell’Irpef, rivolta a lavoratori, nomadi digitali, professionisti e imprenditori, – ha detto l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino è una iniziativa pensata per l’attrazione di nuovi residenti.  Si stima non solo che sia a costo zero per la Regione, ma che possa anzi generare nuove entrate fiscali ed è attualmente unica in Italia.”
Un risultato particolarmente apprezzabile ed un’iniziativa che abbiamo sostenuto sin dalla sua gestazione, proprio per le sue potenzialità di ripopolamento dei borghi” ha detto Vincenzo Arcobelli, rappresentante al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e Presidente Emerito della Confederazione Siciliani Nord America.

Grazie a queste nuove  riforme regionali (Decreto Dagnino) e alle agevolazioni nazionali, la Sicilia non è più solo la meta ideale per le vacanze, ma è diventata uno dei paradisi fiscali più vantaggiosi d’Europa.

di Guido Francesco Guida

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