Come volevasi dimostrare, dovranno, praticamente, “rifarle”: sostituirle costava ancora di più che mantenerle e non si è visto alcun ritorno in termini di efficienza… Correggiamo pure il tiro,ma il loro ruolo di enti intermedi con elezioni democratiche, dovrà essere riaffermato. Aggiungiamo: checché ne dica Luigi Di Maio.
Da enti a un passo dalla completa abolizione le province italiane diventano nuovi hub delle gare di lavori pubblici. È questo il percorso, sorprendente per qualcuno, che hanno compiuto le Province negli ultimi quattro anni. Da quando la legge Delrio del 2014 le aveva svuotate di poteri, in attesa dell’abolizione costituzionale mai arrivata. E invece le “amministrazioni di mezzo” sono, di fatto, più vive che mai: torneranno “più belle e più grandi che pria…”
Il proposito di abolire un organo che, oltre svolgere un ruolo concreto e perseguire varie finalità, faceva parte della cultura e delle tradizione nazionale, nasceva da una elaborazione interna al Pd… Si trattò ben presto, però, non di una vera abolizione,ma di duna sostituzione. Il “guaio” era che non si avesse ancora un’idea – appena chiara – delle novità da introdurre: tecnicamente si è navigato nel buio e senza radar..
Ecco, però, che in Sicilia, l’allora presidente Crocetta, del quale il Pd era stato lo sponsor, aveva voluto essere “il primo” ad abolirle. Anche se il politico gelese – per alcuni una vera macchietta – aveva fondato un partitello nato e morto in tempo record come il Megafono…
La Sicilia è stata, quindi, la prima Regione d’Italia a procedere lungo la strada dell’eliminazione. Avrebbe dovuto essere la prima giunta regionale a decretarne la soppressione, rappresentare il primo esperimento di cancellazione di questo ente intermedio previsto dalla Costituzione. Niente di tutto ciò. I danni sono stati incalcolabili: strade abbandonate, una serie di compiti assegnati alle provincie allo sbando, stipendi pagati ugualmente agli uffici che – di fatto – non sono mai stati ristrutturati né convertiti altrimenti. Poi, il sogno delle Città metropolitane: un programma a venire, male interpretato, non compreso dalla cultura generalizzata. Esso potrà essere volto meglio da strutture analoghe alle province stesse. Vogliamo cambiare il nome? Ma sì, è un’abitudine consolidata nel Bel Paese… Ce n’é, insomma, per tutti i gusti…
Adesso la Sicilia potrebbe tornare ad essere “la prima“: la capofila fra le Regioni d’Italia a riportare in vita le province…
La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha da mesi approvato una legge che affretta i tempi. I deputati regionali hanno lestamente rimesso le mani sulle province, di fatto colpite a morte, riportandole a nuova vita come abili taumaturgi…







