Costruiamo ponti

I ponti col nemico

La pace si costruisce tra nemici, non tra amici: con gli amici non servono ponti, perché i ponti esistono già.

Con i nemici invece sì, e proprio quando le loro convinzioni ci sembrano inconciliabili, inaccettabili o persino da condannare. La pace nasce nel momento in cui due parti, pur restando diverse, cercano comunque un modo per convivere.

Fare pace significa riconoscere all’altro i suoi principi fondamentali, dargli soddisfazione in ciò che per lui è essenziale, e allo stesso tempo conservare i propri, ricevendo a nostra volta rispetto. È un esercizio difficile, quasi impossibile: ma è proprio questo l’esercizio della pace.

È come dire:

«Ti capisco, vedo come vivi e lo rispetto. Io però non posso cambiare la mia vita né rinunciare ai miei principi. Eppure possiamo incontrarci, possiamo condividere qualcosa, possiamo persino diventare amici.»

Talvolta, dopo aver trovato la pace con un nemico, sono gli amici a diventare ostili.

Ci dicono:

«Come puoi frequentare chi è contrario ai nostri principi? Non sei più uno di noi.»

E a quel punto la situazione si complica, perché bisogna imparare a mediare anche con gli amici che non comprendono la scelta di costruire ponti.

Ma la pace è un valore superiore. È la condizione che permette ai principi — di tutti — di maturare col tempo in un’armonia futura che ancora non conosciamo. È con questa fiducia che bisogna andare avanti.

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