Salute mentale in Sicilia

Il disagio arriva in Parlamento

Il Movimento delle Organizzazioni per la salute mentale in Sicilia presenta all’ARS un Documento di interrogazione all’Assessore regionale della Salute e dichiara: “Se non arriveranno risposte, il confronto si sposterà davanti a Palazzo d’Orléans”

C’è un grande dimenticato in Sicilia: il malato mentale. Infatti, ormai da troppi anni non viene data risposta a un gravissimo problema che coinvolge migliaia di persone: la disabilità psichica. Chi non ha avuto la sventura di ammalarsi o di avere una persona cara ammalata, spesso un bambino, un ragazzo, non può capire le sofferenze e le difficoltà di chi è costretto ad affrontare, giorno per giorno, non solo una malattia, già di per sé grave, ma, soprattutto, le condizioni in cui si viene a trovare non potendo usufruire dei necessari supporti assistenziali cui avrebbe diritto.

Proprio allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli enti preposti su tale complessa tematica si è tenuto presso la Sala Pio La Torre di Palazzo dei Normanni l’incontro promosso dal Movimento Regionale delle Organizzazioni per la Salute Mentale in Sicilia. L’ appuntamento ha riunito associazioni, persone con esperienza di disagio psichico, familiari, professionisti, ordini professionali, cooperative sociali, rappresentanti del terzo settore, organizzazioni sindacali e operatori dei servizi, dando vita a un confronto partecipato e a tratti acceso sul futuro della salute mentale nella regione.

Una realtà ampia, composita e trasversale che ha scelto di presentarsi alle istituzioni con una piattaforma comune composta da un Documento di interrogazione all’Assessore regionale della Salute, che è anche un Manifesto degli Stati Generali della Salute Mentale in Sicilia, un documento politico-programmatico costruito attraverso un percorso condiviso di analisi, confronto e proposte.

La domanda emersa con maggiore forza durante i lavori è stata chiara: Le inadempienze e i ritardi accumulati in questi anni dipendono da una precisa volontà politica oppure da una macchina amministrativa che rallenta, blocca o disperde decisioni e progetti già condivisi?

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che la Consulta regionale delle associazioni dei familiari e degli utenti non viene convocata dal luglio 2024, che il Coordinamento Tecnico Regionale Salute Mentale è fermo dal gennaio 2025 e che l’ultimo confronto con l’Assessorato risale al 15 dicembre 2025, senza che a esso siano seguiti sviluppi concreti.

Il quadro illustrato nel corso dei lavori è stato definito “drammatico”. Secondo i dati presentati:

  • il disagio psichico giovanile è cresciuto di circa il 30% negli ultimi anni;
  • gli accessi al pronto soccorso per problematiche psichiatriche sono aumentati del 10%;
  • mancano in Italia oltre 8.300 professionisti nei Dipartimenti di Salute Mentale;
  • la Sicilia presenta un numero di operatori inferiore alla media nazionale;
  • oltre 40 milioni di euro destinati al Budget di Salute e ai percorsi terapeutici individualizzati risultano ancora non pienamente utilizzati.

È stata inoltre denunciata la progressiva trasformazione dei Centri di Salute Mentale in semplici ambulatori psichiatrici, con il conseguente indebolimento delle équipe multidisciplinari e della presa in carico territoriale. Nel dibattito sono emerse criticità relative ai centri diurni, ai servizi per l’autismo in età adulta, ai percorsi per l’ADHD degli adulti, alla doppia diagnosi e alle strutture dedicate ai minori.

Le richieste avanzate dal Movimento delle Organizzazioni per la promozione della Salute Mentale in Sicilia hanno trovato in passato un importante sostegno sul piano istituzionale. Un Intergruppo parlamentare regionale ha infatti recepito e fatto proprie le principali istanze avanzate dalle associazioni, assumendo l’impegno di portarle all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana e trasformare le esigenze emerse dal territorio in un tema di confronto politico e legislativo. Un passaggio che i promotori considerano fondamentale affinché le richieste di utenti, familiari, operatori e organizzazioni non restino confinate al solo ambito associativo ma entrino stabilmente nell’agenda politica regionale.

Non siamo qui per alimentare polemiche. Siamo qui perché crediamo che la salute mentale debba tornare a essere una priorità nelle politiche regionali e nazionali”, è stato sottolineato nel corso dei lavori. “Il documento che oggi presentiamo non è una riflessione teorica ma il risultato di ciò che vediamo ogni giorno nei territori, nei servizi e nelle famiglie”, hanno ricordato i rappresentanti del Movimento.

L’iniziativa di oggi, hanno spiegato i promotori, non rappresenta un punto di arrivo ma l’avvio di una nuova fase di mobilitazione, perché la salute mentale non può più essere trattata come una questione marginale e il prossimo interlocutore non potrà essere soltanto l’Assessorato regionale alla Salute, ma direttamente il Presidente della Regione Siciliana. In assenza di risposte concrete, tempi certi e impegni verificabili, il percorso proseguirà con una grande manifestazione pubblica davanti a Palazzo d’Orléans.

I firmatari del documento sono:

Si può fare per il lavoro di Comunità, CGIL Medici e CGIL FP, UIL Medici e UIL FPL, Legacoopsociali, Confcooperative, Associazione Noi per la salute Tina Anselmi CL, APEI Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani Sez. Regionale, Ordine degli psicologi di Sicilia, Consulta Familiari e Utenti DSM Palermo, Catania e Messina, ANFFAS Sicilia Associazione nazionale di fanciulli e adulti subnormali, ANGSA Sicilia Associazione nazionale genitori persone con autismo, UNASAM Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, MeravigliosaMente odv, Pegaso odv, Progetto Itaca Palermo odv, AFADIPSI odv, Punto di Partenza odv, Cooperativa Sociale Golem, Ispedd Istituto per i disturbi pervasivi dello sviluppo, Città Nuova, AIL Sicilia Associazione italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma, Forum per la difesa della sanità pubblica, Radio 100 passi, Centro Impastato, Camera del Lavoro di Palermo

SINTESI DEGLI INTERVENTI DEI RELATORI

La salute mentale non può restare ferma: servono scelte e responsabilità

Negli ultimi anni il confronto con le istituzioni regionali ha prodotto proposte concrete e alcune di esse sono state accolte dagli organismi tecnici dell’Assessorato. Tuttavia, a queste aperture non sono seguiti interventi reali capaci di migliorare l’assistenza psichiatrica in Sicilia. Persistono gravi criticità: mancata convocazione degli organismi di partecipazione, assenza di équipe multiprofessionali nei Dipartimenti di Salute Mentale, Centri di Salute Mentale progressivamente trasformati in semplici ambulatori, difficoltà nell’attuazione della legge sul Budget di Salute e risorse ancora inutilizzate. È necessario superare l’immobilismo e restituire centralità ai diritti delle persone, delle famiglie e degli operatori.

Gaetano Sgarlata
Presidente – Si può fare per il lavoro di comunità ETS

Doppia diagnosi e diritto alla cura: una sfida che non può più essere rinviata

Sempre più persone vivono una condizione di doppia diagnosi, nella quale disturbo psichiatrico e dipendenza da sostanze o alcol si intrecciano generando percorsi di grande complessità. Le famiglie si trovano spesso sole e i servizi continuano a rispondere in modo frammentato. È necessario costruire percorsi integrati tra salute mentale e dipendenze, rafforzando la presa in carico e garantendo continuità terapeutica. Le recenti conquiste normative sul Budget di Salute e sull’inserimento lavorativo rappresentano un importante punto di partenza, ma occorre renderle pienamente applicabili affinché nessuno resti indietro.

Caterina Cottone
Presidentessa Meravigliosa Mente ODV – Presidentessa uscente Consulta Utenti e Familiari DSM Palermo

La salute mentale non può aspettare: partecipazione e responsabilità istituzionale

La crescente domanda di assistenza e la carenza di personale stanno mettendo in forte difficoltà i servizi territoriali di salute mentale. Nei Dipartimenti e nei Centri di Salute Mentale mancano figure fondamentali come psicologi, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione ed educatori professionali. Serve ricostruire équipe realmente multidisciplinari, superare modelli esclusivamente centrati sulla dimensione clinica e rendere stabile il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e del terzo settore nelle scelte regionali. La partecipazione deve diventare uno strumento strutturale di governo dei servizi.

Adriana Ferruccio
Presidentessa Pegaso Promozione Salute Mentale ODV – Presidentessa Consulta Utenti e Familiari DSM Integrato e Comunitario ASP Messina

Sportelli di ascolto e gruppi di auto mutuo aiuto: una risposta alla solitudine delle famiglie

Le famiglie che convivono con il disagio mentale affrontano spesso condizioni di isolamento e difficoltà nell’accesso ai servizi. Attraverso gli sportelli di ascolto e i gruppi di auto mutuo aiuto è possibile costruire reti di sostegno e percorsi di condivisione che aiutino persone e caregiver a non sentirsi soli. I gruppi AMA rappresentano esperienze di partecipazione attiva, fondate sull’ascolto reciproco e sul sostegno tra pari, capaci di generare responsabilità condivisa e nuove forme di aiuto comunitario.

Pippo Pastorello
Presidente APS Noi per la Salute – Tina Anselmi

Le professioni pedagogiche come risorsa per una sanità più moderna e integrata

L’approccio bio-psico-sociale richiede una presa in carico che integri dimensione sanitaria, educativa e sociale. Pedagogisti ed Educatori Professionali Socio-Pedagogici possono svolgere un ruolo essenziale nella prevenzione, nell’inclusione e nel sostegno alle famiglie. Occorre avviare una ricognizione regionale sulle professionalità presenti nel sistema sanitario e promuovere un inserimento stabile di queste figure nei servizi, affinché il sistema possa rispondere ai bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita.

Alessandro Prisciandaro

Presidente APEI – Associazione Pedagogisti Educatori Italiani

Cooperazione sociale e salute mentale: costruire percorsi di autonomia e inclusione

La salute mentale non può essere affrontata esclusivamente attraverso una risposta sanitaria. I percorsi di recovery richiedono strumenti capaci di accompagnare le persone nella vita quotidiana, nell’inclusione sociale, nel lavoro e nella costruzione dell’autonomia. La cooperazione sociale rappresenta una risorsa fondamentale per collegare servizi, territori e comunità, promuovendo opportunità concrete di partecipazione e di cittadinanza attiva.

È necessario rafforzare l’integrazione tra Dipartimenti di Salute Mentale, enti locali, terzo settore e sistema cooperativo, superando una logica centrata esclusivamente sull’assistenza e sviluppando invece progetti personalizzati orientati ai diritti, al lavoro, all’abitare e all’inclusione sociale.

Le politiche regionali devono valorizzare il ruolo della cooperazione come partner strategico nella costruzione di una salute mentale di comunità moderna, partecipata e capace di produrre reali percorsi di emancipazione.

Fiorentino Trojano
Psichiatra CGIL Medici e CGIL Funzione Pubblica 

Investire nella psicologia territoriale significa investire nella prevenzione, nell’accesso alle cure e nella salute delle comunità.

L’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana richiama l’attenzione delle istituzioni regionali sulla necessità di rafforzare la rete dei servizi psicologici, alla luce dell’aumento del disagio psicologico e della domanda di assistenza registrato negli ultimi anni. Assistiamo a una mancanza di visione strategica della politica socio sanitaria: la mancata programmazione di concorsi ordinari per Dirigenti Psicologi Psicoterapeuti da oltre vent’anni; l’attuazione ancora disomogenea dello Psicologo delle Cure Primarie nelle Aziende Sanitarie Provinciali; il mancato avvio della psicoterapia convenzionata, che continua a limitare l’accesso alle cure per molte persone; e il ritardo nell’istituzione dello Psicologo scolastico, figura fondamentale per la prevenzione e la promozione del benessere nelle scuole. L’Ordine sottolinea di aver avanzato negli anni numerose proposte e richieste di confronto con l’Assessorato regionale della Salute, senza ottenere un riscontro concreto. L’iniziativa non intende alimentare contrapposizioni istituzionali, ma promuovere un dialogo costruttivo con il Governo regionale e con l’Assemblea Regionale Siciliana, affinché la salute psicologica diventi una priorità dell’agenda politica

Barbara Vallesi Cardillo

Consigliera dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana

Tra bisogni crescenti, carenze strutturali, servizi in difficoltà e assenza di personale specializzato, cittadini e operatori chiedono interventi concreti

La situazione della salute mentale è particolarmente delicata, soprattutto alla luce del considerevole aumento, negli ultimi anni, di giovani e meno giovani che presentano disturbi psichici e che, ancora oggi, non trovano risposte adeguate da parte della Regione.

Uno dei problemi più evidenti riguarda la totale assenza di una programmazione seria e strutturata per affrontare il tema della doppia diagnosi, ovvero quei casi in cui un disturbo psichiatrico è associato a una dipendenza, che può essere legata a sostanze o al gioco d’azzardo patologico.

La Regione Siciliana e l’Assessorato regionale alla Salute non riescono ancora a emanare linee guida adeguate per l’accreditamento delle strutture dedicate alla doppia diagnosi. Si tratta di strutture sempre più necessarie e strategiche per il territorio siciliano. Attualmente, in tutta la Sicilia, risulta accreditata una sola struttura del privato sociale, nella provincia di Enna, e tale risultato è stato ottenuto soltanto attraverso un ricorso al TAR.

Dal 2017 a oggi, infatti, non si è riusciti a emanare i provvedimenti necessari per consentire l’accreditamento di nuove strutture specializzate. Noi operatori del sistema della salute mentale siamo costretti a inviare persone con doppia diagnosi fuori dal contesto siciliano, con conseguenze pesanti sia per i pazienti e le loro famiglie sia per l’aumento della spesa sanitaria regionale.

Tutto questo è il risultato di un immobilismo che continua a impedire di affrontare la questione della salute mentale in modo serio e adeguato. La nostra Regione non riesce a costruire un progetto concreto e strutturato capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, soprattutto in un ambito così complesso e fondamentale come quello della salute mentale.

Fortunato Parisi

Psichiatra UIL Medici e UIL FPL

Testimonianza di un rappresentante della comunità neuro divergente e dei vissuti di sofferenza psicosociale

Irene La Franca. Socia di Si può fare per il lavoro di comunità e di Progetto Itaca Palermo ODV

Ho una disabilità psichica grave e non ho alcuna vergogna nel dirlo a gran voce perché per me si è rivelato un privilegio. 

Per le sofferenze patite ho potuto sviluppare una sensibilità che va oltre la normalità e parlo per tutti coloro soffrono di questi mali psichiatrici invisibili. Lottiamo ogni giorno contro i pregiudizi della società dei “normali” che non comprende la nostra specialità.

Sono un avvocato e durante i picchi della malattia una delle molteplici disperazioni era quella di perdere il lavoro rimanendo priva di dignità di fronte al mondo. Vivevo il terrore di non essere vista più da nessuno e ciò aggravava la malattia e le paure. Il lavoro è stato ed è un? importantissima cura psichica perché mi ha permesso di rientrare nella società, di essere riconosciuta come individuo che può dare tanto in termini di professionalità, empatia e affetto. 

Per la cura psichica io metterei al primo posto l’amore e l’ascolto dei cargiver, l’accettazione della malattia e della cura farmaco. In secondo luogo, non meno importante della cura psichica è il lavoro per poter costruire una vita secondo i propri desideri, aspettative e preferenze, come prevede il d.lgs 62/24 col progetto di vita.

Ho appreso con grande gioia che l’Ars ha approvato all’ unanimità l’emendamento sull’inserimento lavorativo dei disabili psichici, dopo immani sacrifici dei cargiver e delle persone con disabilità psichica che non si sono mai arrese di fronte alla sordità della politica precedente. Finalmente il diritto al lavoro è stato riconosciuto non solo sulla carta ma avrà concreta attuazione. È chiaro che ci sarà ancora tantissimo da fare ed io intendo mettermi in gioco insieme alla moltitudine di disabili psichici e cargiver per far sì che la nuova normativa venga applicata e non rimanga solo un quadro da incorniciare. Spero che da ora in poi avvenga una vera e propria rivoluzione di civiltà e la politica continui ad ascoltare le istanze dei disabili psichici e dei cargiver.

Spero che ciò avvenga anche sul piano sanitario e quindi delle cure farmacologiche della salute mentale, attraverso un potenziamento e adeguamento alle nuove esigenze sanitarie, delle strutture sanitarie esistenti, CSM, la creazione di nuove strutture e incremento del personale sanitario. 

In linea con le aspettative dello psichiatra dottore Basaglia, il quale ha ottenuto l’approvazione di una legge che ha fatto chiudere i manicomi facendo dell’Italia la prima nazione al mondo a compiere un atto di civiltà e a dare dignità a chi è stato travolto dal male di vivere.

Irene La Franca, avvocatessa, socia di Si può fare per il lavoro di comunità e di Progetto Itaca Palermo ODV

INTERVENTI

Siamo in ginocchio, mancano gli psichiatri

Oggi la salute mentale versa in condizioni estremamente disagiate, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. La problematica principale è stata finora, e ancora lo sarà per qualche anno, l’assenza di psichiatri. I concorsi sono stati fatti, ma non ci sono psichiatri e questo ci ha messi in ginocchio.  Una delle criticità più gravi che oggi vivono le CTA è la presenza sempre più consistente di pazienti autori di reato, spesso destinati a permanenze molto lunghe in strutture nate per finalità terapeutico-riabilitative e non custodiali. Una situazione che rischia di comprimere il diritto alla cura di tante persone con disturbo psichico che attendono un percorso adeguato. Si tratta di una criticità già evidenziata anche a livello territoriale, dove una quota rilevante dei posti nelle CTA è occupata da autori di reato, con conseguenti difficoltà di accesso e presa in carico.  Palermo rappresenta anche un esempio positivo e infatti è stata tra le prime realtà ad applicare concretamente la normativa sul Budget di Salute Mentale, trasformando i Progetti Terapeutici Individualizzati in uno strumento reale di inclusione, autonomia e recovery.

Maurizio Mantalbano

Direttore DSM Asp di Palermo

L’integruppo parlamentare non smettere di battersi per i diritti delle persone portatrici di disabilità psichica

La rete delle associazioni ci ha dato oggi, come sempre, un’agenda completa e concreta di azioni da portare avanti. Come intergruppo parlamentare sulla salute mentale continueremo a batterci per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica, oltre che per costruire un sistema di presa in carico adeguato dei nostri adolescenti e giovanissimi che al momento risulta assolutamente carente. Ancora, sempre dall’ascolto dei pazienti e dei familiari è emersa l’importanza della valorizzazione degli ESP, gli esperti in supporto tra pari che potrebbero costituire una risorsa importantissima in ottica sistemica insieme ai terapisti della riabilitazione per rendere efficace l’equipe multidimensionale che prende in carico la persona con fragilità psichica

Onorevole Valentina Chinnici

60 milioni di euro non utilizzati nelle nove ASP dell’Isola: inaccettabile

Nelle nove ASP dell’Isola ci sono circa 60 milioni di euro già disponibili e destinati ai budget di salute che restano inutilizzati. E questo è inaccettabile. Si tratta di risorse fondamentali per finanziare progetti personalizzati di reinserimento sociale, autonomia abitativa e inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica. Ogni giorno di ritardo significa lasciare migliaia di cittadini senza prospettive, spesso costretti a vivere chiusi in casa insieme alle proprie famiglie oppure ricoverati per lunghi periodi nelle Comunità Terapeutiche Assistite, senza reali percorsi di recupero e inclusione. Il governo regionale sblocchi immediatamente queste risorse e dia piena attuazione a una normativa che, sulla carta, rappresenta un modello per tutta Italia ma che, nei fatti, continua a tradire le aspettative delle famiglie siciliane e delle persone più fragili.

Onorevole Antonio De Luca


    Stato dell’arte e prospettive della Salute mentale in Sicilia

            Più cresce il disagio psichico, più le istituzioni lo ignorano

Consulta Regionale dell’Assessorato alla Sanità delle Associazioni dei familiari e degli utenti che non viene convocata dal luglio del 2024: è questa la considerazione che hanno al governo regionale di quello che vivono e pensano le persone con disagio psichico e i loro familiari?

Coordinamento tecnico regionale salute mentale strumento tecnico dell’Assessorato alla sanità composto da tutti i Direttori dei Dipartimenti di salute mentale, da esponenti dell’ETS Si può fare per il lavoro di Comunità ed altri esperti regionali che non viene convocato dal gennaio del 2025: è questa la considerazione che ha il governo regionale dei massimi esperti in materia sulla salute mentale dei cittadini?

Ultima convocazione dell’Assessore regionale alla sanità il 15 dicembre del 2025, dopodiché il silenzio!!!

Le nostre proposte sul budget di salute, sulle piante organiche e sugli SPDC ufficialmente approvate dal Coordinamento tecnico regionale salute mentale sono sul tavolo dell’Assessore da un anno e mezzo e o non sono state presentate dagli uffici in maniera efficace o il decisore politico le ha ignorate.

Quindi chiediamo con forza di sapere di chi sono le responsabilità e in quali uffici e in quali tavoli si blocca il percorso!!!

La fotografia della situazione risulta drammatica.

  • A fronte di un disagio psichico giovanile in Sicilia come in tutta Italia in continuo aumento, le società scientifiche stimano un 30% in più negli ultimi anni e la cronaca drammaticamente ce ne da conferma;
  • A fronte della incapacità di affrontare l’emergenza pazienti psichiatrici autori di reato con liste di attesa in tutta Italia di centinaia di persone per un ricovero nelle REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) e con le CTA (comunità terapeutiche assistite) che ne ospitano centinaia con la conseguenza che le CTA hanno perso la caratteristica di strutture riabilitative aperte;
  • A fronte di una diminuzione di utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici in tutta Italia, meno 10.000 rispetto al 2023, ma con una potenziale platea stimata di 6 milioni di persone che non viene assistita o che si rivolge al privato;
  • A fronte del personale effettivamente in servizio nei dipartimenti di salute mentale in Italia di circa 33.000 unità, contro un fabbisogno stimato in oltre 41.000 c’è quindi una carenza superiore a 8.300 professionisti, anche qui con una carenza maggiore in Sicilia 53 operatori/100.000 abitanti contro i 66,2 della media in Italia (dati SISM, sistema informativo salute mentale, 2024 del Ministero della Salute);
  • A fronte di un aumento di accessi al Pronto soccorso per problematiche psichiatriche, più 10% rispetto al 2023, che diventa sempre più lo stretto collettore in carenza di assistenza territoriale;
  • A fronte di un numero di TSO in Sicilia 1,6 x 10.000 abitanti contro la media dello 0,9 x 10.000 in Italia (dati SISM 2024 del Ministero della Salute);
  • A fronte di una spesa pro capite in Sicilia di 98,4 € a persona contro i 75,2 € a persona media in Italia (dati SISM 2024 del Ministero della Salute.) a causa di una eccessiva spesa in residenzialità e poca in Servizi territoriali;

Le risposte del governo nazionale e regionale sono insufficienti e frammentarie

  1. I fondi destinati alla salute mentale rappresentano solo il 2,6% della spesa sanitaria, molto al di sotto della media dei paesi europei avanzati e di questa cifra il 50% serve per le strutture residenziali;
  2. Gli interventi di psicoterapia sono appena il 7,4% a fronte di un aumento di circa il 25% dell’utilizzo di farmaci antidepressivi;
  3. I CSM (centri di salute mentale ) in Sicilia si sono ridotti progressivamente a semplici ambulatori di Psichiatria e non più il luogo dove il paziente trova un’equipe multiprofessionale con medici, psicologi, assistenti sociali, terapisti della riabilitazione, pedagogisti, educatori ed infermieri nella possibilità di predisporre e seguire PTI (Piani terapeuti personalizzati) a cui hanno diritto tutti i pazienti con patologia psichiatrica grave( schizofrenia, depressione, disturbo bipolare e disturbo grave di personalità). La predisposizione dei PTI è indispensabile per potere utilizzare il budget di salute a cura delle ASP e successivamente con i distretti socio-sanitari e i Comuni per i Progetti personalizzati e partecipati di vita (L.62/2024) che devono unire i sostegni sanitari e sociali tramite il budget di progetto e rendere la persona protagonista del proprio percorso. Inoltre prevedono anche l’inserimento lavorativo da poco facilitato con un emendamento approvato dall’ARS. Oggi invece i CSM non svolgono più pienamente il ruolo di presa in carico continuativa territoriale, né tantomeno possono gestire adeguatamente i casi di autori di reato che non richiedono misure residenziali. Per questo chiediamo lo sblocco dei concorsi delle figure non mediche perchè psichiatri non ce ne sono e perché il personale medico ed infermieristico da solo non è certamente sufficiente per la costituzione dell’equipe multiprofessionale;
  4. Gli SPDC (servizi psichiatrici di diagnosi e cura) che restano a media assistenza condannandoli a doversi limitare ad aiutare i pazienti a raggiungere una stabilità clinica piuttosto che a riprendere un progetto di vita in collaborazione con i CSM. Oltre al problema della contenzione che non può essere ridotto con un numero di personale così basso;
  5. Le CTA che diventano sempre più strutture di cronicizzazione ed aumenta sempre più il numero di persone ricoverate nelle CTA e nelle Comunità alloggio senza, nello stesso tempo, riuscire ad aprire CTA per doppia diagnosi (dipendenze patologiche e disturbo psichiatrico), per minori e per disabili mentali come recita il Piano Strategico Salute mentale del 2012. Abbiamo fatto una proposta di aumento dei giorni di permesso per i pazienti ricoverati e di maggiore distinzione tra le rette del periodo intensivo ed estensivo per evitare la cronicità dei ricoveri, ma su questo non abbiamo mai avuto una risposta chiara;
  6. La legge del Budget di salute, potenziale leva innovativa per la presa in carico personalizzata, viene applicata in maniera insufficiente in Sicilia e necessita di piante organiche adeguate per i DSM, abbiamo anche preparato una proposta in tal senso (aprile del 2025), e percorsi formativi mirati. L’assessorato non è riuscito a creare un meccanismo di controllo sul reale funzionamento del budget di salute ed oggi ci ritroviamo con circa 40 milioni di euro non spesi considerando fino al 2024 e mancanza della relazione alla VI Commissione sull’utilizzo del budget entro il 31 marzo di ogni anno come recita l’emendamento approvato;
  7. Sono praticamente scomparsi i CD (Centri diurni), strutture intermedie di vitale importanza, 78,2 accessi in Sicilia contro i 295 della media in Italia ( Dati SISM 2024 Ministero della Salute);
  8. La frequente mancanza di dialogo tra Servizi di salute mentale e SERD anche se la patologia più impegnativa e difficile da affrontare è proprio quella dei soggetti che soffrono di una patologia psichiatrica e contemporaneamente di dipendenza da un qualche tipo di sostanza;
  9. I soggetti con Autismo adulti hanno rari e sporadici servizi a disposizione e lo 0,4%, sporadicamente viene utilizzato per PTI sostenuti dal Budget di salute. Inoltre è irrisolto il problema dei soggetti autistici adulti gravi la cui convivenza in famiglia risulta in certi casi quasi impossibile;
  10. Pochi servizi diagnostici e terapeutici per i soggetti con ADHD adulti;
  11. Non esiste nessuna iniziativa sistematica di Prevenzione primaria, lotta ai fattori di rischio, e secondaria, capacità di cogliere il disagio all’esordio, che cerchi di contrastare il disagio psichico giovanile;
  12. I posti letto per le acuzie in NPIA (neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza) sono poco più della metà di quelli previsti dai piani regionali in vigore;
  13. La mancata risoluzione del problema delle Comunità alloggio, questione che interessa gli oltre 3.000 ricoverati in queste strutture e la difficoltà che ancora persiste nell’avvio dei Gruppi appartamento seppure il decreto 1326 del 07/11/2024 abbia creato i presupposti per la risoluzione della problematica;
  14. L’integrazione socio sanitaria resta una chimera come dichiarato in una recente iniziativa dello stesso DASOE ( Dipartimento attività Sanitarie e Osservatorio epidemiologico ) proprio all’ARS pochi giorni fa;
  15. I luoghi della cura: è vergognoso che molto spesso le strutture sanitarie che ospitano i nostri SPDC, CTA, CD, CSM siano poste in locali fatiscenti e poco curati come se le persone affetti da disagio psichico non avessero diritto alla decenza dei luoghi di cura che, tra l’altro, proprio per la delicatezza delle situazioni cliniche dovrebbero essere gestite in luoghi particolarmente confortevoli e adeguati.

                             Siamo di fronte al totale immobilismo

La risposta ai disagi non può essere esclusivamente sanitaria. Occorre rafforzare l’integrazione tra interventi clinici, sociali, educativi e pedagogici, valorizzando tutte le professionalità coinvolte nella costruzione dei percorsi di cura, inclusione e partecipazione sociale.

Su tutto questo abbiamo inoltrato delle proposte per risolvere con urgenza questa gravissima situazione ma ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta ed è per questo che dopo anni di incontri “a vuoto”, dopo presidi e manifestazioni di piazza che hanno visto la partecipazione di associazioni da tutta la Sicilia e delle organizzazioni sindacali, vogliamo sapere se siamo di fronte a scelte politiche di sottovalutazione del disagio psichico o più semplicemente di inadempienza dei funzionari preposti.

                          Non possiamo più aspettare e chiediamo

Un incontro urgente con l’Assessore Regionale alla Salute per sapere cosa vuole fare di tutti i problemi da noi sollevati, che la nostra quotidiana esperienza ci fa incontrare, che la cronaca ci ricorda e che le leggi gli imporrebbero di affrontare.

Firmatari

Si può fare per il lavoro di Comunità  

CGIL Medici e CGIL FP  

UIL Medici e UIL FPL

Legacoopsociali

Confcooperative

Associazione Noi per la salute Tina Anselmi CL –  

APEI Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani Sez. Regionale

Consulta Familiari e Utenti DSM Palermo, Catania e Messina

ANFFAS Sicilia Associazione nazionale di fanciulli e adulti subnormali

ANGSA Sicilia Associazione nazionale genitori persone con autismo

UNASAM Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale

MeravigliosaMente odv

Pegaso odv

Progetto Itaca Palermo odv

AFADIPSI odv

Punto di Partenza odv

Cooperativa Sociale Golem

Ispedd Istituto per i disturbi pervasivi dello sviluppo

Città Nuova

AIL Sicilia Associazione italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma

Forum per la difesa della sanità pubblica

Radio 100 passi

Centro Impastato

Camera del Lavoro di Palermo

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

Associazione parlamentare per la sensibilizzazione e promozione delle problematiche legate alla salute mentale

  1.                                                                                    Alla Sig.ra Assessore regionale della Salute Dott.ssa Daniela Faraoni

                                                     assessore.sanita@regione.sicilia.it

                                                                                          Al Sig. Presidente della VI Commissione

                                                        Servizi Sociali e Sanitari

                                              On.le Giuseppe Laccoto

                                                       Commissione_VI@ars.sicilia.it

                                                                                   Al Sig. Dirigente Generale  

                                                                                 Dipartimento per la pianificazione strategica                               Dott. Salvatore Iacolino

                                      direzionegenerale.salute@regione.sicilia.it

OGGETTO: Proposta rimodulazione piante organiche dei Dipartimenti di Salute Mentale

Gentilissimi,

nella qualità di componenti dell’Associazione parlamentare per la sensibilizzazione e promozione delle problematiche legate alla salute mentale, desideriamo porre alla Vs. attenzione la problematica sempre più urgente e preoccupante legata alla carenza di figure professionali nelle piante organiche dei Dipartimenti di Salute Mentale. 

Come ci è stato segnalato dall’associazione ETS- Si può Fare per il lavoro di Comunità” è necessario e sempre più urgente che nei Dipartimenti di Salute Mentale venga assicurata la presenza di équipe multidisciplinari composte da psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali, educatori, operatori socio-sanitario e personale amministrativo.

Il rapido incremento delle malattie croniche e del disagio mentale rende il bisogno di salute mentale sempre più evidente. Si assiste, inoltre, ad un aumento notevole di casi di “disagio psichico” in bambini, adolescenti giovani adulti, così come nelle persone fragili.

In questo contesto così allarmante è necessario un modello organizzativo e gestionale dell’area salute mentale intervenendo su quelli che sono i punti e gli aspetti nevralgici dei servizi afferenti la salute mentale, implementando le piante organiche e rendendo obbligatoria la presenza di figure multidisciplinari sulla base degli accordi previsti in sede di Conferenza Stato – Regioni del 21.12.2021 come già recepiti da altre Regioni, fra le quali, la Regione Campania, la Regione Veneto con Deliberazione della Giunta Regionale n. 371 del 08 aprile 2022 e la Regione Lombardia con il Piano salute mentale 2023-2027

In particolare nell’implementare le piante organiche dei Dipartimenti di salute mentale bisognerà assicurare e prevedere la presenza di tutte le diverse competenze professionali con riguardo a tre Aree specifiche:

1) PSICHIATRIA

Va favorita una riorganizzazione degli interventi per intensità terapeutico riabilitativa e assistenziale, con piena valorizzazione delle diverse competenze professionali.

Le equipe devono prevedere, oltre a psichiatra e infermiere, anche psicologo, educatore o terapista della riabilitazione psichiatrica e assistente sociale per garantire cure appropriate, miglior clima di reparto, riduzione degli agiti aggressivi e della contenzione.

A) Territorio

La dotazione organica a livello territoriale per la operatività minima ai fini della assistenza è pari ad almeno un operatore ogni 1.500 abitanti ≥ 18 anni, ossia 67 unità per 100.000 abitanti ≥ 18 anni, che dovrà essere così articolato: 

– Medico psichiatra: 1 per 10.000 abitanti ≥ 18 anni; 

– Psicologo psicoterapeuta: 0,5 per 10.000 abitanti ≥ 18 anni; 

– professioni sanitarie (infermieri, educatori professionale, tecnici della riabilitazione psichiatrica) e assistenti sociali: 5 per 10.000 abitanti ≥ 18 anni; 

– altro personale (incluso personale amministrativo): 2 per 10.000 abitanti ≥ 18 anni.

B) Organici CTA accreditate e CTA pubbliche

I parametri del personale delle CTA Pubbliche devono diventare gli stessi individuati per le CTA accreditate.

C) Centri Diurni 

Per i Centri Diurni le ASP devono individuare un organico che deve prevedere: 

– Psichiatra: 1; 

– Assistente sociale: 1; 

– Psicologo: 1; 

– Terapista della riabilitazione: 2;

 – Infermiere: 3;

– finanziamento delle attività riabilitative con apposito budget.

D) SPDC e Day Service

Per il SPDC (Servizio psichiatrico di Diagnosi e Cura) il personale medico/infermieristico deve tendere al parametro del numero di medici per posto letto e, più precisamente deve essere compreso tra 0,30 e 0,35 medici per posto letto e per gli infermieri in misura pari 0,96 per posto letto. Oltre queste figure deve essere previsto uno psicologo, un terapista della riabilitazione, un assistente sociale.

2) SERD:

Visto il decreto 444 del 30.11.1990 sugli standard di qualità europei (European monitoring centre or drugs and drugaddiction) si prevedono i seguenti standard per 100.000 abitanti:

– Medico: 1;

– Psichiatra: 3;

– Psicologo psicoterapeuta: 3;

– Infermiere; 4; 

– Educatore/terapista riabilitazione: 2,5;

 – Assistente sociale: 2;

 per un totale di 15 operatori.

3) NPI ((Neuropsichiatria infantile):

A) Territorio

– Medico neuropsichiatra infantile e psicologo psicoterapeuta: 6 unità per 10.000 abitanti;  

– professioni sanitarie (infermieri, educatori professionale, tecnici della riabilitazione psichiatrica) e assistenti sociali: 5 per 10.000;

– almeno uno per ambulatorio delle seguenti figure: pedagogisti – terapisti della neuropsicomotricità dell’età evolutiva – logopedisti – fisioterapisti; 

-Tecnico di Neurofisiopatologia: min. 2 per UOC (almeno un laboratorio territoriale per PDTA Epilessia)

B) Reparti NPI (Unità operativa di degenza)

Reparti NPI Unità operativa di degenza con servizio di pronta reperibilità H24, posti letto degenza ordinaria, DH, Day Service e attività ambulatoriale h 8-20: 

– personale medico NPIA minimo di 6 dirigenti + direttore di struttura complessa;

– Dirigenti medici minimo 8 (+ direttore di UOC) in caso di guardia attiva notturna/festiva; 1 psicologo x 15 ore; 1 terapista della riabilitazione per 15 ore.

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       Con la presente proposta, pertanto, si vuole avviare un percorso di rafforzamento delle piante organiche, secondo una visione unitaria che segua la persona e le famiglie combinando gli interventi delle reti di salute mentale adulti ed adolescenti, superando frammentazioni organizzative nell’ottica di valorizzare le competenze degli operatori, e sviluppare la multiprofessionalità, avendo come punto di riferimento il benessere dei pazienti, delle loro famiglie e delle comunità di appartenenza.

       Si rimane in attesa di un Vs. cortese riscontro anche al fine di eventuali ulteriori proposte di modifica ed integrazioni.

       Con l’auspicio di riuscire ad implementare le piante organiche nei Dipartimenti di salute mentale con il reclutamento degli operatori secondo gli standard previsti, si porgono

Cordiali saluti                                                     

 Palermo lì,                                                                               

“Associazione parlamentare per la sensibilizzazione e promozione delle problematiche legate alla salute mentale

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