“Navigando” fra Umbria ed Emilia Romagna

Bologna la dotta, sede di una delle più antiche università d’Europa, paradossalmente guidata dagli asinelli (le torri). Anche loro si apprestano a cambiare strada.

La svolta a destra dell’Umbria rossa che è divenuta verde, come del resto è nella sua natura (Umbria verde e adesso anche verde padano), è la conseguenza di un generico voto di reazione? Si riflette, ovviamente, in vista delle imminenti elezioni nella Regione Emilia Romana. Storicamente siamo in una terra rossa ancor più “convinta”,almeno da più tempo e le previsioni fanno ben sperare chi crede nella “svolta storica” facendo, invece, tremare i più incalliti “afficionados” delle ragioni della sinistra,persino confusa – ancora -da nostalgie filo marxiste. Anche se questi fanno quadrato sul neonato, o quasi, Leu: Liberi e uguali…

“In realtà la dinamica – scrive con molta arguzia, ripreso online da Vox, il sondaggista Noto a margine di un suo recente sondaggio –  è anche un’altra. Cioè il trend del voto ai partiti nell’ultimo mese, tra l’altro da quando sta prendendo corpo ed anima la manovra finanziaria, ha avuto un impatto decisivo nella vittoria della Lega in Umbria”.

E’ una dell tante voci che parlano in merito delle imminenti elezioni in  Emilia Romagna – attesissime –  che certificano il tracollo del governo.

La Lega è tornata sui numeri delle scorse elezioni europee, quando si era attestata a quota 33,2%. Da primo partito. Sono i livelli di DC e PCI dei tempi d’oro… Altri sondaggi la danno ancora più in alto… Con la coalizione della candidata governatore Borgonzoni che supera il 50 per cento grazie a FdI che arriva al 9% più i piccoli e meno partiti guidati da Forza Italia che appare anch’essa in ripresa dai numeri bassissimi degli ultimi tempi.

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