Pippa Bacca dal paradosso alla sua fine crudele: Roma Teatro Marconi

Una scena della rappresentazione.

La scena teatrale è scarna; qualche oggetto per spazializzare la recitazione, alcuni personaggi ed una donna vestita da sposa.

Lei è:

Giuseppina Pasqualino di Marineo in arte Pippa Bacca nipote di Piero Manzoni, celebre artista morto giovanissimo noto per il suo impegno nel settore dell’arte concettuale degli anni ’60, famoso per la sua opera provocatoria “Merda d’artista”, ove provocazione significa: richiamare l’attenzione su…, svegliare dal torpore per…!

Precede Manzoni, già negli anni ’50, Jackson Pollock, spasmodicamente ricercando in altre culture, il senso della vita. Segue a Manzoni la Land art degli anni ’70 col tentativo di incidere sul territorio, ricavando da Madre terra opere gigantesche in funzione naturalistica e contro le strutture sociali cristallizzate, l’arte fuori dal laboratorio (tanto per citare alcuni pilastri nella storia dell’arte).

Pippa Bacca non è una provocatrice anzi, è una conciliatrice; decide di percorrere in autostop 11 paesi in guerra vestita da sposa; essa stessa è soggetto operante d’arte e di messaggio, è un teatro di vita itinerante che parla con l’ambiente che incontra.

Qualcosa di simile aveva tentato Marina Abramović quando, in “Ritmo 0” a torso nudo, offriva al visitatore la possibilità di interagire con il suo corpo. La performance si svolgeva in un museo, ambiente controllato e il visitatore era soggetto ai propri freni inibitori, oltre che alla propria coscienza. Ma quando l’intervento di una parte del pubblico si dimostrò troppo violento, anzi, quando la Abramović rischiava di essere violentata o addirittura soppressa, l’altra parte di esso assunse le sue difese.

Non fu così per Pippa Bacca; fu violentata e uccisa!

Se dunque la performance di sposa nel mondo che vede Pippa Bacca portatrice di un concetto d’amore che travalica il senso coppiale di esso per raggiungere stati di sofferenza che escludono l’amore (paesi in guerra) funge da elemento di sintassi ecumenica relazionale, allora, da un punto di vista estetico, è possibile affermarne la validità artistica a tal punto che il soggetto attore è disposto a mettere a repentaglio la sua stessa esistenza per il fine che si era proposto. E’ in tal senso che l’aísthēsis (percezione) s’attiva verso il senso della vita umana che non ammette visioni unilaterali né egoedonistiche.

Fabio Massimo Tombolini

(Corrispondenza esclusiva da Roma)

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PIPPA BACCA (tu non mi farai del male)

Con: Caterina Gramaglia, Giorgia Guerra, Thomas Santu, Francesca Canizzo

Regia: Tiziana Sensi

Roma, Teatro Marconi dal 9 maggio 2019

 

 

 

 

 

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