La Open Society Foundations se ne va!

Secondo la notizia divulgata dal gruppo Maurizio Blondet & Friends, la OSF rimuoverà gli investimenti in Europa e li porterà in altre parti del mondo. L’obiettivo della OSF in UE – si legge nel comunicato – era di: ‘’rafforzare la democrazia, a promuovere i diritti umani e ad alleviare la povertà e la discriminazione subite dalla minoranza Rom’’ A nostro avviso, sembrerebbe abbiano fatto esattamente l’opposto di quanto realizzato e nell’UE c’è stata una frammentazione della società in tanti “gruppi etnici ideologici”, un vistoso fallimento nella tanto propagandata promozione dei diritti umani e riduzione di povertà! La UE e l’Italia hanno bisogno di integrazione tra i tanti popoli aderenti all’Unione e tra questi anche gli ospiti alieni dovrebbero cercare di farne parte a pieno titolo, lasciando da parte le loro usanze anche se millenarie ma incompatibili con gli obiettivi sociali proposti dalla UE ! Gli investimenti fatti, ad esempio sul finanziamento delle navi ONG, come si vocifera, non possono essere considerati nell’ambito della “lotta alla povertà” perché il risultato ottenuto è esattamente il contrario: hanno depauperato molti villaggi africani delle loro migliori risorse per portarli in una UE in via di recessione e i 900.000 ‘’ospiti’’ portati in Italia non è che abbiano trovato una integrazione immediata, perché sono stati illusi di potersi adattare facilmente ma come si fa a cambiare mentalità e modo di vita a gente che da un giorno all’altro viene a trovarsi sradicata dai loro villaggi e portati in un mondo totalmente differente dal loro? Ovviamente per sopravvivere molti sono riusciti ad integrarsi, altri hanno scelto la delinquenza, alcuni sono finiti in galera. I più fortunati decisero di tornarsene a casa con un piccolo premio e a spese dello Stato italiano. Nelle altre nazioni non è che vada meglio! La OSF avrebbe fatto passi importanti – ma molto importanti – portare civiltà in quei paesi africani dove può essere rilevante fare investimento e invece, non organizzare trasferimenti dall’Africa all’Europa causando indirettamente la morte di almeno il 5% dei migranti. L’Italia l’ha fatto: ha investito in Egitto, in Tunisia, in Marocco e in altre parti del mondo portano là soldi, tecnologia di telecomunicazioni e agraria ma l’Italia con un Debito Pubblico di 2.800 miliardi di euro non è che può fare molto. Ecco che allora è ruolo dei grandi gruppi di capitale fare investimenti nei paesi in via di sviluppo evitando di illudere gente che l’Europa è il paese del “bengodi”. Un altro vistoso fallimento di questa politica è l’obiettivo di evitare la discriminazione delle minoranze comprese nell’arcipelago etnico formato dai girovaghi un tempo calderai e artisti circensi. L’Italia ha offerto loro quanto di meglio sia possibile: dalla casa alla scuola per i minori e alla sanità ma loro continuano a commettere piccoli illeciti e a voler mantenere abitudini che non hanno più ragione d’essere in un mondo che superata l’era atomica si è immerso nella telematica. La OSF se ne va dall’Europa e per l’Europa è un bene inatteso, dovremmo ringraziarla per questa sua decisione…

Lorenzo Romano (da Roma)

NdR: Nel 2014 chi scrive questo articolo, finanziò una piccola spedizione commerciale in Angola. Lì trovammo un’accoglienza a dir poco eccezionale da parte delle Autorità ministeriali.
Concordammo i piani di investimento per la realizzazione di una città per 100.000 persone, un porto turistico completo di rimessaggio e manutenzione natanti e si vociferò la costruzione di una diga.
Il pagamento fu pattuito in concessioni minerarie di vario tipo per un valore adeguato agli investimenti, manodopera locale, ingegneria e macchinari italiani.

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