dopo le Marche conquista anche la Calabria. Francesco Acquaroli di Fratelli d’Italia nelle Marche e Roberto Occhiuto di Forza Italia in Calabria sbaragliano gli avversari

Roberto Occhiuto

Francesco Acquaroli
La recente tornata elettorale ha sorriso ai candidati del centrodestra. Francesco Acquaroli, di Fratelli d’Italia, nelle Marche, e Roberto Occhiuto, di Forza Italia, in Calabria, hanno sconfitto gli avversari senza alcuna difficoltà. Infatti, i rispettivi sfidanti, Matteo Ricci (PD) e Pasquale Tridico (5 Stelle) non sono riusciti a intercettare i voti degli scontenti. Mentre Giorgia sorride, Elly mastica amaro, la sua creatura, più che una gioiosa macchina da guerra, sembra, al massimo, un carro armato in versione bonsai.
Ed ecco il commento di chi ha perso: “Già, però si sa che al secondo mandato vince sempre il governatore uscente.”
Osservazione valida, ma che non tiene conto del fatto che il distacco con la coalizione di sinistra è stato notevole per cui da questo voto è facile trarre la seguente conclusione:
il popolo di sinistra sfila per i palestinesi, ma poi non va a votare, quindi se ne deduce che altre sono le questioni che stanno a cuore agli italiani e le manifestazioni di piazza, da questa angolatura, lasciano il tempo che trovano.
Del resto, persino un politico di lungo corso come Romano Prodi, “l’immarcescibile”, l’aveva annunciato: “la sinistra può vincere solo se si allea con un centro moderato”.

Romano Prodi
Un giudizio abbastanza scontato, quello di Prodi, ma veritiero.
In un paese come l’Italia che, nonostante tutto, sembra ancora aspirare a un vero bipolarismo, gli estremismi non piacciono, se non a frange poco numerose.
Ad esempio, chi aveva votato qualche anno fa per i Cinque stelle oggi o si astiene o vota a destra.
I Cinque stelle, infatti, si erano collocati a sinistra, ma avevano proposto molti cambiamenti rispetto al passato di questo schieramento, ottenendo consensi trasversali. Poi, però, alcune scelte discutibili di questa formazione avevano finito per allontanare molti elettori che, adesso, neppure in occasione di queste elezioni regionali, sono più tornati a sostenerli.
Probabilmente la coalizione di sinistra ha ritenuto che fosse sufficiente la delusione di parte dei sostenitori del centrodestra, a causa delle molte criticità del sistema paese, per ottenere parecchi voti di protesta, ma così non è stato. Questo è un fatto piuttosto clamoroso perché ha svelato tutta la debolezza di uno schieramento politico che non incanta più nessuno, che non sa rendersi credibile né sa proporre qualcosa di nuovo.
Mancano solo due anni alle elezioni nazionali e, dato l’attuale trend, sembra ormai improbabile che la sinistra possa riprendersi, il che, però, non è una bella notizia neppure per i sostenitori del centrodestra perché una sinistra forte potrebbe fare da incentivo per ottenere un governo migliore.
Per concludere, va pure osservato che, quando si parla di centro, non si può fare riferimento a partiti amorfi, privi di carattere e di proposte innovative perché non migliorerebbero il quadro politico attuale.
Lydia Gaziano Scargiali








