Continuiamo a diffidare da ciò che “si dice e si predica” sul Coronavirus. Proseguono le contraddizioni, le vere e proprie stranezze sulla pioggia di news e pareri di esperti, anche medici, ma anche di antropologi e sociologi. La ‘mobilitazione’ è totale, assoluta: chi non cerca di dire la sua?
Siamo di fronte ad una peste dei nostri tempi? To be or not to be? Essere o non essere? This is the question! No, ma certamente molti cercano di farla “passare” per tale. E tanta gene “ci crede”: vedi saccheggi ai supermarket di ogni tipo di merce, dall’acqua al latte, dalla pasta allo scatolame, ma anche alla nutella e alle merendine (?) Chi sa quale sia la molla: è impensabile, in tempi di super produzione di tutto, che la merce scarseggi… Forse pensano di chiudersi in casa sotto …l’infuriare della peste. Oppure che presto anche la merce sia contaminata… E chi lo sa? Più probabile è che -come diciamo in altro articolo – il tutto faccia parte dello scatenamento consumistico. Oggi, ripetiamo, tutto è consumo, tutto si traduce i un ‘sfogo’ consumistico. Anche le persone valgono solo se sono ‘spendibili’. Un’esplosione di spesa nel carrello è un’evidente performance consumistica e consumando …si gode.
Un’osservazione ‘centrale’ non è nuova per noi, ma la ripetiamo, perché il “caso” dell’epidemia mondiale esemplifica alla perfezione quanto affermiamo. Ecco qua: chi ritenesse che ‘i problemi’ siano un ‘peso‘ per i governi e le amministrazioni è …fuori strada! Un problema rende come una causa per l’avvocato. Noto il detto: causa che pende, causa che rende…
Gli eventi e le ‘situazioni’ straordinarie sono ‘una pacchia’ per la pubblica amministrazione. Consentono, infatti, nonostante le ristrettezze di bilancio, interventi d’urgenza, stanziamenti straordinari e relative …gare d’appalto e appalti. Anche se tutto ciò non fosse accompagnato da episodi di corruzione (ma lo è quasi sempre), assegnare opere d’intervento, prendere provvedimenti, impegnando persone e cose, è un’operazione – un momento – di potere. Ma guardate il clima! L’UE ha stanziato mille miliardi, non so… Dove finiranno, in quali tasche? Certo qualcuno li intascherà! Ma i ‘criticoni ad ogni costo’ hanno anch’essi occasione per profittarne: …in concreto l’UE avrebbe stanziato molto meno, sarebbe il solito imbroglio. Ma servono veramente le “misure anti CO2”? Chi può dire che sortiscano un qualsivoglia effetto sul clima del pianeta? Si consuma il fatto in sé ma persino la immancabile “protesta”. Perché ripetiamo: non manca, certo, per bestemmiare…
E’ così per tutti i problemi in tavola, specie se di difficile soluzione o più o meno irrisolvibili. E’così per i mutamenti climatici, in cui gli effetti dei provvedimenti non potranno mai essere misurati, anche perché non v’è alcuna certezza, né scientifica, né tecnica che i mutamenti siano incorso e che, tanto meno, riducendo le emissioni di quel tanto possibile, si otterrà alcunché…
Riteniamo possibile la teoria che i cinesi abbiano annunciato l’epidemia a Wuhan per giustificare l’alto numero di morti motivati da una colpa del governo: un esperimento (ne abbiamo parlato in un precedente articolo, non lo ripetiamo perché sembra una triste fantascienza). Con la conseguente necessità di preparare sepolture d’emergenza…
Ma basti osservare che, dai politici ai media s’innesta la ‘catena di Santantonio’ di “coloro che hanno interesse” a …pompare e mantenere alto il livello scandalistico di quanto avviene. Le opposizioni, dal canto loro, possono “strombazzare” che il governo non faccia abbastanza, faccia poco e …male.
Ma basti pensare ai venditori di mascherine e di …gel disinfettante per le mani. Fermo restando che le mascherine in nessun caso proteggono i vestiti, toccando i quali ci si infetta con le mani e che il gel serve a poco. Ma anche lavando le mani persino con la sola acqua corrente non resta né un batterio né tantomeno un virus. Perché, per fortuna dell’umanità i virus sono”molto labili” all’aria aperta e …figuriamoci sotto l’acqua. Comunque: usate un buon sapone tipo Marsiglia! Non è mai male… Quanto ai gel, basta portare in tasca un flacone pieno d’acqua un qualunque disinfettante (amuchina, lisoformio, persino candeggina…)
E i giornali? Il coronavirus risolleverà anche le sorti della carta stampata? Via, è proprio vero che …ogni mal non vien per nuocere. Ma tutta l’informazione è felice: con notizie del genere si può bene mettere in coda i cosiddetti “reali problemi” irrisolti che “il potere” non intende risolvere.
Così, attorno al “casus” si alimenta la “sarabanda” del cortile generale, le illazioni e la lotta a “chi le spara più grosse“. E gli ipocondriaci – che sono tanti – gioiscono: ora sì che nessuno potrà negare che ci troviamo in pericolo! Così come gli scontenti cronici di se stessi e del mondo: potranno dire che …stavolta il guaio è evidente ed è grosso per tutti. Tutti, quindi, dovranno essere scontenti come loro! La ‘catena’ si allunga, acquista nuovi anelli, diviene infinita…
Incongruenze? La mainstream mediatica concorda nell’esibire i numeri relativi ai “casi” ai controlli, al numero di applicazioni del fatidico ‘tampone’ e, soprattutto, dei malati e dei …morti. Urrah!
Ma purtroppo – anzi con ‘loro’ soddisfazione – lettori e ascoltatori non si accorgono che sono stati forniti loro dei dati meramente numerici che …lasciano il tempo che trovano. Che goduria per la carenza culturale generalizzata! I “valori assoluti” di ogni fenomeno umano diffuso sono altissimi. Due centesimi in più sui carburanti ben presto rendono milioni! Che cosa mai significa 10, 100, 1000 casi?
Ma dove sono i dati statistici? Infatti: che cale quanti siano i malati e i morti, se gli informatori non ci informano – e sarebbe facilissimo con i mezzi a disposizione – sul valore medio degli stessi dati negli ultimi anni?
Quando uno su cento degli esperti intervistati dice qualcosa di ‘onesto’, salta fuori che in Italia vi sono giornalmente due o tre decine di morti per influenza: questo è il quoziente di una ‘divisione’ fra tutti i morti dell’anno divisi per 365! …No comment!
Ma il vero danno lo fa il panico. Già: la paura fa 90 e non può dirsi che i media facciano molto per placarla, a parte il generico “state tranquilli” che, detto ad un ipocondriaco ha l’effetto opposto d’un tranquillante… “allora ci poteva essere a temere”, si dice subito tata gente.
E’ scritto sui libri che la drammatica crisi del 1929 non fu tanto causata dalla prima “bolla” della storia a Wall street, quanto dal timor panico e dallo scoramento generale. Ce’era stato già, infatti, negli anni ’20 un accenno si boom economico, che poi si verificò negli anni ’30 e,infine, negli anni ’60 che scattò stranamente proprio nell’Italia del miracolo economico dove prese quel nome. Ma la rivoluzione industriale e la spirale economica da essa innescato risaliva all’avvento dei motori. I”boom” erano solo un sogno destinato a svanire? No: c’erano motivi sufficienti perché – a parte chi si rovinò in borsa – nessuno si scoraggiasse per quello che, appunto, sarebbe avvenuto e avvenne… Poi intervenne la seconda guerra a far danno, ma anche ad innescare una nuova vertiginosa spirale di sviluppo. Fino a rendere la “crescita” connaturata nel sistema…
Ma torniamo a noi …del coronavirus. Si viene a sapere che i bimbi, in pericolo con le “normali” influenze invernali, guariscono, di regola, tutti. Il coronavirus è più dolce della comune influenza? Ma che dici mai! Qualcuno sa – tuttavia – che non c’è virus influenzale che non sia a forma di corona. E’ sempre stato coronavirus e sempre lo sarà. E’ solo …mutante. Emerge anche qui l’intento di drammatizzare il tutto…
Quasi l’intera nazione ma non solo l’Italia – è adesso bloccata dal Coronavirus. Le precauzioni sono esasperate così come l’allarmismo, certo giustificato, ma è cresciuto man mano, come la calunnia di V. Rossini, fino a provocare man mano il letterale scatenarsi di un’irrefrenabile psicosi per il virus cinese. Mal’influenza non è sempre stata “asiatica”, come si chiamò quella ben più grave di oltre 60 anni fa?
Nelle ultime ore il Comitato Regionale marchigiano ha bloccato tutti i livelli dei campionati dilettantistici di foot-ball dall’Eccellenza alla Terza categoria, compreso il calcio femminile, il settore giovanile e il calcio a cinque. Eppure qualcosa ancora non torna.
Ma …la Forsempronese scenderà in campo in Umbria a Città di Castello, contro il Tiferno Lerchi (fischio d’inizio oggi alle 18.30) per la gara d’andata degli ottavi di finale di Coppa Italia d’Eccellenza. Guardando le designazioni ufficiali, l’occhio non può non cadere sul signor Federico Olmi Zippilli, direttore di gara proveniente, udite udite, dalla sezione di Mantova, Lombardia. Scelta ponderata o clamorosa e incosciente svista del designatore arbitrale? E’ possibile, in un momento così cruciale per la nostra nazione, commettere un simile errore, affidando una sfida a un arbitro proveniente da una regione dove si è scatenato il focolaio del Coronavirus in Italia?
La Francia incolpa l’Italia, ma poi il focolaio si apre anche là dove non può essere un italiano “l’untore”. L’Italia incolpa la Lombardia. “Non si fanno abbastanza controlli!” Tona l’opposizione… Viene fuori, però, la storia di una ragazza che da Lodi va a trovare il fidanzato in Germani. “Chi sa i controlli?” Così diceva fra sé e sé. Invece, percorso netto: Niente controlli!
Fermiamo gli immigrati! Finalmente! Lo dicevamo che ogni mal non vien per nuocere… Ma ci si mettono in tanti, fra cui il papa: “l’immigrato non si ferma! Non possiamo lasciare a mare i …poveri sofferenti che fuggono da situazioni di guerra e i fame. Ma anche qui: ci possono essere dubbi che un’altra catena di Santantonio vuole che lo stato di sottosviluppo in Africa …continui ad essere tale?
Ma i focolai scoppiano qua è là in giro per il pianeta, ovunque, anche laddove nessuno potrebbe avercelo portato. E se fosse endemico? Cioè presente ovunque. Adesso …c’è il tampone. Ma, se questo non fosse stato sperimentato e non fosse stato somministrato, chi si sarebbe mai accorto dello specialissimo o normalissimo corona virus mutato come avviene una o più volte l’Anno, ogni anno che manda il signore?
Certo, se si scoprisse che quest’epidemia sia stata “nulla o quasi” sarebbe un bel colpo. Una prova che viviamo, oggi, in un mondo stupido e corrotto.
Scaramacai







