Il male esiste, è presente sulla terra (cosmo), oppure è solo illusione o è colpa dell’umanità o, ancora, una punizione di Dio sulla terra ancor prima dell’inferno?
Per assurdo che possa sembrare la seconda ipotesi (concezione) è molto presente. Di fatto è, forse, più diffusa della prima. Alle manifestazioni del male, sotto forma di peccato o di avversità e disgrazie naturali, si reagisce non con una spiegazione, bensì con una “non spiegazione“.
Ne abbiamo parlato molte altre volte, ma non è mi abbastanza perché quest’errore – tale va ritenuto – è fonte di gravi conseguenze.
Tutto nasce dalla concezione che Platone accetta da Parmenide e dalla scuola Eleatica (Elea era una città della Magna Grecia nella Campania meridionale). Gli eleatici – pur non conoscendo le religioni abramitiche – ritenevano che un Dio perfetto avesse creato il mondo. Il cosmo intero,come creazione di un Dio perfetto non poteva essere altro che perfetto.
Secondo Platone la perfezione sarebbe vicinissima, ma l’uomo, come chiuso in una caverna, non lo percepirebbe. Basterebbe che avesse l’intelligenza e la volontà di guardare fuori dalla caverna e la perfezione, quindi la felicità possibile, starebbe lì, già pronta. Ma in tutto ciò l’errore è subito rilevabile: nel costruire una natura perfetta Dio avrebbe “sbagliato” proprio con l’umanità? E da dove sarebbe venuto quell’errore se non da Lui?
Anticipiamo che il male esiste indipendentemente e contro Dio stesso. Come avrebbero potuto sceglierlo- viceversa – Adamo e, prima di lui, il diavolo?
Eppure il grande Platone, con Parmenide e Zenone, la pensava anche lui così. Il peggio è che il platonismo non solo è ancora (anche inconsapevolmente) presente nella cultura e nella mentalità umana, ma che lo è anche nella sua versione atea. Questa ritiene che la natura (mondo, Terra, cosmo) sia perfetta in quanto è essa stessa Dio. Lo è praticamente, perché ci si presenta immutabile (immanente) e ci sopravvive.
Insomma …la Natura diviene “come Dio” essa stessa, perché semplicemente “è“. Cioè “è tale” e sostanzialmente l’umanità non può cambiarla. Se mai, può nuocerle. Ma questa è un’idea che sorge logicamente solo dopo. Andiamo con ordine.
Il platonismo è certamente presente anche nel cristianesimo, dov’è stato altamente rappresentato da Sant’Agostino. Ma questi, al pari di Platone,ebbe il tempo e l’intelligenza di capire come si fossero imbattuti in un grave errore morale e lo dichiararono. Solo che il mondo – così come loro erano stati affascinati da Parmenide (e non da Eraclito e Democrito) – ha apprezzato solo quella che sembra la parte costruens del pensiero platonico. Esso è stato ripreso in pieno nel Medio Evo da Giovanni Scoto Eriugena ed è sostanzialmente presente in tutti gli idealisti moderni: ricordiamo fra i tedeschi guidati da Hegel e i tardo idealisti italiani Croce e Gentile. Solo quest’ultimo “esce dalla stanza chiusa dell’idealismo e si dice “guarda fuori dalla finestra”. Come Nietzsche, anche Gentile aveva ben poco di fascista nelle proprie idee, ma la cultura volgare continua a non percepirlo…
L’errore morale del platonismo è quella di ridurre l’azione dell’individuo all’accettazione del cosmo così com’è. La vita diventa un “gioco” contro il peccato, destinato o a risultati da ottenere su questa terra o a “vincere” il premio finale: il paradiso al posto dell’inferno.
C’è di peggio: essendo il mondo già perfetto, la storia ne risulta per conseguenza “già scritta”, se ne può conoscere il finale che sarà altrettanto certo e perfetto. Oppure lo sarebbe, non fosse per …l’errore umano (cattiveria…).
Tutti questi errori sono stati ripresi dall’Illuminismo, dalla Rivoluzione francese e dal materialismo storico (marxismo). Le relative idee e ideologie non si sono certamente estinte.
Anche le interpretazioni date al Cristianesimo risentono di questa concezione.Anche gli idealisti cristiani “puntano i piedi” di fronte alle manifestazioni del Male.
Esaminiamo meglio il Male: esso si presenta in forma articolata, come tentacolare. Non solo come peccato, errore, ignoranza, ma anche come malattia e catastrofe.
Contro ciascuna di queste manifestazioni del Male l’umanità ha posto un rimedio preciso. E’ elementare: contro il peccato c’è la religione, contro l’errore e l’ignoranza c’è la cultura, contro la malattia c’è la medicina, le avversità e le disgrazie naturali vi è una serie di rimedi ed espedienti.
Da questo breve excursus si nota come l’umanità si prodiga in un cammino faticoso e fatto di ingegno …per costruire un mondo migliore.
Altro che cosmo perfetto! Esso richiese la partecipazione umana per migliorarsi, più ancora che in se stesso, agli occhi di chi rappresenta il vertice della creazione, di chi possiede – cioè -la capacità di vedere, al lume della conoscenza e della coscienza.
Abbiamo di fronte un concetto semplicissimo: la natura inanimata non avrebbe motivo d’esistere, quasi non esisterebbe se non vi fosse nessuno che la vede e la conosce razionalmente. Mal’umanità, da sempre, non fa che studiare, sperimentare,capire sempre più. Tutto ciò, evidentemente, a fin di bene, pur con i contraccolpi dei propri errori. Ma anche questi – a ben vedere – sono opera del Male. Così come lo abbiamo definito ed esemplificato sopra.

Ne consegue che il Male esiste come “entità in sé”. La sola teoria che lo giustifichi teologicamente è quella che segue e che trova conferma continuamente nel Vecchio e Nuovo Testamento.Esso è ben identificato nella figura biblica del diavolo. Senza dubbio,quindi,anche per la religione, esso precede la creazione e l’umanità…
Ma andiamo con ordine. Secondo la concezione teologica che accogliamo – in contraddizione assoluta con quella platonica – Dio ha creato il Mondo per migliorare ulteriormente se stesso e il male è quel margine di miglioramento che pur nella sua perfezione Egli stesso sapeva di contenere.
Dio è estremamente generoso, sia con la Natura, sia con l’Umanità. A questa ha donato la vita, il passaggio dal non essere all’essere. Dono di infinito valore assieme a quello della conoscenza – coscienza. Per quante avversità si abbiano, la vita vale di più…
La volontà di perfezionarsi ulteriormente non confligge con la concezione di un Dio perfetto. Anzi lo conferma perfezionista. Quindi perfettismo, anch’Egli, forse, misteriosamente in divenire. La religione cristiana, del resto, richiede all’individuo altrettanto perfezionismo: per quanto molto si faccia, la crescita dev’essere accompagnata dal non contentarsi mai dei livelli raggiunti…
Il cristianesimo confligge col platonismo, muro contro muro. Perché prevede chiaramente la libertà dell’individuo, di scegliere una ad una ogni singola azione, indirizzandola – secondo il suo evidentissimo desiderio / volontà – al Bene e non al Male. Da ciò consegue dichiaratamente che il Male esiste come qualcosa di materiale. Ma sempre in piena libertà. L’altro dono è quello della gran considerazione che Dio ha dell’umanità, coinvolgendola nella lotta perla sconfitta del Male e la vittoria del Bene.
Tutto ciò ricorre evidente in tutto il Vangelo. Mette in ordine le tessere di un mosaico che non è semplice, non si può rappresentare con l’unità, come voleva la suggestiva idea di Platone e dell’idealismo filosofico. Caratteristiche del mondo (cosmo) sono la molteplicità e il movimento (è l’idea di Eraclito, Democrito etc) non già l’unità e la staticità, come volevano Parmenide e Platone. L’unità è solo in Dio. Il cosmo è molteplice per natura, per nascita. La caratteristica è il movimento contemporaneo di tutte le sue parti. E’ il divenire continuo e progressivo. Come intuì Archimede,nel cosmo non c’è niente di fermo. Non c’è un punto fermo da dove sollevare un pianeta con una leva. Nel progresso deve credere chi crede nel cristianesimo.
Né è proponibile un mondo in cui l’umanità non abbia un fine morale – cui non verrà meno – ma la pericolosa volontà di danneggiarlo, come pretenderebbe oggi certo ambientalismo ideologico. Esso – lo chiariamo – è sempre figlio della “pur suggestiva” concezione platonica.
Germano Scargiali
Nota
Quando il male si presenta sotto forma di grave malattia o disgrazia naturale (solo casuale è lo stesso) rappresenta una doppia evidente aggressione contro il bene: la catastrofe e la malattia danneggiano direttamente chi ne è colpito e fanno dubitare dell’esistenza e della bontà Dio, come noi lo concepiamo. Notiamo solamente che,difronte a questi mali c’è chi dubita di Dio echi lo bestemmia,ma sono in tanti che pregano ed escono rafforzati da questi confronti con le avversità. C’è, persino, chi si converte…
Un certa mentalità – anche frequente – di fronte ad un evento disastroso va a cercare subito l’errore umano dal quale esso è stato causato. Ma è evidentissimo che molti di questi eventi non sono dovuti ad errori umani…








