Ieri sera chi era sveglio ha assistito all’enesima disquisizione sul clima e relativi ‘mutamenti’. Siamo al festival dell’assurdo: avevamo sentito l’espressione ‘riforme strutturali‘ ovviamente con i soldi del fatidico e munifico’ Recovery fund. Ben vengano! Speravamo sentir parlare del Ponte sullo Stretto che – fra i cento benefici – trasformerebbe Augusta nella Porta d’Europa col suo enorme porto naturale dai mt 16 di fondale sull’estensione di un golfo. Delusione: la prima riforma strutturale di cui si parla è la ...transizione ecologica. All’anima della struttura! All’anima dell’intervento per alimentare un’immediata ripresa. Che dico? Ripartenza si chiama: l’importante è cambiare i nomi, gli aggettivi, gli avverbi, i verbi. Noi delle crisi facciamo l’analisi grammaticale, anzi, andiamo a correggere lo Zingarelli!
Può sembrare – dico può – che un investimento a lunga scadenza come qusto sia un lusso e non un intervento per rilanciare l’economia. O no? Si dice: “…ma noi creiamo anche posti di lacvoro”. Oh questa è bella: non ci sarebbero – forse – altri bisogni cui sopperire ‘ a breve‘? Oltre alla salute, all’istruzione, alle vere opere strutturali, all’assistenza degli anziani, ma persino allo sport – una realtà morent – che fa parte di quella grande e fondamentale raltà che è la alute fisica e morale? Ma, sempre ‘a breve‘ non si dovrebbe rilanciare l’economia pe poi occuparesi adeguatramente di …altro?
Ed ecco che l’Italia istituisce il Ministero della transizione ecologica. Ne parla – ma soprattutto in chiave ‘climatica’ – Roberto Cingolani, il ministro, docente universitario di un’altra cosa, ma capacissimmo di occuparsi del tempo che fa. Persino Piero Angela, che appare invecchiatissimo quasi da sopra una nuvola in video conferenza, il solo che allude ad un minimo di scetticismo, assicura: “meno male, quando ho sentito il nome mi son detto …questo è bravo!”
Intendiamoci, sul clima e i mutamenti climatici nulla è scientificamente provato: che siano in atto, che non siano un fatto naturale, che le emissioni possano influire, che i provvedimenti da adottare possano avere effetti su un pianeta coperto per 3/4 di acqua e per il resto prevalentemente di deserti, ghiacci polari (Antartide, Siberia, Groenlandia…), montagne, boschi e foreste.
E’ la stessa ‘presunzione’ della natura umana di cui parla la Bibbia: gli uomini volevano costruire una torre (quella di Babele) così alta da raggiungere il cielo. E le Sacre scritture, vari millenni or sono, mettono in guardia da tutto ciò…
Ma alcune cose sono certe: prima hanno parlato di buco nell’ozono, poi di effetto serra, poi di un surriscaldamento. Infine non è rimasto ‘loro’ che rifugiarsi nel più generico ‘mutamenti climatici‘. In modo che – comunque mutino le condizioni, qualunque tempo faccia – i sostenitori di questa fola caschino sempre in piedi.
Un’altra cosa è certa: tutto avviene molto lontano a me che scrivo: le alluvioni (ma ci sono sempre state, sono persino nei quadri del Rinascimento, vedi al Castello Sforzesco etc), la mancanza d’acqua (a Palermo, considerata zona secca, ovunque fai un buco esce acqua dolce), il mare avanza, ma non si sa dove (sono un bagnante maniaco lungo tutta la costa, ma anche a Roma e in Liguria: neppure un centimetro che sia uno), i ghiacciai si sciolgono (in alta montagna, ma in realtà i locali vogliono che i turisti …constatino), la foresta amazzonica diminuisce (ma tutto il mondo crea boschi e riserve, così solo in Sicilia abbiamo 27 fra parchi e riserve, e non ne mancano nei più arretrati stati africani). Infatti, l’ultima ‘chicca’ che vien fuori nella stessa serata di B. Vespa è che …il riscaldamento della crosta terrestre non è uguale dappertutto, non si nota ovunque allo stesso modo. E’ a chiazze: soprattutto ai poli. …Ho sempre sognato il sole a mezzanotte, e non me lo sono poturto permettere. Ma adesso che potrò fare il bagno ai poli…
Del resto tutto ha radici in un pessimismo serpeggiante che riguarda tutto e tutti. Il petrolio – assicurava l’autore del mio sussidiario alle elmentari – sarebbe ‘finito’ in cinque anni. Così di nuovo durante le ‘famose’ domeniche a piedi. Ora ce n’è a non finire ma non si deve usare. E neppure il gas naturale. Inquinerebbero anche le centrali geotermiche tipo Larderello (la prima al mondo creata fra le due guerre, non so se ci capiamo) perché disperderebbero ammoniaca o simili (gas che comunque in qualche modo uscirebbero nell’atmosfera assieme alle eruzioni dei vulcani, una delle quali vale anni ed anni di emissioni umane).
Ma un’altra certezza c’è. Ed è quella più decisiva, credeteci: costruire un problema sotto assoluta copertura morale, come quello ecologico rende possibile stanziamenti a non finire. Ed ogni stanziamento ‘rende’ per l’appunto a chi lo decide e lo amministra.
Affrontando il problema ecologico ci si potrebbe rivolgere alle tante aree gravemente contaminate d’Italia, come la Terre dei fuochi, la stessa Taranto, Gela, il Golfo a destra di Augusta (Melilli, Priolo), che è nche il maggior porto naturl dell’intera Euopa. Ma ciò …avrebbe l’aria di una ‘cosa seria’ e …utile!
E’ chiaro, infine, ormai da decenni, come qualcuno voglia impoverire la società alla base per generare una realtà mondiale in cui da una parte vi sia una massa di eterni ‘sudditi – debitori’ e dall’altra una ristretta cerchia di eterni creditori – percettori di denaro. Sono le grandi banche che controllano tutte le altre, le grandi case farmaceutiche che controllano la vendita di farmaci indispensabili o spacciati per tali (vaccini antinfluenzali). I grandi produttori di cereali a poco prezzo – non buoni come nella tradizione – ma dal grande ricavo assoluto finale per chi li produce, vende e ne detiene il monopolio…
Non c’è dubbio che da cives obbiamo incentivare l’uso del Km zero, delle produzioni artigianali e vicine, della vendita al minuto, addirittura diretta. Non ricorrere – quasi per voto – alle vendite oline. Oltretutto spersonalizanti, addirittura alienanti come tutte le esagerazioni commesse davanti al computer.
Scaramacai
Nota
A proposito delle superfici poco abitate, a parte quelle acquee, si ricordi che il Sahara (l’abbiamo già pubblicato) può contenere l’intera Australia che è a propria volta semi desertica. Può non sembrare perché la carta del mondo deforma la realtà e presso i poli le immagini sono deformate in grande. Ma ciò dà l’idea di un pianeta che chi vive in città visto da una lente sbagliata: La terra è quasi disabitata, parlando delle terre emerse. Figuriamoci rispetto agli altri 2/4 di superficie che sono: acqua. E l’acqua abbatte fumi e polveri come nessun altro depuratore…
Il vero problema dell’inquinamento si limita a quelle città che sono ‘troppo vicine’ alle grandi fabbriche ma, oltretutto, si trovano in zona continentale, lontano da laghi e monti oltre che dai mari.
Mostrano in film i ghiacci che cascano dai poli. Possono essere le riprese estive di sempre. Ma c’è di più: se si notassero differenze ‘ad occhio’ nel corso della sola nostra vita (la vita di 1 uomo) non ci resterebbe che metterci in padella e friggerci. Le differenze se ci sono, sono di una frazione di grado in un secolo.
I mutamenti climatici sulla terra hanno durate più che bibliche, oppure hanno la durata di pochi decenni in salita o in discesa. Vedi le grandi tropicalizzazioni delle ere geologiche oppure piccole glaciazioni come quella medievale. E’ quello che – con la massima probabilità – sta avvenendo. Il massimo che si possa dire.
Si faccia avanti ‘personalmente’ un ‘vero scienziato’, neppure un mero cattedratico, a dire il contrario!







