Stato e Nazione: due separati in casa

Palazzo Chigi. S’intravede la colonna di Marc’Aurelio, l’imperatore filosofo e non solo: mandò con successo (ben prima di Polo) una spedizione in Cina con i saluti per l’imperatore cinese (che li ricambiò entusiasta) ed iniziò l’importazione della preziosa seta. Poi fu limitata perchè costava ‘troppo oro’ a Roma. L’impero impose una gabella. Forse, incredibilment,. gli interessidi stato e nazione erano più vicini nell’antica Roma di quanto non lo siano oggi. Erano le ricche signore romane a ‘svenarsi’ e Roma non lo volle.

Abbiamno da poco parlato dell’assurdità dei provvedimenti per i mutamenti climatici (addirittura un mninistero) in un momento in cui l’emergenza è quella sofferta dal mercato e dal …mondo del lavoro. Ma seriamente: siamo ormai all’escalation negativa della povertà vera e propria!

Se tutto il mal non vien per nuocere, gli assurdi provvedimenti del governo ci offrono l’occasione per chiarire – in quanto la esemplificano e la stigmatizzano – la differenza di base fra Stato e Nazione. Essa, per un certo verso è tecnica e strutturale, cioè rappresenta la normalità.

Tale differenza era stata caduta nell’equivoco e si concepiva – anzi si dava per scontato – che ‘potessero coincidere‘.  Il grave errore dipendeva dalla mentalità socialista di stampo marxista: era una delle tante ”illusioni’ di una dottrina al di fuori della realtà umana e civile. Qualcuna di queste illusioni è persino ‘rispettabile’. Ma illusioni restano: errori d’impostazione che provocano danni e storture…

I testi universitari di materia economica, stampati ‘in tempi non sospetti’, mettevano in guardia sin dalle prime pagine da quest’equivoco: attenti a non confondere lo stato con la nazione. Intendevano dire inqualche modo: gli interessi e gli obiettivi dell’uno differiscono nettamente da quelli dell’altra. Che sono differenti.

 Lo Stato deve anzitutto badare alla popria ‘cassa’. Far quadrare i propri conti, le entrate e le uscite. Un po’ come le famiglie, ma attenti: anche qui a non cadere in facilinparagoni, pèerché le differenze sono forti. Lo stato ha molti modi per non andare in default o per riprendersi. Una famiglia (o una piccola aziend) soverchiata dai debiti subisce ipoteche, pignoramenti e va facilmente a gambe all’aria.

La Nazione vive all’interno del territorio dello Stato: è l’insieme dei Cives – i citoyen – che hanno interesse a godere della propria libertà individuale (uno dei traguardi della democrazia), che è certamente ‘di pensiero e di azione’, ma la libertà ‘più difficile’ da ottenere è quella di crescere professionalmente e individualmente dal punto di vista morale, culturale ed …economico. La Nazione ha inoltre interesse a ricevere dallo Stato determinate prestazioni: adeguate strutture (vere) e servizi.

E’ qui che si intersecano Stato e Nazione. Perché, pur viaggiando ciascuno per la propria strada (strade a mala pena parallele), lo Stato, inteso restrittivamente come stabile apparato amministrativo e governo pro tempore, ha il dovere di …fare il meglio per la Nazione (intendiamoci, da un punto di vista formale e istituzionale lo Stato è l’insieme di territorio, governo e nazione, mentre – ripetiamo – sono gli interessi che, tecnicamente e materialmente, divergono, cioè non coincidono). Ma lo stato italiano fornisce alla nazione strutture e servizi adeguati? No di certo: si distingue per la sua lentezza e la sua assenza. Si è appena trovato davantialla pandemia a corto di personale sanitario, strtture e attrezzature. A Palermo non è stato costruiito nel dopoguerra un solo vero nuovo ospedale. Dobbiamo andare a Cefalù per trovare il Giglio.

Ma adesso siamo, comunque, arrivati ad un punto cruciale del nostro discorso: noi lo ripetiamo da sempre, ma da un po’ emerge chiaro…

Il ‘famoso’ debito dello Stato non rappresenta un debito per la Nazione. Per quante conseguenze si possano avere: lo Stato può andare in default, ma la Nazione è attiva, è più che solida al suo confrtonto!

Di questi tempi vari stati dell’Africa e dl Sud America sono andati in default, lo hanno dichiarato o …sono stati dichiarati in tal modo. Sapete che cosa è avvenuto? Hanno rinegoziato il debito. In qualche modo i creditori e l’organizazione internazionale ne hanno promosso la rinegoziazione. Come scrivemmo quando il debito nazionale era sulle prime pagine: nessuno ha interesse ad uccidre il debitore, né a ‘radere al suolo’ la nazione debitrice. Solo il diritto privato arcaico consentiva al creditore di ‘fare a pezzi il corpo del debitore’. Ma quanto pensate che si siano accorti – risdpetto alla propria condizione di vita – i cittadini di quegli stati in default di ciò che era avvenuto? In Italia si è temuto talvolta (discorsi da caffé) per ‘pensioni e stipendi’, il reddito sicuro ‘santificato’ (e chi dic niente) lungo lo Stivale e le Isole quanto ‘la pasta asciutta’. Ma credeteci, siamo stati sempre ben lungi che potesse accadere. 

Nel caso dell’Italia, la bilancia commerciale e quella dei pagamenti – in mano in gran parte alla Nazione – non hanno mai cessato di esser attive. E’ pur vergognoso che la crescita del Pil sia vicina allo zero, ma questo non significa, né che la ‘colpa’ sia della Nazione, né che il miracolo economico sia stato una bufala e i suoi effetti siano oggi nel nulla. Perché non è così! Non si cresce principalmente per la pessima politica monetrai dell’UE! (Vedi Nota 2).

Ed ecco adesso come emerge chiarissima la differenza fra Stato e Nazione. Siamo ad una evidenza recentissima….

Se l’Italia fosse stata un ‘unicum’ – almeno moralmente – avrebbe provveduto a sopperire ai gravi bisogni del momento – cioè la crisi economica della pandemia – ricorrendo unicamente ad un prestito all’interno della Nazione, in cui non mancano i tanti richi che avrebbeo investito in cambio di un buon compenso. E si sarebbero potute studiare tante soluzioni che avrebbeo avuto l’aria di una cosa intelligente. Ma soprattutto: denaro e interssi sarebbero rimasti in Italia.

Che cosa è avvenuto invece: che il grosso del prestito l’Italia lo ha chiesto all’Europa per due ragioni…

La prima (pietosamente) è farsi bella con Bruxelles, la seconda, più utilitaristiuca e venale, è che l’Ue ha prestato i soldi all’Italia ad un tasso più basso di quanto le sarebbe costato chiedrle ai ‘suoi cittadini’!

Insomma: facendo nell’altrto modo, …i soldi sarebbero rimasti tutti ‘in famiglia‘. Invece lo Stato – differente dalla Nazione – si è comportato addirittura da estraneo!

All’anima della Patria!

(Scaramacai)

Nota

Lo stato italiano, rappresentato dal suo governo, è in questo momento quanto di più deprecabile… Come abbiamo visto, si è comportato come un bottegaio nei confronti delle proprie necessità. Ma poi al momento della spesa ha deciso sull’ala dell’ideologia. Ha stanziato soldi nientemeno che per il clima… L’ecologismo idelogico – che ignora i veri problemi, cioè le aree da bonificare, a favore dei soliti ‘sogni’ –  è ufficialmente l’ultima spiaggia delle sinistre nostalgiche del socialismo marxista. Come abbiamo detto spesso c’è, invece, da concordare con il diritto di ‘cvittadinanza’ di un socialismo ‘aperto e non ideologico’ nel contesto democratitco.

Nota 2

Come funzionava la finanza statale al tempo dell’autonomia monetaria? Dietro gli insegnamenti di Keynes (sua la ‘vera’ economia circolare), lo Stato provvedeva ai pagamenti soprattuttobattendo mkoneta. Nel produrla e metterla in circolo doveva calcolare la corretta misura perché ciò non fosse ‘troppo inflattivio’. Successivamente, poiché sempre  comunque ne metteva con una certa larghezza, ne ritirava una parte tramite le imposte. Nel frattempo che cosa era avvenuto? Che ‘quei soldi’ erano passati attraverso ‘il mercato‘, finanziandone gli investimenti e provocando la crescita a 2 cifre o quasi.

Con la politica monetaria dell’UE ciò non avviene più. Quel sistema – che aveva accompagnato il miracolo economico – è sembrato da ‘scavezzcolli’ ai nostalgici della parità aurea: un qualcosa – la parità – che in concreto non si è ‘maiverificata nella storia umana.

La BCE adesso crea un finto oro: ma è solo carta e impulsi magnetici. E gli stati devono acquistarlo dimostrando di aver prodotto l’equivalente in ricchezza reale. L’incentivo monetario è finito. La crescita è quasi a zero (assurdo nel mondo tecnologico di oggi). Keynes, che aveva anche dettato anche la ricetta contro le bolle (come quella del 1929 che lui aveva esaminato) di cui il socialismo accuisava il mercato, viene spacciato per socialista, poerchè lavorva per una .società sicura’. La sue ossa si rivoltano nella tomba. 

…E noi siamo qui a combattere con la crisi del Covid e quella in cui già ci trovavamo per …forza maggiore!

Nota 3

Sarebbe ben diverso stanziare denaro e impegnarsi nella bonifica dei ‘siti’ inquinnati sul territorio. In questo caso i risultati sarebbero soggetti a controllo. Differente è …lavorare a favore del cielo!

Ebbene: tutto ciò che avviene in un mondo organizzato e civile dovrebbe essere soggetto ad una autorità di contrtollo: non si può attribuire ruoli a personaggi o enti che facciano da arbitri e giocatori al contempo.

Qualunque decisione ‘importante’ andrebbe presa alla luce di “pubblici dibattiti” con le due opinionirealmente rappresentate”. Cosa ch non avviene assolutamente.- In fatto di ecologia, epidemia,cvaccini parlano in Tv soltantoi rappresentanti diu una part. Anche se ‘il castllo’ costruiito dall’opinioneimposta dll’altto fa qcqua da tutt l parti non se ne può prendere rttro. Non risulta vi sia qualcuno che abbia desiderio d obiettare.

Questa è dittatura non democrazia. 

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