Comincia a svegliarsi L’Europa. Una Europa che da diversi anni subisce in silenzio sotto la cappa del conformismo politico-istituzionale. Un’Europa di conflitti sociali, di cessioni di sovranità, di asservimento alle tecno-burocrazie, di inflazione galoppante, di sanzioni non volute. Un’Europa irriconoscibile rispetto ai suoi esordi, gravata dalla perdita dei propri antichi valori. E lo fa a partire dalla Francia. Le ultime elezioni politiche sono un terremoto per l’ordine costituito, anche se alcuni segnali si erano visti nelle ultime presidenziali. Non più il pantano del buonismo, della cancel culture, dell’attivismo politico di un progressismo andato a nozze con il partito popolare europeo contemporaneo. In Francia Emmanuel
Macron perde la maggioranza assoluta e la possibilità di controllare autonomamente la politica nazionale. Vince clamorosamente la destra nazionale e conservatrice di Marine Le Pen che più che decuplica i propri seggi, ma vince anche la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, il tribuno della gauche che dichiara di “aver fatto cadere colui (Macron) senza un perché”. Appena l’elettorato ha avuto la possibilità di esprimere la propria volontà lo ha fatto con clamore dicendo no allo status quo ed affidandosi a partiti radicati nel tessuto sociale No a mere costruzioni politiche espressioni di vacui pensieri e di atteggiamenti radical chic. Il popolo nella sua cruda realtà del quotidiano vuole tornare ad essere rappresentato e vuole uno stato che governi per lui e con lui. In Italia noi siamo impantanati ancora con le manfrine dei 5
stelle. Con le transizioni ecologiche impossibili, con l’invio delle armi non si sa bene a cosa finalizzate. Con
l’ipocrisia di chi fa, ma non si dice. In Francia assistiamo invece ad una premonitrice rivoluzione elettorale francese che punisce la politica centrista di Emmanuel Macron e del suo partito Ensemble che da 341 deputati crolla a 245. Stravince Marine Le Pen che con il Rassemblement National va da 8 va 89 seggi, il partito dei Républicains di destra si assesta a seggi. Buon risultato anche della Nupes di Jean-Luc Mélenchon, con 131. “Siamo riusciti ad eleggere un gruppo molto forte di deputati all’Assemblea, che d’ora in poi sarà ancora più nazionale. Sarà di gran lunga il più numeroso della storia della nostra
famiglia politica”, ha detto a caldo Marine Le Pen. Questo risultato permette di “preservare il Paese dal regno del partito unico” ed ha aggiunto “Faremo un’opposizione ferma, senza connivenze, ma
responsabile”, perché “il nostro solo interesse è quello della Francia”.
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