risorgiamo anche noi
Spesso pensiamo che la Pasqua sia un evento lontano nel tempo, qualcosa che non ci riguardi personalmente.
Anche se abbiamo fede nel Signore, la nostra vita ci sembra del tutto staccata da eventi molto più grandi di noi e tanto lontani nel tempo.
In realtà, invece, la vicenda di Cristo, pur nella sua eccezionalità, rappresenta, dall’inizio alla fine, una guida per ogni creatura umana, anzi l’unica guida possibile. Le parole di Gesù: “Io sono la via, la verità, la vita” non sono solo simboliche, sono la realtà del mondo.
Se riflettiamo, infatti, ogni esistenza umana, pur nella sua particolarità, presenta tratti comuni con quella del Salvatore. Fin dal momento del concepimento rischiamo il rifiuto e la morte, dopo la nascita, la nostra estrema fragilità ci espone all’abbandono e alla violenza. Le varie fasi della vita comportano sempre rischi e sofferenze, ma soprattutto ci costringono ad affrontare il dolore più grande: “non essere amati”.
L’amore umano, infatti, è sempre incidentale e precario: pur nei momenti di gioia e di serenità, avvertiamo le minacce di un futuro che non conosciamo, basta un attimo e la nostra vita, cui tanto teniamo, può finire: un incidente, un fatto fortuito o un subdolo male improvviso.
Allora dobbiamo concludere che la vita ci riserva solo mali, dolore, paura? E come resistere e andare avanti nonostante tutto?
Se ci dovessimo fermare a questa fredda constatazione, la vita diventerebbe troppo pesante da sopportare e l’unica via di uscita sarebbe sperare in una rapida fine.
In un mondo in cui a dominare sono gli odi, la violenza e le guerre sembra di essere immersi nel buio più totale, ma, nonostante tutto, c’è una luce che illumina il mondo e anche se spesso appare debole e fioca è pur sempre una speranza che ci sostiene nella disperazione.
Gesù è venuto nel mondo a portarci proprio quello di cui abbiamo bisogno: l’amore, la vicinanza, la cura e lo ha portato a tutti gratuitamente, persino ai più sfortunati, ai meno dotati, ai colpevoli, offrendo quella scintilla che cambia il mondo, che riscrive la storia, che ridà un futuro a chi non ce l’ha. Ecco, in definitiva, che cosa ci offre Gesù: la resurrezione da tutto ciò che ci intossica, ci umilia e ci fa soffrire. Persino il malato, il moribondo, l’assassino risorgono.
Il dono di Gesù si chiama amore ed è un dono prezioso, l’unico di cui abbiamo veramente bisogno, l’unico che può salvarci.
Così i bambini potranno vedere la luce, i malati saranno curati, i rei si pentiranno, e il mondo diventerà un luogo meraviglioso.
E allora, coraggio: “alziamo gli occhi al cielo, liberiamoci dal male e senza timori andiamo incontro a Gesù.”
Lydia Gaziano Scargiali








