Tao Film Fest coinvolge subito la platea con due bei film

Una scena del film Charter (Svezia 2020)

In attesa delle due proiezioni della sera sul grande schermo taorminese, giova sempre una bella passeggiata nel corso, addentrandosi, se è il caso, nel meandro di vicoli e vicoletti, cari a chi ha conosciuto i giorni migliori del Tao Film Fest, quando era facile incontrarvi gente del cinema e i fotografi andavano a caccia di star e starlette. Ma quest’anno tutto è diverso e anche qui il lockdown e il timore del contagio hanno lasciato una traccia pesante.

Va detto che Taormina è rimasta indenne dal micidiale virus anche nei giorni  peggiori e al momento i pochi turisti che si vedono in giro sono locali, mentre il consueto grande flusso turistico è solo una speranza. Solo sabato 11, specie nel pomeriggio, c’era un bel movimento, di giovani soprattutto, in cerca di locali o seduti a gustare una pizza, ma la movida vivacissima di un tempo è solo un ricordo. Una boccata di ossigeno per i ristoratori e in parte anche per i negozi di souvenir e di abbigliamento che però, domenica 12, stavano nuovamente sulla porta ad accogliere sporadici clienti. Puntano tutti però sull’imminente riapertura del Teatro Antico, per cinema, musica e quant’altro, e al momento si accontentano del poco. Nessuno di loro ha gettato la spugna, come purtroppo è accaduto da noi, tutti praticano la virtù della resilienza. I prezzi in parte sono lievitati, ma a cercar bene si può ancora trovare il locale a conduzione familiare dove la cucina è casareccia e mangi bene con meno di 20 euro. E quanto all’abbigliamento, ci sono ottime occasioni nelle svendite a metà prezzo.

In questo sconfortante panorama, il cinema è un buon passatempo, e la grande sala del Palazzo dei Congressi dove, a parte qualche evento, si vedono solo film in concorso, è aperta a tutti, previa prenotazione. Si parte in sordina ma il pubblico cresce di giorno in giorno. E i film visti fin qui, opere prime e seconde in anteprima mondiale o nazionale, sono buoni, alcuni davvero imperdibili, come i due di apertura, visti sabato 11. Candidabili entrambi ai premi finali, li rivedremo nelle sale durante la prossima stagione.

Inaugura il Direttore Artistico Leo Gullotta, che rivolge un saluto ed un ringraziamento ai pochi spettatori in trepida attesa. Accanto a lui Francesco Calogero, che lavorando per ben 10 mesi, ne ha selezionati 40, divisi in sezioni e visibili tutti sulla piattaforma MyMovies. Basta andare sul sito ufficiale della Mostra per trovare titoli ed orari. Nello staff anche Marco Fallanca, nominato General Manager da VideoBank, l’azienda finanziatrice, rappresentata da Maria Guardia Pappalardo. Ma in sala c’era anche Ninni Panzera,  Segretario di Taormina Arte.

Tutti i  film in concorso, in sala e sulla piattaforma MyMovies

Sabato 11, ad aprire la rassegna dei film in concorso, in sala ogni giorno alle 19 e poi alle 21,30, i primi due, sul tema del difficile rapporto genitori figli in presenza di crisi famigliari.

Si comincia con Oskar & Lilli – Where no one knows us del regista Arash T.Rihai, che lo ha prodotto e ne ha scritto la sceneggiatura, tratta da un omonimo romanzo. Quarantasettenne regista iraniano, vissuto a lungo a Vienna, con i suoi film ha raccolto più di 50 premi internazionali e una candidatura per l’Austria all’Oscar come miglior film straniero, nel 2010.

locandina Oskar & Lillyrifugiati in Austria assieme alla madre, con la quale hanno vissuto giorni terribili presumibilmente durante la prima guerra della Cecenia contro la Russia (dal ’94 al ’96, la seconda fu nel ’99). Il padre invece è scomparso, abbandonandoli al loro destino. Nel film però, la storia con tutti i suoi orrori  rimane sullo sfondo, negl’incubi che spesso funestano le loro notti. In Austria vivono di stenti per sei anni, ma un brutto giorno apprendono che saranno rimandati in Cecenia. La misura è colma, la madre tenta il suicidio, e i due ragazzi, dati in affido a due famiglie diverse, di lei non hanno più notizie. Convinti che sia in via di guarigione, fanno di tutto per ricomporre la famiglia, sognando di trovare rifugio in  Argentina, paese più accogliente. Il regista li segue amorevolmente nei loro maldestri tentativi, un mix di bontà e cattiveria, all’insegna della costante ribellione. E sono tante le pagine toccanti e commoventi. Lo stile è agile, molto personale e disinvolti i movimenti di macchina. Bravissimi gli interpreti, tutti a noi sconosciuti. Sceneggiatura molto creativa, in bilico fra dramma e commedia, con finale aperto alla speranza. Grande film, doloroso, inquietante, che invita alla riflessione, e lascia dentro un segno profondo.

Non meno interessante, compatto e ricco di suspense, Charter di Amanda Kernell (Svezia 2020),  storia di una separazione dove, ovviamente, a soffrire sono soprattutto i figli. L’iniziativa l’ha presa la madre Alice, che si allontana dalla famiglia, lasciando a casa, col marito Matthias, i due figli adolescenti Vincent ed Elina. La sua intenzione è mantenere i contatti e incontrarli tutte le volte che ne ha voglia. Non la pensa così il giudice che cura la causa, deciso ad affidarli al padre a tempo pieno.

locandinaAlice, disperata, fugge con loro a Tenerife, per riconquistarne l’amore durante una vacanza intensa e divertente. Contesi fra padre e madre, i ragazzi vivono momenti di sconforto. Inutile sperare in un ritorno a casa della madre, che il padre considera una svitata psicopatica. Lei invece è convinta che ci sia un modo migliore per conciliare le sue esigenze con le loro. Finale aperto anche qui al sorriso e alla speranza.

Poggiato su una solida e azzeccata sceneggiatura, il film scorre veloce e senza intoppi, fidando molto nella bravura degli interpreti, anche questi a noi sconosciuti. “Charter” è opera interessante, di una donna a favore delle donne. E la sua Alice non è una madre degenere, ma una che va alla sostanza delle cose, convinta che  una convivenza senza amore, fra padre e madre, non giovi affatto alla crescita dei figli.

Eliana L. Napoli

 

 

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