Tutto mancava tranne che le idee, a volte in contrasto, oggi (20 luglio 2018) a Villa Igiea, dove si è incontrato quello che tutti hanno definito come il Gotha del trasporto passeggeri e merci in Mediterraneo. Il Mare Nostrum,dunque, finalmente protagonista assoluto, senza mezzi termini, se è vero che il titolo dell’evento era “Noi e il Mediterraneo“…
Chi come chi scrive segue con trasporto il problema da molti anni e “ci crede“, come hanno fatto nei decenni passati personaggi come l’agrigentino Gaetano Allotta o come il mazarese Giovanni Tumbiolo, da poco prematuramente scomparso, non può che gioire. Da anni parliamo di interessi comuni fra i “paesi rivieraschi” e dello sviluppo “de la Mediterranee“.La Francia si è lasciata sfuggire un Mediterraneo già francofono per guardare …all’Oceano. E si è sbagliata di grosso…
Stamane a Villa Igiea si è parlato del Porto di Palermo in modo più specifico di quanto gli armatori delle navi da crociera e passeggeri non avessero fatto l’anno scorso in una più ampia kermesse nello stesso salone. Ma dietro ogni riflessione appariva l’ombra o, meglio, il sole sorgente sul Mediterraneo. Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi (Lega) ha un bel dire che questo governo si adopererà per sfruttare le crescenti chance del Mediterraneo. Il mare più antico del mondo, il più piccolo (l’1% delle superfici acquee) assorbe già il 40% dei traffici ed è protagonista di un “Neo Risorgimento” la cui data di inizio si fa risalire simbolicamente all’affermarsi della “dieta mediterranea” sulla troppo proteica dieta angloamericana…

Se in tali termini non si è parlato a Villa Igiea, il concetto volava alto su tutti gli interventi come intuizione culturale o anche come dato storico acquisito o da acquisire nell’imminente…
Troppo tecnici gli interventi degli addetti ai lavori, troppo politici quelli dei personaggi politici per cogliere l’aspetto culturale saliente, che appartiene alla storia contemporanea e non è certo povero di concretezza…
Ciononostante si loda ancora una volta la chiarezza di Gaetano Armao, solo rappresentante del governo regionale – da vice presidente – che ha parlato della necessità di un “piano strategico” da formulare (mai esistito, ha sottolineato) una piattaforma finanziaria comune per le imprese e di digitale,un settore per il quale la Sicilia vanta una vocazione di base… Sul primo nevralgico punto, Armao ha ripetuto che sta cercando di varare nuove “finanziarie” triennali, in modo da avere il tempo di operare programmando…
Naturalmente al centro dell’attenzione c’era la nuova realtà dei sistemi portuali. Adesso l’AdSP . Autorità di sistema portuale di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle ha nel Capoluogo la sua governance e la politica commerciale dei quattro porti può e deve essere coordinata per offrire verso l’esterno un servizio competitivo. Il nuovo presidente Pasqualino Monti, di Ischia con esperienze a Livorno,parla -al riguardo – in modo molto aggressivo: è chiaro che trattasi di una competizione ed occorre giocare al meglio la partita…
Il discorso – ci è ormai ben noto -consiste nell’offrire un servizio migliore e più appetibile come rapporto “prezzo qualità” e far sì che le compagnie …ci preferiscano.
C’è in atto una riqualificazione – anzi una ristrutturazione del porto – che ha preso il via dalla distruzione dei vecchi silos del grano: ora basta meno di 1/4 del vecchio volume. Averli smantellati consentirà da subito di offrire un’accoglienza migliore ai crocieristi… Il prossimo passo sarà la ricostruzione per intero della stazione marittima, dissequestrata da poco, ma è già in atto lo smantellamento di quanto esiste fra il porto e la via Francesco Crispi che sarà destinata, un po’ a sorpresa, ad aria verde. Speriamo in un ripensamento e che si preveda almeno un bar, se non un’area shopping: centro commerciale…
“Ma – ha detto Monti – ciò che intendo ottenere e che ogni metro del porto renda qualcosa…”
Fra gli altri programmi, quello di aprire all’interazione fra il porto e la città. Ma i cittadini, per “vivere” il porto – come suggerisce da anni Luigi Tagliavia – vorrebbero certo un ampio, e facile parcheggio gratuito, anche ipogeo, fare acquisti speciali, sedere al bar o al ristorante… Per esempio, in quello spazio dove ora si parla di …giardino.
Ha parlato con veemenza, ma non sempre a proposito, il presidente dell’ARS Gianfranco Micciché. Nonostante non siano chiare le soluzioni proposte, chiaro è stato l’intento di mettere a profitto ciò che su grandi linee il Mediterraneo sta già offrendo e di più va facendo ogni giorno… Il raddoppio del Canale di Suez, come altri hanno anche concordato, ma lo si sa, creerà un aumento dei traffici tale da assorbire e surclassare ogni altro trend in discesa… Inoltre, aggiungiamo noi, va calcolata la crescita del traffico proveniente direttamente dal Mar Nero e dal Medioriente,una volta rappacificato: avverrà…

Tutto purché non si parli di Palermo come “porto da containers”. Si smistino altrove, dove esistono le bretelle autostradali e si lasci il ruolo di “porta d’Europa” ad Augusta che ha tutte le carte in regola per recitare da protagonista assoluta tale ruolo che finora ha svolto nel tonnellaggio nel campo delle gassiere e petroliere. Tale osservazione è assolutamente nostra, rispetto alla giornata di oggi, quanto è assolutamente fondata, anzi”vera”…
Eppure se ne parla,come di quel progetto- assolutamente folle – dell’Eurispes che vorrebbe trasformare il golfo palermitano nel più grande porto della Sicilia, votato a molte funzioni ma soprattutto al transhipment e al traffico containers: un modo per snaturare ciò che la storia ha scritto per millenni su Panormos, che pure fu e resterà sempre la città “tutta ormeggio” ma senza perdere la propria “dimensione umana”. Oggi i gradi porti commerciali destinati alle merci devono avere enormi piazzali a terra ma anche grandi spazi alle spalle e non una città con problemi da razionalizzare, al fondo di un “crivello”, ma tutt’oggi ridente come un giardino, che si chiama ancora Conca d’Oro!
Si è parlato di tanto altro. Non dimentichiamo che erano rappresentate a livello di AD e di proprietari compagnie del calibro di Msc, Caribbean, GNV, e armatori come Grimaldi, Aponte e Onorato, direttamente e indirettamente. C’era anche qualche osservatore di Augusta, che avrà sorriso, perché per certi fini ha in mano non un poker ma una scala reale. Eppure tanto deve penare per venire a galla della politica italiana e della ipocrisia europea. Anche delle ingiustizie e disparità di Bruxelles si è parlato…
Alla fine, però, siamo certi, Augusta vincerà e …Palermo avrà il suo ruolo. Ha le crociere, ha un cantiere che per paradosso è un leader nell’accogliere le piattaforme petrolifere. C’è chi sopravvaluta (così anche stamane) il porto di Panormos (come potenzialità) e chi minimizza il passato e il presente da rifondare. La verità sta sempre nel mezzo e anche stavolta…
Il porto di Palermo, cantiere compreso, è da decenni la maggior realtà industriale della Sicilia occidentale. Questa la verità. questo i palermitani devono capire… Il traffico merci è enorme e non si potranno convincere – come vorrebbe Orlando – i Tir a far scalo tutti altrove: troppo grandi sono i bisogni dell’area metropolitana panormita ed anche (non sono zero) quelli delle due aree industriali periferiche della città. La provincia e l’entroterra sono molto grandi e spesso sono meglio collegati, rispetto alle provenienze da Termini e Trapani… Resta sempre da collegare il porto all’autostrada e porre fine alla vergogna degli autotreni per le strade cittadine, anche con una tangenziale che baipassi la circonvallazione, ormai divenuta una strada cittadina anch’essa…
Germano Scargiali








