Porto di Termini Imerese nuovo da cima a fondo

Una vista dall’alto della zona servizi. Anche i tetti verranno utilizati come terrazzi. Potranno disporre di tavolini in plein air relativi a ristoranti e bar, protetti dal sole tramite ‘pergolati’ in legno relaizzati in cotruzione.

Non è ancora un PRP ma qualcosa di simile e, dobbiamo dire, di bello. Incredibilmente a Termini Imerese c’è chi lo contesta. La Sicilia è così, c’è chi …non vuole il Ponnte. Il Piano regolatore portuale (PRP) sarà steso in un secondo tempo ma i disegni già pronti, in pianta e in assonometria, parlano chiaro: il porto di Termini Imerse si avvia a divenire una grande realtà e sarà affiancato da un modernissimo porto turistico completo diservizi, a disposizione del transito e dei cittadini termitani. Sarà ‘puntuale’ metadipasseggiate e soggioirno al bar e ristornte, area shoipping aperto a rutti… Andrà quindi ad arricchire il patriominio cittadino, aggiungendo un toco di modernità, un aggancio con quella parte del jet set o di semplici appassionati che …girano il mondo per mare.

Alla Sigma srl di Palermo, lo studio ingegneristico che se ne sta occupando lo definiscono come una “Ipotesi di adeguamento tecnico funzionale”. Dopo una serie di ‘immancabili’ passaggi burocratici e il gradimento della giunta comunale termitana, potrà passare all’assessorato regionale LLPP e ne nascerà, appunto, il PRP. E’ lo strumento, ben noto, senza il quale un lavoro del genere non si potrebbe realizzare: un porto moderno deve inserirsi nel tessuto cittadino fino a farne parte…

La parte centrale dei servizi con la grande club house circolare.
La parte centrale dei servizi con la grande club house circolare.

Acronimi e burocratese a parte, siamo di fronte ad una grande opera di cui si rende protagonista quella che da qualche anno si chiama Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale: L’Autorità di Palermo ha già da alcuni anni la ‘governance’ di Termini e, dal momento della riforma nazionale dei ‘sistemi portuali’, si estende – quasi fosse un unico porto – anche a Trapani e Porto Empedocle.

Il progetto è destinato a coronare in pieno la doppia e tripla vocazione del porto della storica cittadina di Termini Imerese, grande e bella quasi come un capoluogo, un centro abitato che si divide in due (Termini Alta e Bassa), adagiato su una falesia dall’eccezionale microclima, tanto che i primi ‘cavernicoli’ vi si stabilirono in piena preistoria.

Grazie ai lavori di questo progetto, il porto corona la tripla vocazione di porto Commerciale, turistico e peschereccio. Da quando Termini dipende da Palermo accoglie traghetti provenienti dall’alto Tirreno (Civitavecchia e Livorno, Salerno) e, quando è indisponibile il porto di Palermo per motivi contingenti (meteo etc), anche da Napoli e Genova. Lo sbarco dei Tir è favorito dalla bretella autostradale che manca a Palermo: è stata costruita al servizio di un’area industriale e artigianale mai veramente decollata. La sola ospite di rilievo, la Fiat, è stata in anni recenti protagonista di una dolorosa ‘marcia indietro’…

Val la pena di rilevare, però che, mentre il porto di Palermo, protetto a maestrale dal Monte Pellegrino, fu uno dei motivi del fiorire del Capoluogo – assieme al microclima e all’abbondanza d’acqua – facendone sin dall’evo antico la città ‘tutto-porto’ (Panormos, Panormus), il porto di Termini soffre, sia per periodici venti di traversia, sia per grossi fenomeni d’insabbiamento…  Ciò riguarda, tuttavia, solo le grandi navi, non già lo yachting e il diporto. Così che da molti anni una comunità di velisti ed un paio di attivi club praticano la vela e quella d’altura in particolare. Meta prediletta le non lontane Eolie…

In pianta l'area destinata al turimo nutico e al diporto prsenta di spaz attorno all'ex sopttoflutto che dà vita a du moli trapezoidali, soaziosi come due banchine diriva
In pianta l’area destinata al turimo nutico e al diporto prsenta di spaz attorno all’ex sopttoflutto che dà vita a du moli trapezoidali, soaziosi come due banchine diriva

Come si pensava da anni, lo yachting sarà sistemato al di fuori dell’attuale diga di sottoflutto che, con il completamento di tutto l’alveo portuale diverrà un molo e farà da banchina di riva al vero e proprio porto turistico. Questo avrà sistemazioni all’avanguardia progettuale, nel senso che sarà accogliente, completato da sistemazioni a giardino e disporrà di tre vasche scenografiche: tre ‘laghetti’’ che verranno ricavati dagli attuali spazi protetti da altrettanti reef già esistenti, che verranno inglobati.

Dal punto di vista marinaresco, l’angolo è moltyo ben riparato dalle perturbazioni più frequenti (da Maestrale)

Già le sistemazioni a terra si preannunziano veramente complete e tali da valorizzare a fondo un angolo in attuale semi-degrado dove trovavano riparo alla meglio in estate barchette fuoribordo, gommoni e simili. Situazioni che si ripetono in mille angoli di costa e che il mare, i sui colori, il cielo e il sole rendono …meno deprimenti.

L’area a verde cui accennavamo sarà di tipo ‘tematico’: i progettisti (il noto studio Sigma di Palermo) la definiscono “giardino sensoriale esperienziale”: oltre ai laghetti prevede delle dune artificiali. Trattasi di un chiaro riferimento alla presenza di vere dune in alcune parti della Sicilia, un tempo meglio individuate, oggi terrose, altre ancora formanti – come a Balestrate – delle falesie sul mare.

Le ‘sistemazioni a terra’- al di là dei semplici servizi – sono quelle che più colpiscono. Il progetto include già un grande centro commerciale, una sala conferenze che nasce piuttosto come auditorium (questo particolare è ancora allo studio). Tutto sarà mirato alla funzionalità, ma anche alla gradevolezza architettonica. Lungo le banchine di riva che, disposte ad elle, sono in effetti due, correrà un edificio su un solo livello per consentire la vista del mare e delle superfici acquee anche da dietro. Sarà in questa costruzione che saranno ricavati il ristorante e il bar, la cui zona all’aperto sarà riparata dal sole tramite estesi pergolati, volti ad ‘esorcizzare’ il sole dell’estate siciliana.

Siamo nella zona bar ristorante, shopping: sultetto vi saranno delle coperture a pergolato. pergolati.
Siamo nella zona bar ristorante, shopping: sul tetto vi saranno delle coperture a pergolato. pergolati.

Per il momento non è previsto un albergo al diretto servizio del porto: gli hotel sono come il fumo negli occhi – chi sa perché – in fase di permessi e licenze di costruzione. L’ignoranza in materia – anche nell’amministrazione – è notevole: si pensa ad una mistificazione (un porto per fare in realtà un hotel). Al contrario un albergo o almeno una foresteria sono funzionali alla struttura portuale. E che male c’è se ne completa il business?

Ovvio che su una così grande area portuale, poggiata sul lungo sottoflutto di un porto commerciale, ci sarà posto per barche d’ogni genere: il pontile più importante disporrà di 47 posti barca per yacht di grandi dimensioni. L’intero alveo, fra grandi e piccole, è indicativamente provvisto di 437 posti barca, ma sono sempre conteggi approssimativi.

I soliti pessimisti diranno che di posti …ce n’è ‘fin troppi’. Noi non lo saremmo altrettanto: è un leit motiv… “chi dve venirci, qui da noi?” Dice ecrta gente atteggiandosi a ‘benpensante’.

Queste persone, dal caratere molto isolano, si sbagliano. Termini stessa dispone di un certo numero di yacht ‘stanziali’, l’entroterra siciliano, con lo sviluppo di un’agricoltura di pregio (uva, ortaggi, frutta) e di una mentalità imprenditoriale più evoluta sta crescendo. I turisti da lontano ‘verranno’, statene certi. E troverannounacittà che non sa ancora quanto sia bella (Vedi altro notro articolo alla voce Attualità Sicilia). Da Palermo parecchi diportisti tengono già la barca a Termini o giungono per fare carena a causa dei divieti e degli spazi asfittici del porto palermitano, un porto da sempre ‘Core’ per l’UE, un Hub con spazi limitati.

Il porto commerciale di Palermo ruota sempre più attorno al Cantiere (Fincantieri), specializzato in materia di piattaforme petrolifere (ne arrivano in riparazione sin dall’Oceano indiano). Per di più è meta prediletta delle navi crociera che sbarcano i turisti nel pieno del centro storico, la Città Murata, un museo in plain air… Ha un traffico frenetico di grandi traghetti. Per questo è diventato da tempo inospitale per il diporto, carenza solo in parte ovviata dal Marina di Villa Igiea (che non tutti possono permettersi).

Un’ultima chicca: il porto termitano disporrà di un parcheggio raso ed uno a multipiano. C’è di tutto per dare impulso alla città di Termini Imerese, ricca di storia e di attrattive, rimasta ‘orfana’ dal punto di vista occupazionale dopo il ‘gran rifiuto’ di quella che era stata per alcuni decenni considerata ‘mamma Fiat’.

Germano Scargiali

 

 Nota. Perché mai ‘no’ all’albergo in porto? Ciò in fase di permessi e licenze di costruzione. Si ritiene – da parte  dell’autorità – che si tratterebbe di una mistificazione: un porto per avere, in realtà, un hotel sul mare (è noto che circolal’opinione che hotel ce n’è già fintroppi. Un pregiudizio ideologico, visto che poi si afferma che necessitano B&B e ‘Paesi albergo’). Tale intera concezione è assolutamente erronea. Purtroppo la scarsa cultura in materia è notevole: un porto turitico non può che giovarsi di un hotel o, almeno, di una accogliente foresteria, perché tali ‘aggiunte’ sono funzionali al buon funzionamento della strutura. E perché mai, inoltre, ‘guasterebbe’ che ne completassero anche il business?

Tali opinioni dipedono da chi vede ‘il bicchire mzzo vuoto‘ e considera – anche – l’utile d’azienda come un peccato contro la morale sociale. Il resto lo fa la paura di perdere i capitali… Siamo alla ‘visione statica’ della ricchezza e di tutta la ‘realtà vitale’, uno dei mali di parte della società borghese: quella che non ha cancellato  l’immagine medievale e ancora ottocentsca del benesere legato al possesso dell’oro e della terra,  considerando il lavoro non professionale, cioè l’imprenditoria, come un’attività destinata a chi non abbia altra risorsa, deprecabile di per sé, ma addrittura da condannare – paradossalmente –  nel caso essa porti alla …ricchezza e la persegua specificamente.

Si dice: ci sono pochi turisti già per gli hotel esistenti. La verità nuda e cuda è che i turisti non ci sono per chi non sa trovarli. Il turismo è un feneno in crescita in contrtotendenza a tutto, in ognbi parteel mondo. La Sicilia è meta prediletta: è al top! Ma ciò resta troppo spesso solo nelle ‘intenzioni’ di chi parte. Occorre indagare perché. E vi sono regole che valgono per un mercato e regole che valgono per un altro. La ‘lezione’ non è arcana: occorre migliorare il prodotto turistico, dare più delle offert alterntive; il vantaggio di esserein Dicilia può giocare iluoruiolo. L’occerta deve essere allettante nel prezzo, acnhe dei trasporti, e deve offrire servizi in più: sole e storia non bastano da tempo! Solo così si batte la concorrenza. Cè chi, in Sicilia, conta i pullman di ‘ospiti’ che arrivano ogni mattimna: “Quanti stamane?” e, al contrario, imprenditori che – virus a parte –  hanno gli alberghi semivuoti…

(Vedi “lelogio” a Termini Imerese alle voci Attualità – Sicilia)

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