Sul calendario illustrato la passione femminile per il Calcio

Una formazione (2016) della nazionale azzurra di calcio femminile

Anno 2017: “Il Coraggio dell’uguaglianza”

Sandro Morgana alla guiida del dipartimento nazionale Calcio femminile
Sandro Morgana, vicepresidente nazionale, è alla guida del dipartimento nazionale Calcio femminile

Donna uguale uomo più madre, dice qualche fisiologo. Sesso debole? No di certo. Non c’è bisogno di illustrare più …il problema: non si trova attività umana in cui le donne non siano già presenti. E non solo grazie all’uso della mente, ma anche del fisico. Lo sport femminile ha radici antiche, ma da alcuni decenni anche il calcio, football o soccer che dir si voglia, richiama l’interesse femminile. La Figc Lnd se ne interessa a sua volta attivamente, organizzando campionati nazionali e una squadra azzurra in via di grande evoluzione.

Il calcio, dunque, partecipa attivamente a quel processo di riscatto femminile che – diciamolo – è ancora in corso, nonostante i grandi passi sinora compiuti…

Il Coraggio dell’uguaglianza è il titolo di un breve, ma succoso brano inserito nel calendario da parete edito quest’anno dalla Figc Lnd. Dice chiaro, sin dal titolo, che il calcio femminile è tuttora un modo per accettare una sfida. Perché è proprio vero che “…si fa presto a tifare per le donne, magari a comando o per comodo, quando poi non si fa nulla perché abbiano pari dignità rispetto agli uomini”.

Aggiungiamo noi: come si guarda il calcio femminile? Già come uno sport come un altro, una somma di gesti sportivi di buon valore agonistico, ovvero con la perdurante convinzione di essere davanti ad un “fenomeno” da interpretare, su cui esprimere un giudizio, persino snobistico? Il tennis, lo sci strappano l’applauso. Il calcio quanto lo strappa altrettanto puro e spontaneo?

Non sarà che gli uomini il “pallone” non lo volevano “toccato”, che lo consideravano uno sport con barba e baffi? Da qui la perdurante sfida tutta femminile, che grazia e veemenza possono convivere in quell’essere intelligente che qualche fisiologo definisce provocatorio, ma inoppugnabile: uomo più madre.

Insomma, è ben scritto il brano del calendario calcistico 2017: “…Serve il coraggio di compiere azioni mirate all’uguaglianza”.

Poi il testo ribadisce la rivoluzione culturale, che è certamente in atto, se oggi le donne vanno persino in guerra in tutti gli eserciti e non ci meravigliamo troppo che il ministro della difesa sia, invece, una ministra…

Per tutto ciò ed altro ancora, alla ricerca di strutture e opportunità, la Figc è oggi tesa a sostenere il Dipartimento Calcio Femminile, al vertice delle attività della Lnd (Lega nazionale dilettanti).

Il calcio femminile, si proclama, non vuol fare più da “riserva”, cioè calcisticamente “stare in panchina”, ma invece desidera stare in campo contro ogni pregiudizio.

La rivoluzione – secondo gli intendimenti attuali – si potrà compiere con un aumento della visibilità. Occorrerà un appoggio sincero dei media, che hanno certamente un ruolo fondamentale già nel determinare e mantenere vivo il successo degli sport più seguiti, a partire dal football, ma …ancora distanti dal dare continuità al racconto del calcio femminile.

Come dare uguaglianza vera a queste donne calciatrici? “Solo facendo diventare le cronache e gli applausi “di norma” e non più solo di eccezione…” Il primo ad affermarlo è Sandro Morgana, palermitano, vice presidente nazionale, già presidente regionale e adesso anche delegato del Dipartimento Calcio Femminile, nominato dal presidente Carlo Tavecchio dopo le dimissioni di Rossella Sensi.

Commentare le gesta di una calciatrice con la stessa disinvoltura di quelle di un calciatore equivale al “Coraggio dell’uguaglianza”.

La missione, specifica lo scritto federale, spetta a tutti noi. Occorre quindi un cambio di passo contro “i soliti preconcetti”, ma fatto anche di gesti concreti. Fra questi c’è stato quello di dare un pallone ufficiale alla Serie A femminile, chiamato Athena, che vuole essere l’inizio di un percorso che porti alla …normalità dell’uguaglianza. Un passo, questo, anche verso il pieno rispetto civile della donna e della persona umana in genere nella sua interezza. Il brano conclude dicendo che l’intero calendario illustrato vuol …celebrare la passione, le imprese e la bellezza di migliaia di bambine, ragazze e donne. Sono quelle che calciano il pallone sui campi di gioco…

(Testo raccolto e commentato da Germano Scargiali e Lydia Gaziano)

Articoli correlati