(Vedi anche le osservazioni finali)
Un nuovo amico dalla Campania, che desidera collaborare con Palermoparla, ci invia questa corrispondenza: una nuova riflessione sul bene e sul male presente nella realtà quotidiana dei giorni nostri. E’ un tema che abbiamo molto trattato, ci interessa ed è i grande attualità, anche sotto il profilo teologico…
Ecco la lettera che pubblichiamo, ringraziando questo neo corrispondente per la sua simpatia e la considerazione nei nostri confronti.
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Il bene e il male sono al centro dell’eterno dilemma che può essere raffigurato sulle due facce di una medaglia: uno che rappresenta il lato positivo della realtà, l’altro che rappresenta quello negativo.
Sulla prima faccia figurano anzitutto la carità e la misericordia. Anche da qui l’accoglienza diffusa per la migrazione senza se e senza ma, il garantismo verso coloro che hanno sbagliato commettendo reati anche gravi verso la persona, la presunzione d’innocenza nei confronti di chi riceve un avviso di garanzia da parte della magistratura, la punibilità nei confronti di chi commette un eccesso di difesa a fronte di un reato di aggressione anche in casa propria…
Passiamo all’altro lato della medaglia che rappresenta quello negativo: i migranti che dopo essere stati accolti vengono abbandonati a se stessi o ridotti a vivere in luoghi cosiddetti d’accoglienza in condizioni disumane che calpestano i principi della dignità umana, la impossibilità di garantire ai migranti stessi un adeguato inserimento nel mondo del lavoro per mancanza generalizzata di occupazione, che è conseguenza di politiche inadeguate e del forte tasso di disoccupazione esistente che coinvolge soprattutto i nostri giovani, l’eccessivo garantismo e la ricerca di considerazioni giustificative verso coloro che hanno commesso un reato “in qualche caso anche con sentenze creative a parte di alcuni giudici”, senza considerare o immedesimarsi in ciò che ha subito la vittima, coinvolgendola in pratica nel fatto delittuoso avvenuto, la non punibilità di quei pochi magistrati che per le loro convinzioni ideologiche cercano di cambiare gli assetti politici del paese con avvisi di garanzia e accuse che troppe volte risultano addirittura false, supportate da intercettazioni taroccate ma che raggiungono l’effetto voluto, per poi chiudere l’indagine con un nulla di fatto…
Quanto alla presunzione della verità, relativa allo stato d’animo di un individuo che il giudice deve individuare e giudicare quando trattasi di una persona coinvolta in casa sua da un aggressione e che si è difeso causando lesioni all’aggressore, mi si spieghi quale può essere il metro di giudizio considerato che lo stato d’animo è un fattore personale, che varia da persona a persona… Per poterlo determinare ci sarebbe bisogno che la persona giudicante fosse anche essa coinvolta direttamente in una situazione similare…
Come si nota, dunque, la realtà odierna, nonostante l’evoluzione dei tempi, risulta fortemente contraddittoria. Ma, oggi più che mai, quanto è facile e quanto è difficile riconoscere esattamente il bene dal male?
Giuseppe Giannatiempo
(Da Casoria – NA)
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Risposta e considerazioni
Il problema del bene e del male tormenta l’umanità sin dai primordi. Ce ne siamo occupati più volte e, anche di recente, in un’altra ottica di quella di cui sopra ed altri punti i vista possono essere esaminati.
Ciò che intendiamo affermare è che il male esiste ed ha una consistenza ben concreta,un po’ come il tempo secondo Einstein. Il diavolo, seppur non esistesse, è stato ben inventato. Esso induce l’uomo al peccato, ma anche all’errore e provoca eventi negativi (catastrofi, malattie, disgrazie) che mettono a dura prova le stessa fede religiosa. Ma anche la rinsaldano in chi verso di essa è predisposto. Chi combatte strenuamente il male è Dio, ma è vero anzitutto il contrario.
Dalla lettura delle sacre scritture ci sembra di evincere con grande evidenza che, fra i segni della gran considerazione che Dio ha rivolto all’umanità, cui ha donato vita, conoscenza e ragione, c’è quello di coinvolgerla nella lotta contro il male. Per questo il Dio di Abramo, la cui volontà è descritta nel vecchio e nel nuovo Testamento (Gesù Cristo) aiuta soprattutto chi vuol sconfiggere il Male. Praticamente al suo fianco…
Ma come guardare a questo argomento nella vita d’ogni giorno, sul piano morale? Troppo spesso i predicatori – anche in alto loco – additano le manifestazioni del male, accusando chi se ne fa protagonista. Dimenticano, invece, di sottolineare le tante manifestazioni del bene, gli atti di altruismo, di carità e di eroismo positivo: ne abbiamo, in concreto, tantissimi esempi…
Infine, occorre osservare il progresso delle leggi e della stessa civiltà che segue lo sforzo dei singoli, ma soprattutto dei popoli e delle nazioni, di realizzare il meglio nel corso della storia. Ciò si manifesta nello sviluppo della solidarietà e della previdenza organizzata. La presenza di tutto ciò cresce col passare degli anni. Sbagliano i pessimisti che la pensano al contrario.
Il cammino dell’umanità lungo la storia verso il meglio dev’essere considerato lungo. La pazienza e lo sforzo i tutti devono essere costanti nel tempo. Sbagliavano Platone e l’Illuminismo che credevano che la perfezione fosse a portata di mano e che solo la stupidità umana non sapesse coglierla “al volo”.
Germano Scargiali







