Il porto turistico di Sant’Agata di Militello si avvia finalmente al compimento. Per sbloccare l’annoso impasse che riguarda il “Porto dei Nebrodi”, di iniziativa pubblica, si è da poco mobilitata la Regione siciliana a partire dal presidente Musumeci.
Le caratteristiche di questa vasta struttura, sulla quale si specchia per buona parte del “lungomare cittadino”, sono da tempo riconoscibili “a vista”. La lunga diga foranea (esistente da tempo nel primo tronco) è stata oggetto di annosi lavori, ma ora è stata portata a termine. Ciò che resta da definire riguarda da troppi anni la sistemazione della banchina di riva, ma anche la rete dei servizi e relativi immobili. La prima cosa che è entrata in funzione in via definitiva è stata la nuova e bella palazzina della Capitaneria…
Ma più di recente, a proposito di questo porto – interessante perché collocato fra due realtà pregevoli come i monti Nebrodi e le isole Eolie – si è parlato di una “variante di progetto” tesa a migliorare il rapporto estetico e funzionale fra la struttura portuale e la città. Il riferimento è il già nominato lungomare con il quale l’impatto non è da nulla…
Vanno, però, considerati due elementi. Il primo è che il porto peschereccio (la cui funzione sarà pienamente mantenuta) si trova lì “da sempre”. Il secondo è che lo spettacolo di un porto del genere in attività è senza pari per valorizzare sia l’economia locale, sia il territorio in genere. Non mancano del resto, sia un bel tratto di spiaggia sul lungomare, che resterà libero, sia altri chilometri disponibili alla balneazione da ambedue le parti della cittadina.
Ma andiamo con ordine. Già fra marzo e giugno dell’anno scorso la situazione si era formalmente “sbloccata”. Lo stesso presidente della Regione si era recato sul posto e aveva dato subito l’impressione di voler impegnare una sorta di task force per risolvere definitivamente ogni problema.
La Regione ha stabilito in quell’occasione un’assegnazione del subappalto di 6 milioni di euro, a fronte dell’intera opera marittima valutata in oltre 42 milioni di euro.
Tutto OK, dunque, già sin d’allora per il pieno avvio dei lavori di completamento del porto. Almeno formalmente. L’ingegnere Basilio Ridolfo, Responsabile unico del procedimento (Rup), con la determina adottata superò di fatto – in quei giorni – l’ultimo ostacolo del complesso iter per la realizzazione dell’opera… La costruzione in “contrada Piana” era stata avviata, negli anni settanta e il finanziamento di completamento inserito il 2002 nell’accordo quadro Stato – Regione Siciliana…
Gettati dietro le spalle vari contenziosi amministrativi, cause civili e procedimenti penali, i vertici della regione presenziarono a Sant’Agata anche all’’inaugurazione ufficiale dell’inizio dei lavori. La determina del Rup, Basilio Ridolfo, portò ad una autorizzazione al subappalto di una quota pari a circa il 25% dei lavori, nei confronti del Consorzio Stabile Infra.Tech scarl.
Tuccio D’Urso, direttore dei lavori, e il sindaco Bruno Mancuso, che completano questa informale “task force”, sono personaggi “di peso” con fama in Sicilia di non comuni “problem solver”…
In tale ottica si è più di recente pensato che la parte turistica si potesse impreziosire con opere di raccordo estetico fra lungomare e porto: “la grande realtà sul mare, che integra la città di Sant’Agata con il suo porto ed il Porto dei Nebrodi, lo merita”. Inoltre, all’interno, l’attuale rendering ci mostra delle novità rispetto al progetto iniziale.
Soprattutto una struttura ad U comprende il molo di sottoflutto (braccio ad est come risulta tal rendering) allargato per garantirne la percorribilità e un braccio interno che ospita un lungo edificio con più finalità. La vasca più grande, aperta verso l’esterno, ospiterà le imbarcazioni più grandi e il naviglio commerciale: piccole navi per passeggeri e per crociere di lusso.
“Questo porto – afferma l’Ing. D’Urso direttore lavori – sarà il più articolato in Sicilia in fatto di servizi portuali…”
Per quanto riguarda l’aspetto economico, sta per essere raggiunto il definitivo traguardo per il completamento del tutto…
Mezzi e maestranze delle imprese Amec Srl di Acireale e del Consorzio Infra Tech Scarl, sono entrate in attività e procedono con l’avanzamento lavori, come indicato nel progetto definitivo: 1150 metri per il molo di sopraflutto e 610 metri per il molo d sottoflutto. Da eseguire restano soltanto una cinquantina di metri per raggiungere l’obiettivo progettuale.
Eppure non c’è da meravigliarsi che, nonostante l’accelerazione dei lavori impressa dalle sollecitazioni del direttore dei lavori, ing. Salvatore (Tuccio) D’Urso, gli interventi del responsabile unico del procedimento, ing. Basilio Ridolfo e le pressanti attenzioni del sindaco Bruno Mancuso – che, per eliminare uno dei motivi addotti che avrebbero contribuito al rallentamento dei lavori, ha revocato il divieto orario di attraversamento dei camion del centro diretti al porto per il trasporto dei massi – il cronoprogramma fa comunque registrare dei ritardi rispetto alla tabella di marcia…
La data fissata in contratto per il completamento dei lavori è quella del 31 dicembre del 2019 e il collaudo delle opere dovrebbe essere ultimato non oltre sei mesi dall’ultimazione. Difficilmente i tempi potranno essere rispettati e si prevede scivolino verso il giugno 2020. Anche questo, dopo decine d’anni d’attesa, sembrerà un prodigio.
Germano Scargiali
Nota
Abbiamo parlato – sembrerebbe con troppa disinvoltura – di sistema portuale turistico siciliano. Data la nascita e l’attrezzarsi di nuovi porti, questo concetto – di cui si discuteva vent’anni fa e più – andrebbe ripreso. La Sicilia orientale è meglio attrezzata. Ma in quella occidentale Palermo offre varie possibilità allo yachting di passaggio. A partire dal Marina di Villa Igiea. Dopo le sofferenti (ma presenti) realtà di Balestrate, Castellammare e San Vito, Trapani dà accoglienza e Marsala si sta attrezzando con un porto al top. Ciò anche se il suo artefice, l’iperattivo Massimo Ombra non dà notizie recenti. Anche Mazara è in grado di accogliere e poi si salta a Gela, e soprattutto a Marina di Ragusa, al porto Xifonio di Augusta ai pontili di Catania… Come si vede, si potrebbe dare l’immagine di una “rete” e garantire un comodo giro dell’Isola, che sarebbe di grande impatto in fatto di marketing e pubblicità…
(Di questa nota contiamo di fare un articolo nei prossimi giorni)








