Il freddo di questi giorni viene definito “eccezionale” e non importa che gli anziani sorridano dei 25 cm di neve a gennaio dove ne ricordano oltre un metro. Impariamo a temere i “giorni della merla“, di cui parlavano e nonne dei padri di oggi, a proposito dei “geloni“, quelle macchie dolorose rosse sulle mani e i piedi provocate null’altro che dal freddo, in tempi in cui l’energia per il riscaldamento era solo quella di …un po’ di carbonella. Ma inquinava poco. Adesso le grandi centrali termiche e nucleari, le sole che ci consentano tanta energia col freddo e col caldo e alimentino realmente anche l’industria e i trasporti, porteranno il mondo alla rovina…
Ecco che “i peccati commessi”, alla ricerca delle comodità moderne sarebbero stati seguiti, a stretto giro, dalla “naturale” punizione da parte della “Natura”: un clima impazzito. L’irragionevolezza della maggior parte del genere umano troverebbe, però, un ostacolo dalla ragionevolezza dei pochi: occorre decrescere, tornare all’artigianato,rinunziare -ovviamente – all’esplorazione dello spazio, alla ricerca di nuove tecnologie e ciò che il genere umano sta ottenendo nello studio della micro e della macro realtà, ma anche nella scienza medica, potrebbe andare a …farsi benedire.
Poiché è logico – però – che nulla si fermerà, facciamo – dunque – un passo indietro, giochiamo un po’ al medio evo. La verità è che il mondo moderno è così potenzialmente ricco da potersi permettere sporchi del genere. Inseguendo che cosa? Il sonno di molti. Ma attenzione: a tutto favore della veglia dei pochi!

E non importa che due giorni fa “persino” alla Rai (la più allarmistica) un “vero e serio esperto” si sia lasciato sfuggire che “…la stratosfera non ha mai goduto della salute che ha oggi”.
Non importa che i pesci tropicali di cui sarebbe invaso il Mediterraneo (ma che non si vedono al mercato, tranne qualche “aluzzo” travestito da ) con questo freddo -innegabilmente forte – dovrebbero fuggire “a gambe levate” ammesso che avessero le gambe ovvero …morire, sparire.
Non c’è logica fra un’affermazione e l’altra, come non c’è niente di scientifico. Nulla è tecnicamente provato, non ci sono certezze scientifiche di primo grado, di marca galileiana, né altro.Avverte, infatti Galileo che la scienza è ciò che distingue ciò che “sappiamo” da ciò che “non sappiamo”.
Non importa che scienziati come Antonio Zichichi avvertano che si tratta solo di ipotesi, per non chiamarle illazioni, sospinte sull’onda di interessi privati e pubblici, più o meno forti, più o meno sentiti dagli stessi media,scandalistici per eccellenza. Questi scienziati non hanno diritto di parola e Zichichi non avrà mai il Nobel che già una volta gli è stato sottratto proditoriamente…
Zichichi, a proposito di scienza del clima, fa notare come che non esista un “equazione del clima” e che i modelli usati da chi si occupa di scienza del clima contengano talmente tanti parametri che sono troppo incerti e quindi inutili. I altri termini,non proverebbero niente. Osservano altri che i dati certi si riferiscono ad un periodo troppo breve di tempo per poterli porre sul terreno delle “ere” che sono state caratterizzate da mutamenti climatici certamente dovuti a cause naturali: il sole e i suoi “capricci” (macchie), le eruzioni vulcaniche, la caduta di corpi celesti e relativo impatto sulla superficie terrestre… Sono tutti accadimenti che producono energia o direttamente CO2 (com’è il caso dei vulcani in quantità assolutamente non paragonabili alle supposte variabili dovute alla presenza dell’uomo.

Si ricordi che le terre emerse sono solo 1/4 della superficie terrestre e che – contando poli, deserti, superfici ghiacciate, quello stesso quarto è pochissimo abitato.
Le “follie” del tempo sono state sempre temute e sono costantemente al centro di discorsi nell’esperienza giornaliera. “Parlare del tempo” è quanto di più ovvio. Nel dopoguerra i mutamenti climatici erano temuti a causa delle esplosioni atomiche (non si dicevano ancora ‘nucleari’). Il giornalista Luigi Barzini jr sull’Europeo si divertiva negli anni ’50 a raccontare di episodi nella storia che avevano avuto luogo con caldo torrido in pieno inverno e con la neve in estate. Ciò per smentire ciò che – già allora – si diceva sul tempo, quel discusso argomento per cui gli inglesi – che sono con l’ombrello anche col sole – chiamano espressamente weather distinguendolo, così, dal time, il tempo che …passa.
Germano Scargiali
Nota
Certamente indispensabile è regolare lo smaltimento dei rifiuti e limitare le emissioni in prossimità dei centri abitati, eliminando la discarica della plastica in mare. La soluzione del problema rifiuti c’è. E’ a portata di mano, ma tener vivo il problema offre alle amministrazioni la possibilità di continui stanziamenti.








