Quei migranti da dividere

E’ ovvio che bisognerebbe convincerli a non partire: il mondo potrebbe, l’Europa potrebbe. Altro che accoglienza! Aiutiamoli a casa loro. Ignorare il dolore di lasciare terra e famiglia è il vero razzismo. Accoglierli “alla meglio” come un esercito di orfani è deprecabile,.

“L’Italia – afferma Giuseppe Conte – sarà sostenuta dagli altri paesi europei per far fronte all’accoglienza”. Il primo ministro per la seconda volta in carica ha voluto iniziare il nuovo mandato ottenendo che le promesse dei paesi “amici” dell’UE diventino fatti. E azioni conseguenti. 

Pronta anche la puntuale formuletta: “un vincolo di effettività” è ciò che si chiede. Ma come le pensano? Ciò che serve è certamente  che si trovi il modo di superare – non solo nella forma, ma anche nella sostanza – le folli regole del trattato di Dublino che penalizzava fortemente le nazioni del  sbarco,di gran lunga più coinvolte: Italia e Malta. 

Ebbene, si prevede che si dia atto ad una richiesta non certo nuova, che – anzi – non era soltanto di Matteo Salvini, ma già del ministro Minniti: le nazioni corrispondenti alla bandiera delle navi che portano i migranti si occupino dell’accoglienza, almeno “di gran parte”, dei nuovi arrivati.

Pare che ancora l’Italia “preghi” l’UE perché, oltre le Alpi, vi sia chi si prenda cura almeno del 50% degli “sbarcati”. Mah…

Ciò che è più raccapricciante è che il problema del vicino terzo mondo si affronti solo organizzando l’accoglienza: “noi siamo buoni – si continua ad affermare puerilmente – non lasciamo la gente a mare…”

Morì sul bagnasciuga. Come accoglierlo? Lo scandalo è che non si ponga freno all'esodo. L'Africa è una infinita miniera di risorse d'ogni genere., alla ricerca della tecnologia che l'Europa possiede. Soffrì fiinchésarà"ilmotivo del contendere", considerata un mezzo ma non un fine.
Morì sul bagnasciuga: Come accoglierlo? L’immagine raccapricciante diviene un simbolo. Lo scandalo è che non si ponga freno all’esodo. L’Africa è un’infinita miniera di risorse alla ricerca della tecnologia, che l’Europa possiede. Soffrirà finché sarà “il motivo del contendere”, considerata – come additava E. Kant – un mezzo ma non un fine. Dalla sua crescita,però,l’Europa potrebbe trarre enormi vantaggi…

Ebbene chiediamoci se esista un piano di intervento per lo sviluppo dell’Africa. Cioè per toglierla dal sottosviluppo. Niente di tutto ciò: né un piano europeo, né – tantomeno – americano. Perché è tabù. Si sa ma non si dice: la massima responsabilità di tutta questa situazione incancrenita appartiene all’America.

Qui “da noi” si giunge ad accusare il popolo con ragionamenti di questo tipo: “azionando lo sciacquone per una tua pipì, neghi l’acqua da bere ad un bimbo del Biafra per una settimana o poco meno”. Ma perché? L’acqua del mio sciacquone, se non lo usassi, darebbe a bere ai bimbi africani?Ma su questo argomento (delle colpe ‘di tutto’ attribuite al …popolo o all’individuo, che non c’entrano nulla) abbiamo in preparazione un nostro articolo…

No, gli abitanti di questa terra non sono – come individui sparsi nel territorio – responsabili dei mutamenti climatici (seppure sono dovute alle grandi attività industriali), della morte delle tartarughe marine o del deficit. I settantenni di oggi non sono colpevoli di aver mangiato negli anni del boom i polli dei loro figli e nipoti! No! Gli italiani, in particolare, hanno costruito o comprato quantomeno la casa, anzi una, due, tre, che stanno per lasciare ai propri figli “nummo uno”, come dicevano i romani. E lo hanno fatto privandosi di qualche pollo. Facendo sacrifici, non dormendola notte prima delle scadenze…

Le colpe appartengono a chi governa, a chi si assume il ruolo di comandare, di guidare gli altri e lo fa male. E’ evidentissimo. La corruzione e l’insipienza non sono solo nei politici, ma dappertutto,dove c’è potere. Non prendiamocela con la povera gente! Però, scaricare le colpe su tutti giova ai veri responsabili. Sono abili a farsela franca e il male è abile nel travestirsi da bene. Additiamoli – però – e smascheriamoli!

Qui siamo fuori strada: lo sviluppo dell’Africa è la prima cosa di cui si dovrebbe occupare l’Europa perché è ciò che più interessa agli europei. Lo sviluppo – comunque in atto – di ciò che sta attorno al Mediterraneo meridionale, Sicilia e Sud Italia inclusi darebbe all’Europa la spinta giusta per ben figurare accanto ai grandi stati di America e Asia. E “saltiamo” la chance di includere la sorella Russia.

E’ sempre stato così: l’ostilità americana nelle due guerre (con la complicità dell’Inghilterra) nasce solo da questo. L’Europa, con le risorse, ma anche con i mercati di un Africa evoluta, avrebbe una forza vincente a livello mondiale,anche se restasse divisa nei fatidici “statarelli” che tali non sono anche se nell’UE di oggi somigliano tanto a quelli italiani prima dell’Unità.

Oggi è all’Europa – vista a livello internazionale – che Metternich attribuirebbe il giudizio che sentenziò  sull’Italia all’Italia nel 1847: “…è un’espressione geografica“. Ma almeno il Metternich riconosceva alla Penisola l’unità linguistica. Si negò a lungo in “patria” la completa unità linguistica ma tutto il territorio era già a metà 800 “…il bel paese là dove il sì suona”. L’Italia sognò e realizzò l’indipendenza, pur penalizzando poi il Sud come sta facendo l’Europa. Dentro i confini dell Euro, la moneta cui nessuno guarda da tempo con simpatia, l’Europa non celebra neppure se stessa. E’rimasta la terra disunita che ignora le proprie gradi radici comuni,legata solo dalla vile moneta: un conio molto mal risuscito.

Germano Scargiali

 

Nota. Questo semplice articolo – fatto di facili riflessioni – dimostra “la stupidità del potere“, la carenza quasi assoluta di cultura e lungimiranza. Questo governo, in particolare, dovrebbe durare – nell’interesse degli italiani – il meno possibile. Durerà, invece, probabilmente fino a tutta la legislatura inanellando una serie di provvedimenti da correggere o cancellare in futuro.

Nota 2. …Vogliono tassare i prelievi. Già oggi chi ha soldi in banca non è più certo che siano tutti suoi. Si tornerà alla “tecnica” antica del “materasso”, specie in considerazione che il denaro si deposita – ormai – in perdita.

Frattanto la grossa speculazione si aiuta con le cripto-valute e con “giri” circonvoluti, società di comodo, falsi bilanci, debiti e crediti simulati secondo convenienza… Si perseguita l’imprenditore da 500 mila euro l’anno da un milione, che finisce indagato e spesso vede morire la propria azienda, non quello da tanti milioni, che se la fa regolarmente franca…

Nota 3. E’chiaro – infine – che esiste un piano internazionale contro la libera crescita individuale e contro la classe media, quella da cui fisiologicamente germogliano le iniziative…  E’ una lotta dall’alto contro la crescita e lo sviluppo delle nazioni (cittadini). Del  perché ci occupiamo spesso nei nostri scritti. Ma basta ragionare “a posteriori”: la crescita, insita nella società moderna è un fatto legato al sistema. Purché lo si lasci funzionare. Una crescita poco superiore allo zero è in realtà una decrescita. E’ ovvio che tale decrescita sia “indotta”… Perché gli elementi negativi – i rischi planetari – di cui tanto si parla non sono ancora “in atto”. Anche di questo abbiamo parlato…

Si pensi che – con i continui e veloci arricchimenti tecnologici, più l’avvento dell’elettronica e del web – è come se il mondo avesse (improvvisamente) trovato nuove grandissima forma d’energia. Senza precedenti… Pochi decenni fa tutto ciò non esisteva. Altri progressi, dalla medicina alla produzione, dallo sfruttamento del suolo allo stesso aggiornamento della logica dei mercati sono imminenti.

Tutto questo preoccupa chi manovra gradi somme e grande potere,ma preoccupa anche certi moralisti: il gioco è fatto!

Ecco che, una propaganda negativa parla dei “pericoli della crescita” e – addirittura – del pericolo o, al contrario, della gioia della decrescita, di esaurimento delle scorte ed altre amenità. Insomma, ce n’è per tutti i gusti…

L’avvento di nuove fonti  d’energia (vela latina, massicciata stradale, nuovo modo di attaccare i cavalli da tiro) fu la causa dello sbocciare del Rinascimento, favorito sul terreno culturale dall’umanesimo. Tutto ciò è meno di zero, rispetto alle novità contemporanee, che non si fermano…

Oggi ci troviamo già nel corso di un neo rinascimento del mar Mediterraneo (se ne data l’inizio dal riconoscimento Unesco all’omonima “dieta”). Questa realtà, però si “annacqua” culturalmente, da parte di chi in giro di “neoumanesimo”. Certo, l’umanesimo preparò il Rinascimento, mentre paradossalmente Colombo in quegli anni attraversò per primo l’Atlantico e diede al Mediterraneo e all’Europa, che erano stati la fucina di tutto, “una stangata” senza pari, privilegiando, solo, le nazioni oceaniche. Ma i secoli seguenti hanno – via via – dimostrato i limiti di tale rendita di posizione. Oggi tutto ciò appare effimero, di fronte alle grandi vie di comunicazione ferroviarie e stradali in costruzione nel Vecchio Continente, al raddoppio del Canale di Suez ed altro ancora…

Da decenni, ormai, si fa del tutto per frenare la crescita, che oggi vedrebbe tutta la massa terracquea di Europa, Asia e Africa in condizioni si estremo privilegio, con il Mediterraneo sotto forma di crogiolo com’era nell’antichità…

E’ evidente che la nemica numero uno di tutto ciò sia l’America.

L’Inghilterra, dopo essere stata legata a doppio filo con la consorella anglosassone, adesso prende esempio dall’Amleto. Ma come fare marcia indietro e agganciarsi l Continente, dopo tanti secoli decisivi per la storia umana trascorsi “al contrario” e dopo due guerre mondiali, che l’anno vista pseudo vittoriosa, anche se sostanzialmente impoverita? Quello che sembra un problema ideologico per la brexit è sostanzialmente un dramma epocale.

Campagne mediatiche e provvedimenti capestro vedono il Mediterraneo, la realtà a sud di esso e la stessa Europa, consapevolmente o inconsapevolmente “sotto torchio”. Se si riaprono in chiave moderna e pacifica le vie della seta e delle spezie (noi lo scriviamo dal 2000), quelle delle “grandi carovaniere” dell’antichità, ma alla velocità di oggi, la supremazia di cui è tanto gelosa l’America farebbe la fine del Titanic fra i due oceani. Si scoprirebbe che il poeta Orazio aveva ragione quando parlava di “mare dissociabile”: meglio viaggiare via terra. Né si pensi alle vie dell’aria,perché non sopporterebbero le tonnellate di merce che già oggi viaggiano da un posto all’altro. I tav, infine, saranno preferiti agli aerei per il trasporto di passeggeri lungo le distanze brevi o intermedie. Non ci sono subbi di sorta”

Con tanti nemici esterni, però, più altri interni che li rappresentano abbastanza capillarmente sul territorio – supportati da continue campagne mediatiche – crescere, per il Mediterraneo, è difficile al momento quanto vincere una lotteria . Anche se ne sussistono tutte le premesse…

(Gesse)

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