Si discute di Tav o no Tav. Finalmente le regioni circostanti al Piemonte si accorgono come la Torino Lione non riguardi solo i torinesi e sono pronte a contribuire. Basti dire che accorcia di 4 ore la via per Parigi…
Già: “che ci vanno a fare di premura i torinesi a Lione?”, avevano ripetuto i no Tav… Cose da pazzi: se fosse un problema “tanto circoscritto” sarebbero già due bacini di utenza, due territori che comprendono tutta l’Italia centro settentrionale, se non l’intera penisola e il cuore della Francia in direzione della Mitteleuropa.
Ma “l’onorevole no tav” giunge a dire in Tv che i trasporti diminuiranno nel prossimo futuro. Ma ce ne vuole! Niente può diminuire nel prossimo futuro, perché la crescita, come sappiamo, è insita nel sistema: non si può non crescere. E la crescita dev’essere consistente, se no è paragonata ad una crisi…
E’ impensabile una diminuzione di un qualunque parametro, perché, anche crescendo dell’1% l’anno(ed è una sotto stima), in 10 anni la società avrà una ricchezza circolante del 10% in più. Sono parametri, comprovati, che superano di gran lunga quelli (non comprovati) dell’ipotizzato surriscaldamento, della stessa sovrappopolazione etc…
Per di più i trasporti sono letteralmente il fulcro dell’imminente “futuro”, che è già iniziato da tempo… Grazie ai trasporti si crescerà più in fretta.

I trasporti sono una colonna portante dello sviluppo perché oggi l’economia è essenzialmente dinamica, è dinamismo essa stessa. Il movimento è tutto: occorre poter spostare materie prime, semilavorati, manufatti e servizi per poter alimentare la produzione e il consumo, altra produzione, altro consumo. L’economia non esce da questo cerchio. Questo è il significato che si può attribuire alla “economia circolare” o quella pensata da Keynes, che comprende anche la finanza e che va alimentata e controllata continuamente durante la circolazione. Ma dall’esterno, agendo sulla quantità di denaro in circolo e, quindi, anche sul credito. L’opinione comune è tratta spesso in errore dall’equivoco che vede analogie fra la macro economia e l’economia familiare. Fra le due realtà valgono regole del tutto differenti…
Sul terreno materiale i trasporti sono basilari. Per battuta, sono tutto. Nel senso che senza di essi il resto è niente: questa è la realtà nuda e cruda.
Non si facciano illusioni i teorici di altre economie circolari, basate sul risparmio, il riciclo etc. E’solo un gioco: indietro non si torna. I consumi sono così articolati – e lo è anche la produzione – da rendere impossibili i passi indietro…
Non c’è altro, non ci sono valori “stabili” di riferimento che non siano nel “giro”, parte del giro: nella circolazione, nella produzione, nello smaltimento, nella nuova produzione. Il resto non esiste. Non esiste l’oro, non esistono metalli preziosi che valgano più del”giro” che corre fra la produzione, i rifornimenti, il consumo…
Si giunge a dire e ci tocca ascoltare che l’asse viario Lisbona Kiev si è svuotato di significato… Ma chi glielo ha detto? Gli assi viari in via di realizzazione sono fondamentali, sono il miglior progetto del mondo di oggi. L’asse Lisbona Kiev prosegue fino a Pechino. Se non passasse da Torino, e dalla Val Padana, cioè dall’Italia, creando una movimentazione, tipo “cabotaggio terrestre” a non finire, passerebbe dalla Baviera. Ed è lì che sta un anello fondamentale della cordata anti Tav Torino Lione. Esso porterà anche a 4 ore in meno sulla Milano Parigi.

Il vero è che si è assistito ad una campagna contro le strade ferrate. Un autentico falso. Non c’è dubbio che c’è chi lavora contro lo sviluppo: per frenarlo ad ogni costo! Le strade ferrate sono la via del futuro e le più efficienti sono quelle percorribili dagli elettrotreni in cui la produzione italiana e tedesca è all’avanguardia nel mondo. America e Asia stanno correndo ai ripari per adeguarsi, perché non c’è neppure “monorotaia” che tenga…
Il resto sono emerite panzane.
Germano Scargiali







