Il Covid a Palermo? Meno ‘cattivo’ che altrove: Parola del Prof. Marco Trapanese

Uno scorcio del Giardino della Colimbetra nella valle dei Templi di Agrigento. Veri e propri angoli di paradiso caratterizzano la soleggiata e ventilata Sicilia.
Palermo proiettata sul suo mare che qui entra alla Cala, biglietto da vista della Città dopo la bonifica delle acque e la sistemazione operate dal Sindaco Cammarata e dal Presidente del Porto Bevilacqua.
Palermo proiettata sul suo mare che qui si presenta in pieno Centro storico. Ecco la Cala, biglietto da vista della Città dopo la bonifica delle acque e la sorprendente sistemazione operate dal Sindaco Cammarata e dal Presidente del Porto Bevilacqua.

Finalmente un cattedratico conforta l’opinione di Palermoparla. L’ecologia della Sicilia – e di Palermo in particolare – ha ben poco a che vedere con quella di altri territori del mondo, caratterizzati da clima continentale. Con essa il problema dell’inquinamento. Sole e brezza (giornaliera) di mare fanno miracoli. Mentre le esagerazioni cui assistiamo, da tempo, fanno parte di un ‘modus vivendi’ di una vera e propria moda che procede su basi ideologiche: la modernità (che la Sicilia nel ben e nel male vive di striscio) sarebbe comunque deleteria. L’umanità starebbe comunque distruggendo il pianeta. Sicilia compresa, figuriamoci! Il creatore avrebbe fatto una natura perfetta. Si sarebbe sbagliato solo con l’umanità. Il suo errore, averle donato la conoscenza. Sarà…

A parlare, adesso, è il Prof. Marco Trapanese, della Facoltà di Ingegneria ed ex Fisico sanitario all’ospedale Policlinico di Palermo. Il virus in Sicilia non va considerato alla stregua di un dramma. Anzi per essere più precisi, si può affermare che la vera epidemia nel capoluogo non solo non è ancora scoppiata, ma mai (forse) scoppierà.

I motivi? Il Prof. Trapanese ne è sicuro e ha spiegato come “…il Covid 19 farebbe molta fatica a diffondersi sia con quello che si usa definire ‘il caldo’, sia con il freddo”.

A Palermo il virus difficilmente può colpire come fa nelle regioni della Lombardia o dell’Emilia Romagna. Altro clima, altro solealtra aria

Pertanto, “…il caldo e l’aria di mare salveranno la Sicilia dall’epidemia”. E già sono i numeri a darci una risposta. La matematica, si sa, non è un’opinione… Trapanese non è di quegli informatori (come purtroppo sono i comuni media, in testa la Tv) che parlano a vanvera di cifre. Espongono – come ha spesso notato Palermoparla – solo i ‘valori assoluti‘ che di per sé significano poco e spesso proprio nulla. Ma ci mancherebbe: Marco Trapanese  è docente di materie tecniche legate ai numeri…

Dunque, il Prof. trapanese mette sul piatto due regioni che presentano gli stessi numeri. Ma attenzione:12 mila casi della Lombardia, in considerazione degli abitanti, equivalgono ai 4.800 dell’Emilia Romagna, perché dobbiamo guardare i dati facendo un rapporto rispetto agli abitanti.

“Questi numeri, come si dice tecnicamente – afferma il prof – vanno ‘normalizzati’ rispetto alla popolazione. Quindi, se vogliamo ‘normalizzarli’ con occhio alla realtà di a Palermo possiamo dire che il numero di casi per unità di persone è 10 volte minore rispetto alla media italiana e 100 volte minore rispetto alla media della sola Lombardia”.

“Immaginiamo il virus – spiega dottamente il fisico – come fosse una pianta. Un’epidemia è come un’improvvisa inflorescenza di una pianta, necessita di condizioni ambientali e di temperatura favorevoli. Se sussistono la coltivazione parte e si sviluppa in modo esponenziale… Se le condizioni ambientali sono avverse, la coltivazione si ferma”.

“L’epidemia – prosegue – non è ancora arrivata a Palermo, almeno da un punto di vista matematico. Il Prof.  Trapanese bada, comunque, a non far abbassare la guardia:

“Da un punto di vista matematico – conclude il prof – l’epidemia a Palermo non c’è ancora e mi auguro non arriverà mai. Ma perché ciò avvenga è fondamentale che tutti si attengano alle misure di contenimento prescritte dalle autorità, Quindi lavarsi le mani, distanza di sicurezza e limitazione degli spostamenti ai soli casi di necessità”.

Altrettanto ottimismo non vale certo a livello nazionale.

Giuseppe Conte aveva detto lapidariamente: “Siamo prontissimi”.  Ma 3.405 morti dopo abbiamo superato – con la stretta logica del Prof. Marco trapanese, la stessa cina…

(Testi raccolti, ordinati e commentati in redazione)

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