E’ rivincita per Berlusconi & C.

Chi sa che cosa cercava di dire Silvio Berlusconi a questo sornione Pietro Grasso, magistrato palermitano giunto alla presidenza del Senato. L’uscita allo ‘scoperto’ in politica attiva da parte di tanti magistrati è uno dei sintomi che possono valere a riscrivere la recente storia d’Italia.

Si dice che il tempo sia galantuomo. A quanto sembra sta dimostrando come lo sia anche Silvio Berlusconi, se – come emerge adesso da vecchie registrazioni telefoniche – i processi a sua carico erano ampiamente ‘manovrati’. A fronte delle accuse, di regola, non c’era proprio nulla. Non ci voleva molto a capirlo, dato l’accanimento, ma adesso la certezza – all’indomani del ‘pasticciaccio brutto’ creato da Luca Palamara – apre uno squarcio di luce sulla ‘vera storia’ degli ultimi decenni della Repubblica…

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Le carte appena pubblicate in esclusiva da Il Riformista e gli ‘audio choc‘ mandati in onda a Quarta Repubblica sono certamente ‘da brivido’…

Il magistrato – a modo proprio – chiede scusa a Silvio Berlusconi per quel processo così fazioso. Incrediobile…

“A mio parere – ha affermato testualamnte il giudice Amedeo Franco – è stato trattato ingiustamente e ha subito infine una grave ingiustizia. Tutti i miei colleghi e anche i suoi, che pure non la supportano, sono convinti che questa cosa sia stata guidata dall’alto. Lei doveva essere condannato a priori perché è un mascalzone”.

Matteo Salvini nei giorni felici accanto ad Elisa Isoardi.
Matteo Salvini nei giorni felici accanto ad Elisa Isoardi.

Adesso è noto come nel mirino ci sia Matteo Salvini, ma c’è da attendersi che, anche in casa americana, sbuchi la verità nuda e cruda sulle aggressioni mediatiche e giuridiche contro Donald Trump.

, perchè chi avversa questi capi alla Berlusconi, delineandoli come …un po’ pericolosi (vedi G.Giusti), anzi evidenziandone solo il male (seppure c’è),  trova, qui in Italia come in America, media e magistrati compiacenti, che sorreggono campagne la cui matrice politica traspare chiaramente, ma riesce cpomunque a condizionare di certo una larga parte della pubblica opinione.

“Ma – scrive Antonio Tajani su Twitter – chi è che dall’alto ha deciso che la Cassazione doveva condannare Berlusconi? Chi era il regista del complotto che ha cambiato la storia della politica italiana degli ultimi anni? Un vero colpo di Stato giudiziario”.

E subito gli fa eco la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli: “Quanto andato in onda stasera a Quarta Repubblica – chiarisce la senatrice è semplicemente sconvolgente e doloroso. L’audio del dottor Franco sulla sentenza di condanna a Berlusconi, reso pubblico da Il Riformista, evidenzia che la democrazia è stata truccata, alterata al punto da cambiare il corso della storia politica italiana, nonchè da minare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. E’ semplicemente vergognoso che una certa magistratura utilizzi il proprio potere a fini di lotta politica, è un danno fatto non solo al presidente Berlusconi, alla sua famiglia e a Forza Italia, ma a tutti i cittadini che da stasera hanno la riprova che purtroppo esiste anche una giustizia non giusta. Ricordiamoci che se Berlusconi è fuori dal Senato è a causa di questa sentenza ingiusta e che oggi scopriamo essere pilotata”.

Parole dure quanto chiare, che – a questo punto – non fanno che stigmtizzare ciò che viene spontaneo nel pubblico,esclusol’immancabile ‘zoccolo duro’ che saràncora capace di dire:”…sel’hanno perseguitato ben gli sta!” Tutti i gusti sono gusti…

Anche la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, ha immediatamente diramato una nota…

“Le rivelazioni sul clima torbido in cui maturò la sentenza in Cassazione, che condannò Berlusconi in via definitiva per una frode fiscale mai avvenuta – afferma la bella donna politica – sono la conferma di quanto purtroppo sapevamo da tempo: c’è stato un sistematico uso politico della giustizia per eliminare il leader del centrodestra dalla scena politica. La sentenza del tribunale civile di Milano ristabilisce la verità, ma il danno, ormai, è stato fatto. Anche se Berlusconi è un gigante ed è riuscito a restare in piedi, il vulnus causato alla democrazia resta purtroppo irreparabile. Le notizie di oggi fanno impallidire perfino lo scandalo Palamara e confermano come sia necessaria un’immediata e drastica riforma della giustizia in Italia”.

E’ un autentico fortunale quello che sta abbatendo sulla magistratura. Emerge la connivenza in corso fra Luca Palamara e i 5Stelle… In particolare, con Marcello De Vito e Roberta Lombardi. Palamara parla con loro, scrive ‘messaggini’ su WhatsApp e li incontra. L’inchiesta sull’ex consigliere del Csm, oggi indagato per corruzione, lascia emergere collegamenti con i grillini più in vista di Roma. Su tutti c’è De Vito, arrestato a sua volta per corruzione per poi tornare al proprio posto in comune dopo appena tre mesi di carcere opoco più… Siamo a fine 2017. Palamara e De Vito cominciano a chattare. I due si danno più volte appuntamento per un caffè al Futbolclub del Villaggio Olimpico. Secondo a quanto ricostruito da La Repubblica, si tratta del centro sportivo di Guido Tommasi, figlio del giornalista sportivo Rino, in cui gioca la Futbol 22, società fondata dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, con altri 21 soci e rilevata nel 2017 dal patron della Sampdoria, Massimo Ferrero. De Vito fa da intermediario per due …colleghe grilline.

“Ho appena sentito – scrive De Vito il 6 dicembre 2017 – Roberta Lombardi che mi ha detto avrebbe piacere di conoscerti”.

Se poi si torna a a rileggere i fatti del passato – tempi non troppo lontani – si scopre, ma c’è chi lo sa bene, che uno dei magistrati che hanno stretto alle corde con più ‘puntiglio’ e condannato Silvio Berlusconi è il giudice Antonio Esposito. Lo stesso – vedi caso – che ha incastrato Salvatore Cuffaro. Il presidente della regione siciliana era, ai tempi, più berlusconiano di ‘quelli di Forza Italia’. E’ stato il solo uomo politico a scontare anni di ‘vero carcere’, in base ad una ‘prova piuma’: la battuta telefonica ‘alla Cuffaro: “stai attento lo sai che ai telefonini siamo tutti spiati!”  E’ lecito ritenere che sfilze di uomoni politici italiani abbiano fatto ben di peggio…

Probabilmente – è il nostro parere – Totò Cuffaro ha pagato caro per un peccato sfuggito ai più: la sua ostinazione nel voler coltivare una politica comune del Mediterraneo meridionale. Fu anche un focoso presidente di turno delle ‘Regioni mediterraee’ quando l’UE aveva ‘promesso’, o meglio progettato, la ‘Zona di libero scambio del Mediterraneo meridionale‘ che avrebbe dovuto decollare nel 2010 disponendo, addirittuira, di un autonomo istituto bancario.

E’ appen il caso di ricorare che a determinare definitivamente la morte di Muhammar Gheddafi fu con estrenma probabilità la sua volontà di creare un ‘Banca d’Africa’ che battesse, fra l’altro, anche moneta.

Sono cose di questo genere, lieviti per una libera economia di mercato, che la ‘grande mafia internazionale’ vede come il fumo negli occhi…

Personaggi come Berlusconi, Trump, Salvini e Cuffaro vogliono battere i pugni sul tavolo perchè il potere politico, in forza del madato elettorale, prevalga sulla grande nafia della finanza e dei monopoli globalizzati. Imbrigliare il potere bancario è la mossa fondamentale dell’intero gioco. Le banche hanno il denaro con cui possono comprare cose e persone…

Tutto ciò passasopra le nostre teste‘. Questa è la più dura guerra in corso. Il resto, la politica apparente e simili, cose porate avanti sotto la copertura del ‘falso socialismo‘ di oggi, è un’opera dei pupi.

Scaramacai

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Nota

Adesso i magistrati ‘sotto tiro’ per aver ‘perseguito’ o ‘perseguitato’ Berlusconi sono: Ercole Aprile, Giuseppe De Marzo, Antonio Esposito, Amedeo Franco, Antonio Mura. Sembra già un elenco d’imputati. Chi sa perché non si enumera la signora Ilda Boccassini (Napoli, 7 dicembre 1949), l’ex magistrato italiano che è stata procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Milano ed anche, per anni, la ‘più popolare’ accusatrice dell’ex Cavaliere. Ma in ogni caso si tratta di una bella sfilza…

Nota 2

Forse la più ridicola delle accuse – in quanto assolutamente illogica e astorica – è quella di connivenza mafiosa di Berlusconi & C con ‘gli organi deviati’ dello stato (quale eufemismo…) ai tempi della cosiddetta strategia della tenzione. Tale strategia, come abbiamo scritto un più volte giovò solo alla defenestrazione di Bettino Craxi, tramite una manovra a doppia tenaglia che comprese l’operazione di fare prima il vuoto intorno lui (dei suoi collaboratori) e poi la sua stessa incriminazione, parallela alla cosiddetta operazione mani pulite. Ciò impedì l’elezione a presidente della Repubblica di Analdo Forlani, legato a Craxi, con l’arrivo di Eugenio Scalfari e della perima delle recenti presidenze di infausta memoria. Un establishment con Craxi e Forlani era ciò che Berlusconi più desiderava e non sarebbe mai entrato in politica direttamente se non per sopperire all’eliminazione del suo referente politico. Craxi era stato anche il primo uomo politico al mondo – di marca socialista – a disconoscere il marxismo come fonte ispiratrice del relativo partito.Aveva così creato il socialismo del garofano per cancellare i fantasmi del passato che resistettero ancora qualche anno in Russia prima di deflagrre fatalmente.

La sorpresa fu la grande affermzazione di Berlusconi in sede elettorale, cui l’opposizione – mista di comunisti, boiardi di stato e capitalisti concorrenti – ha posto finora riparo con un susseguirsi di ‘porcherie politiche‘ nazionali cui tutto il mondo guarda attonito.

Nota 2

Il giudice Antonio Esposito ha sporto querela.Perquelche cirisultaè l’unico adaverlo fatto.Da giudice divita oltre che di tribunale dovrebbe sapere che,in queste occasioni,un simile atteggiamento vale quanto una ‘prova a carico’. Chi – da adulto – ha avuto compiti relativi almantenimento della disciplina in realtà comequelle di unascuola odiuna casermasa bene come non ci sia peggior sintomo di colpevolezache quello di una reazione ‘focsa e polemica”. Di fronte alle prove emerse, che non fanno altro che confermare sospetti e opinioni genearlizate in Italia, non c’è scampo… Ammiriamo chi si chiude in un prudente e dignitoso riserbo…

 

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