Quella “Libera” che lotta per sopravvivere

Le donne hanno preso amore alla pratica della Lotta Libera, la più classica delle lotte olimpihe assieme alla Greco Romana

I “guai” della Lotta olimpica a Palermo incominciano dalla palestra di Borgo Nuovo

Testimone dell’estremo disagio in cui versa in concreto tutto lo sport palermitano è la Lotta libera. Sport olimpico, già vanto di Palermo, con nomi come Ignazio Fabra, gli Scuderi, i Calvaruso, gli Ingrassia, considerata capitale d’Italia assieme a Faenza, dispone oggi solo di impianti fatiscenti. Visitiamo spesso quello della storica Accademia Scuderi: è la vecchia “Palestra Coni” di Borgo Nuovo da anni proprietà del Comune.

Per l’uso della vecchia palestra si paga l’affitto all’amministrazione comunale – che ne cura con ben poca solerzia la manutenzione – pena lo sfratto. Ma i tetti fanno acqua, i servizi sono fuori uso, a volte manca l’acqua calda… Quando piove, si collocano dei secchi sulla materassina per salvarla dai gocciolamenti.Molti ragazzi e ragazze rinunziano all’attività…

E dire che la Scuderi toglie i giovani dall’ozio in  un quartiere dove gli svaghi e i sani luoghi d’incontro non sono la regola. Insegna loro il rispetto delle le regole, la lealtà e l’amore per lo sport. Al peggio non c’è fine e, quando a Palermo vengono assegnati dei bei campionati e manifestazioni, sono altri guai seri… Il palazzetto”, o meglio una palestra tribunata in città, si paga centinaia di euro e spesso ha la tribuna non a norma o inagibile.

“Siamo costernati – afferma Enzo Scuderi, responsabile regionale del settore lotta alla Filjkam – perchè facciamo sport in gran parte rimettendoci denaro di tasca nostra. E nopn riceviamo neppure quello che ci spetta e che ci è dovuto per gli accordi presi.

Così vive lo sport oggi a Palermo. Il resto – quasi sempre – procede al risuonare dei famosi versi cantati da Mina Mazzini: parole, parole, parole

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