Settantaquattro anni dalla proclamazione della Repubblica italiana ed altrettanti dal primo voto politico ‘al femminile‘. La prima data storica che aprì il ‘voto alle donne’ in Italia fu quella del 30 gennaio 1945: A Roma, ancora in piena monarchia, il Consiglio dei ministri deliberò la concessione del diritto di elettorato attivo e passivo alle donne.
Le prime elezioni amministrative alle quali le donne furono chiamate a votare si svolsero a partire dal 10 marzo 1946 in 5 turni, mentre le prime elezioni politiche (si trattava del Referendum istituzionale monarchia-repubblica) si tennero il 2 giugno 1946.
La legge fu votata, dunque, dalla Monarchia. Infatti, le donne votarono subito per il referendum Monarchia – Repubblica e fruirono in quell’occasione anche per la prima volta dell’elettorato attivo. Alcune donne parteciparono così, anche alla costituente… Il primo voto ‘politico’, sopravvenuta la Repubblica, è del 2 giugno 1946. Settantaquattro anni esatti rispetto all’attutale 2020.
E’ il momento di chiedersi, quindi, come siano rappresentati e difesi, oggi, in Italia i Diritti Civili delle donne.
Ne abbiamo parlato con Florinda Scicolone, che per anni è stata un esponente femminile di spicco della destra siciliana. Candidata alla Camera dei Deputati nel 2006. Durante gli anni in cui fu Responsabile del Dipartimento dei Diritti Civili delle Donne del partito a Palermo, fu notevole il suo impegno sui temi della violenza sulle donne: il mobbing sulle donne nei luoghi di lavoro, dello stalking, dell’infibulazione, solo per citarne alcuni…

Proprio del tema scottante dell’infibulazione la Scicolone seguì i lavori parlamentari al Gruppo al Senato di quella che poi divenne la Legge Consolo che ne introdusse in Italia il reato. All’indomani dell’approvazione fu affidata proprio a lei la presentazione della Legge in Sicilia. Contribuì fattivamente alla buona causa di vedere affissa nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile una targa intitolata alla prima donna consigliera comunale del Comune di Palermo. Collaborò con gli alti vertici del Partito. Partecipò attivamente all’introduzione del principio dell’alternanza uomo-donna nella Legge elettorale Siciliana, la stessa che è tutt’ora in vigore…
Florinda, da alcuni anni lei ha scelto convintamente di ritirarti dalla politica attiva, dedicandoti in pieno alla sua professione di Giurista tra Palermo e Milano, ma, in base alla tua lunga esperienza in tema di diritti civili delle donne, oggi come vedi la difesa di tali diritti ?
“Li vedo fortemente Vacillare, purtroppo. Se riflettiamo che sono trascorsi 74 anni da quando per la prima volta le donne hanno ottenuto il diritto di essere ammesse al voto. Sono già 50 anni da quando iniziò a farsi largo in Italia il movimento femminista che caratterizzò l’emancipazione femminile, periodo storico nel quale si affermò l’uscita della donna dalla patria potestà maschile. Come conseguenza, oggi, nel 2020, i diritti civili delle donne e le pari opportunità dovrebbero trovarsi in una condizione di assoluto trionfo e quindi di piena applicazione. Ciò per il lungo lasso di tempo che è trascorso storicamente dalla prima volta in cui furono ammesse al voto e dall’inizio della emancipazione femminile. Invece, non è così, purtroppo…”
Ci spieghi meglio cosa intende…
“Le donne sono tutt’ora penalizzate rispetto agli uomini. L’Italia è un paese che in tema di parità di genere è ancora, per numeri, il fanalino di coda in Europa. Il che dimostra di rimanere fortemente un Paese a ‘trazione’ tendenzialmente maschilista. Ancor oggi, nel 2020, l’egemonia maschile degli uomini, infatti, tende a prevalere, infatti, e fatica a scardinarsi. E’ una questione culturale, prima ancora che giuridica. Anche se dalle statistiche risulta che noi donne studiamo di più, rispetto agli uomini, ci specializziamo di più e rimaniamo sempre il pilastro delle famiglie. La maggiore sensibilità per questi temi è appartenuta al al Centro Destra. Le norme innovative sono state approvate durante legislazioni e governi di Centro Destra…”
Eppure si parla molto di pari opportunità…
“Oggi, uno Stato di Diritto se vuole servire la buona causa dell’affermazione del principio delle pari opportunità deve dotarsi, in assoluto – specie dopo il dramma dell’epidemia, che stiamo vivendo – di una politica programmatica a favore delle donne. Questa politica si dovrebbe tradurre in interventi strutturali che abbiano ad oggetto una legislazione con politiche vere del Welfare, che aiutino le donne a conciliare famiglia e lavoro”.
Ma si parla tanto anche di welfare…
“Sì, ma ciò che emerge è piuttosto la mancanza di una legislazione del Welfare. Essa produce il risultato di penalizzare le carriere lavorative delle donne, costrette a fare ancor oggi una scelta tra famiglia e lavoro. E per quanto riguarda le poche donne che riescono ad entrare e poi rimanere, con grande fatica, nel mondo del lavoro, l’impasse è notevole…”
Disparità, quindi, differenti condizioni…
“Certamente. Il ‘gender gap’ si si manifesta anche nella disparità di trattamento retributivo… Dovrebbe provvedersi con urgenza, oggi, all’approvazione di una legislazione che elimini questo gap. Inoltre, se guardiamo alle vere posizioni apicali ricoperte dalle donne nel mondo delle istituzioni, nel mondo delle imprese, sono numeri in Italia ben lontani dal farci considerare che esista un’affermazione delle pari opportunità. Anzi, è il contrario…”
Lei è socia della Fondazione Bellisario intitolata alla prima donna manager italiana ‘Marisa Bellisario’. Una Fondazione prestigiosa ad alto livello nazionale. Qual è la mission dell’intera inziativa?
“La mission precipua che svolge la Fondazione Bellisario è quella di promuovere le capacità professionali femminili è quindi si occupa in pieno di tutte le tematiche di parità di genere. Si pensi che La Fondazione Bellisario nel 2004 è stata una delle primissime Associazioni ad aderire al Global Compact che è il Patto Globale tra il mondo del business e le Nazioni Unite diretto a sensibilizzare le Aziende attraverso le socie, imprenditrici, ruoli aziendali, che ne fanno parte, sulle tematiche della Responsabilità sociale d’Impresa”.
Ci dica di più…
“Le socie professioniste, manager, imprenditrici, grazie all’instancabile e tenace presidente nazionale, portano avanti da anni avanti ad altissimi livelli l’intera mission. Anche in Sicilia, come in ogni altra Regione, siamo un networking di donne molto qualificato per le professioni che svolte da ciascuna di noi con una referente regionale molto tenace”.
Lo scorso Ottobre le ha partecipato a Treviso al Seminario internazionale “Donna, Economia e Potere” della Fondazione Bellisario…
“E’ un seminario che è arrivato alle ventesima edizione, che ogni anno ha un impatto mediatico in Italia notevole, richiamando l’attenzione di tutti i mezzi di comunicazione, delle maggiori testate giornalistiche televisive e di carta stampata, viene considerata la Cernobbio delle Donne. E’ un evento in Italia importante perché esce fuori dal seminario un documento che viene presentato poi alle Istituzioni. Contraddistinto sempre da un parterre di nomi altisonanti del mondo delle Istituzioni, politica, dell’Imprenditoria, di grandi manager.

Lei ha Partecipato come socia al tavolo dei lavori della Finanza sostenibile…
“Il Tavolo è stato moderato da Ferruccio De Bortoli ed ha destato molto interesse…
‘Donne economia e potere’: di che si tratta?
“L’edizione di Donna, Economia e Potere è uno degli appuntamenti annuali Bellissario ed è fra i più significativi in Italia per la parità di genere. La Cassa di risonanza mediatica che lo caratterizza fa sì che pigi l’acceleratore tenendo i riflettori accesi nei giorni dello svolgimento del Seminario sul tema della parità di genere. Importante, quindi, perché sotto i riflettori dei mezzi di comunicazione si affrontano le criticità delle tematiche del gender gap e la Fondazione attraverso tanti tavoli di lavoro avanza progetti per colmare quindi i diritti civili delle donne. Ogni tavolo redige un documento che poi viene sintetizzato in un ulteriore documento che rappresenta la sintesi dei vari tavoli per poi presentarlo alle istituzioni governative, parlamentari”.
Come funziona in pratica questo tavolo?
“Tutte le socie professioniste, Manager di Aziende, Imprenditrici ci troviamo riunite a tavoli di lavoro per affrontare una tematica diversa ogni anno. La mia partecipazione all’edizione di Treviso al tavolo della Finanza perché noi socie veniamo assegnate ai tavoli di lavoro in base al nostro profilo professionale, quindi in base alla nostra competenza affinché apportiamo il nostro contributo di lavoro, di idee, è dal momento che la mia professione è quella di Legal in house di Società, sono stata assegnata al tavolo dei lavori moderato da Ferruccio De Bortoli che riguardava la finanza sostenibile”.
Quale il contenuto del documento finale?
“Il documento che abbiamo redatto come tavolo della Finanza sostenibile evidenzia,tra l’altro, che la totale realizzazione di traguardi di sostenibilità deve iniziare, innanzitutto da un pieno riconoscimento che si potrebbe ottenere nelle aziende solo con una piena realizzazione della parità di genere. Quindi si tradurrebbe nella piena realizzazione in azienda dei diritti civili delle donne.
(Intervista raccolta da Germano Scargiali)
———————————————————
Nota
Anche il Vaticano sostenne il diritto di voto alle donne, il 21 ottobre 1945 l’allora Papa Pio XII disse: “…Ogni donna, dunque, senza eccezione, ha, intendete bene, il dovere, lo stretto dovere di coscienza, di non rimanere assente, di entrare in azione per contenere le correnti che minacciano il focolare, per combattere le dottrine che ne scalzano le fondamenta, per preparare, organizzare e compiere la sua restaurazione”.
———————————————————–
Nota 2
La legge che consentiva elettorato attivo e passivo alle donne diede immediatamente i suoi frutti, infatti, già alle prime amministrative vi furono donne elette nelle amministrazioni locali, come Gigliola Valandro (Democrazia Cristiana) e Vittoria Marzolo Scimeni (DC) a Padova o Jolanda Baldassari (Democrazia Cristiana) e Liliana Vasumini Flamigni (Partito Comunista Italiano) a Forlì. Già nel 1946 furono elette le prime due donne sindaco: Ada Natali (Massa Fermana) e Ninetta Bartoli (Borutta). Tutto questo è storia, e vero. Tuttavia, non può dirsi che la condizione femminile non si presenti tutt’oggi come problematica. Una vera equiparazione di genere è ancora da realizzare – come afferma Florinda Scicolone – anche se il cammino è stato certamente intrapreso. (G.S.)








