Salviamo la Groenlandia


Roma, 7 gennaio 2026
L’isola più grande del mondo, territorio sovrano della Danimarca, è uno sparti-acqua collocato tra i due emisferi settentrionali e lo è anche le due più grandi potenze mondiali.
E’ un territorio poco ospitale dal momento che è ricoperto da ghiacci permanenti e ospita poco più di 50.000 persone.
In un certo senso può essere paragonato al Polo Sud il quale, però, è regolato dal Trattato Antartico del 1961 che vincola le nazioni proprietarie di basi internazionali dislocate sul territorio a uno scambio di informazioni e alla protezione del territorio medesimo compresa la fauna tipica.
Per tanti anni il Polo Sud è rimasto demilitarizzato e sono tantissime le spedizioni scientifiche che ogni anno si svolgono tra le superfici ghiacciate del Polo medesimo.
A causa della sua posizione geografica e dell’inospitalità umana, la Groenlandia non è mai stata teatro di guerre moderne, salvo i primi scandinavi che vissero su quel territori e i cui discendenti ancora vi presidiano seppur in piccole comunità.
Purtroppo in questo scorcio di secolo, la Groenlandia sembra diventata improvvisamente un baluardo necessario alla sicurezza degli USA. Nonostante l’accurata analisi non ci sembra che attivare installazioni militari in Groenlandia comporti un miglioramento della sicurezza degli States, sembrerebbe più un capriccio o un interesse per i tesori fossili sepolti sotto i ghiacciai che dicono sono abbondantissimi.
Il mondo è pieno di materie prime la cui proprietà è divisa soprattutto tra le nazioni in via di sviluppo come ad esempio lo è l’Africa. Non ha senso continuare a scavare il mondo per qualche tonnellata di minerale ferroso, non è neppure vantaggioso scavare oro, argento, forare nuovi pozzi di petrolio perché ogni nuova miniera, ogni nuovo pozzo aperto, non fa altro che aumentare la disponibilità di risorse facendo calare i prezzi e spingere l’inquinamento globale!
In questo secolo occorre pensare alla razionalizzazione dei consumi per contenere l’inquinamento ed evitare guerre per l’inutile appropriazione di nuove risorse.
La Groenlandia è l’ultimo lembo terrestre ancora incontaminato, che ne sarebbe se di colpo cominciassero ad arrivare impianti atomici, piste per aerei supersonici che bruciano 2000 litri di kerosene al minuto di volo e un via vai di giganteschi trasporti da 6 8 motori jet?
SARA’ LA FINE DELL’ULTIMA ISOLA INCONTAMINATA
Per questo motivo la comunità internazionale dovrebbe farsi carico di procedere alla definizione della Groenlandia quale PATRIMONIO DELL’UMANITA’ senza peraltro sottrarne la proprietà alla Danimarca ma contrattando accordi sul tipo del Trattato Antartico ed eventualmente chiedere una royalty a tutte le nazioni che volessero impiantarvi presidi scientifici, naturalmente con obbligo di evitare qualsiasi tipologia di armamento e/o di installazione militare!

La Redazione: Pubblichiamo questo interessante articolo del nostro collaboratore Lorenzo Romano, ma facendo notare che si tratta solo del punto di vista dell’autore non rispecchiando la linea del giornale. Riteniamo, infatti, che se va tutelata la Groenlandia da un punto di vista naturalistico, come sostiene l’autore dell’articolo, vanno, però, considerati anche altri aspetti importanti della questione. Ad esempio, il fatto che la Groenlandia ha attirato anche l’attenzione di altre superpotenze, come la Russia e la Cina, che non nascondono certo le proprie ambizioni espansionistiche.

L’intervento di Trump mira solo alla conquista di territori da sfruttare economicamente, liberando risorse che andrebbero anche a vantaggio degli abitanti del Paese, o anche alla difesa di territori molto vicini agli Usa? (L.G.S.)

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