Taormina Seconda serata con Baby Pyramid della danese Cecilie McNair

Continua, con successo, la proiezione dei film in concorso. Martedì è stata la danese Cecilie McNair, a presentare il suo primo lungometraggio, BABY PYRAMID, di ottima fattura, ben scritto, ben recitato, e girato con perizia. E col coraggio di affrontare un tema  sempre più spinoso e sempre più attuale, che non riguarda solo il suo Paese: la fecondazione assistita, sempre più richiesta da donne incapaci di generare figli e desiderose di averne, costi quel che costi. Sono tanti i metodi, qualcuno al limite della liceità e del buon senso. E tantissime le donne che se ne servono, molte delle quali considerano non aver figli una menomazione, per la quale vengono emarginate da certi ambienti sociali. E’ quel che accade alla protagonista Hannah, che mentre lavora in una clinica frequentatissima,specializzata nei vari metodi, li sperimenta su se stessa. Lei infatti le ha provato tutte, cambiando perfino il suo partner più volte, ma senza risultato. Finchè un giorno non incontra Gry, una cliente ricca e importante, che la prega di aiutarla a provarci un’ultima volta, benché molto vicina ai limiti d’età previsti dalla legge. Lei l’aiuta finchè non scopre qualcosa che gliela rende nemica. E gliela fa pagare a caro prezzo. “Volevo indagare – dice la regista in conferenza stampa – quel desiderio profondo che fa arrivare al punto di rubare gli ovuli di un’altra donna”. E ci riesce veramente, costruendo un dramma psicologico che indigna e commuove. E ci aiuta anche a riflettere sul nostro tempo e sull’origine di tanta infertilità. Ci è riuscita  – ci ha confidato la regista – raccogliendo innumerevoli testimonianze di donne che hanno combattuto strenuamente la loro battaglia, senza imporsi limiti di sorta. Importante per il successo dell’operazione anche la scelta degli interpreti, specie Danica Curcic, che è Hannah. Ma anche l’ intesa con la sua direttrice della fotografia. “Insieme – ha detto – sappiamo cosa raccontare e come raccontarlo” E intanto accarezza felice il suo pancione. Anche lei è una che ce l’ha fatta.

Eliana L. Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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