Rilevati segnali provenienti dallo spazio che potrebbero provenire da civiltà aliene extragalattiche. La scoperta è sta pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature” International Journal of Science on Line il 9 gennaio scorso ed è relativa a sei segnali ripetuti catturati dal Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME) FRB project7 durante la fase di pre-valutazione avvenuta tra Luglio ed Agosto 2018. I segnali, dice il report, sono consistenti ed originati da un singolo punto nel cielo, con la stessa misura di dispersione di circa 189 pc cm−3. I segnali sembrano provenire da fuori della Via Latte ed In alcuni di essi è stata osservata una somiglianza strutturale e spettrale che ricorda quelli visti in FRB 121102 rilevati nel 2002.
FRBs o “lampi radio veloci, fast radio bursts) sono un fenomeno astrofisico di alta energia che si manifesta come un impulso radio transitorio, con durata di pochi millisecondi. Sono lampi molto luminosi nella banda radio, non risolti, a banda larga, provenienti da regioni del cielo esterne alla Via Lattea. Le componenti in frequenza di ciascun lampo presentano un ritardo, legato alla lunghezza d’onda, che permette di esprimere una misura della dispersione in genere con frequenze operative comprese tra 290 MHz e 100 GHz.
I valori ottenuti per i lampi osservati sono tali da escludere che le loro sorgenti appartengano alla Via Lattea; mentre sembrerebbero legati ad una propagazione attraverso plasma ionizzato. Sull’origine dei lampi radio veloci, ancora sconosciuta, sono state suggerite spiegazioni sia naturali, sia anche artificiali, che rimangono per lo più ipotesi speculative. Le ipotesi più correnti li attribuiscono a civiltà ultraevolute capaci di generare enormi fonti di energia oppure semplici eventi naturali extraterrestri quali quelli prodotti dalla collisione fra due piccole stelle, o eventi simili.

Quel qualcosa che “ci” è pervenuto
Il primo lampo radio veloce (FRB 010724) è stato scoperto nel 2007 su dati in archivio del 24 luglio 2001 rilevati dall’osservatorio di Parkes, un radiotelescopio di 64 m di diametro. Da Parkes sono stati rilevati ben 16 dei 18 FRB scoperti tra il 2001 e il 2016. Successivamente molti radiotelescopi hanno rilevato segnali, ma l’unico ad aver rilevato delle ripetizioni del del segnale è stato il radiotelescopio di Arecibo il 2 novembre 2012. Nel 2016 il Molonglo Observatory Synthesis Telescope (MOST), in Australia, con le sue due antenne ha rilevato tre lampi radio veloci, permettendo la prima analisi interferometrica del fenomeno.
Nel 2017 furono ben 72 i segnali osservati provenienti da una galassia lontanissima, la 121102, situata a circa 3 miliardi di anni luce dalla Terra, ma nessuno li segnalò nel momento della ricezione. Oggi molti telescopi in tutto il mondo setacciano i cieli “ascoltando”, per così dire, i segnali di una eventuale vita intelligente e molti programmi sono stati adibiti a questo compito. Tra di essi il progetto Breakthrough Listen e il canadese Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME) un radio telescopio rivoluzionario inaugurato alla fine del 2017 che nasce dalla collaborazione di scienziati della University of British Columbia, McGill University, della University of Toronto, Perimeter Institute for Theoretical Physics e del National Research Council of Canada.
Tutti ricorderemo il film Contact in cui Jody Foster interpreta mirabilmente lo stupore e la passione con cui una scienziata riceve la conferma di segnali provenienti dallo spazio che segnalavano forme di vita aliene, adesso, alla luce di questa scoperta, stiamo per cominciare a vivere anche noi questi momenti?
Quindi, secondo la scienza, l’ipotesi più probabile per spiegare la natura di questo fenomeno, sia che il FRB non ci è stato inviato da alieni in carne ed ossa, ma sia stato prodotto da semplici eventi naturali extraterrestri. Nello specifico, gli studiosi, sostengono che sia molto probabile, che i FRB captati siano stati prodotti dalla collisione fra due piccole stelle, o eventi affini.
Guido Francesco Guida
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Nota. Quel che è certo è che, se l’umanità sembrerebbe visibilmente felice di sapere che non è sola, pur con i rischi di “condomini cattivi”, è pur vero che dalla Terra sono partite diverse sonde destinate a mete infinitamente lontane e non ne hanno incontrate altre provenienti da altri corpi celesti. Ma quanto è grande il cosmo?La terra non è che un granello di sabbia di un sistema solare anch’esso di proporzioni irrisorie. Alto è il numero delle galassie e non se ne conosce il termine… Gli incontri ravvicinati sembrano, in tal modo, poco probabili. Tutto ciò anche se l’umanità, nella sua infinita sete di conoscenza, non sembra scoraggiarsi dal cercare, lanciando anche segnali verso l’infinito… (G. Sc.)








