Cerimonia del ventaglio

Galvagno: “Basta voto segreto, sono pronto a ritirare le mie riforme

La cerimonia del ventaglio è stata, per il presidente dell’Ars, l’occasione per lanciare ai parlamentari siciliani una sorta di ultimatum: in sintesi, lo scoglio del voto segreto che tanti problemi sta creando al buon funzionamento dell’attività politica dell’attuale legislatura va superato, altrimenti si arriva alla paralisi.

“Non so se questa sarà l’ultima cerimonia del ventaglio, staremo a vedere se la legislatura si concluderà nei termini previsti dunque a ottobre dell’anno prossimo oppure no». Queste sono le parole pronunciate dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, alla tradizionale cerimonia del ventaglio organizzata dal Sindacato della Stampa parlamentare siciliana prima della pausa estiva.

Sulla questione del voto segreto il giudizio di Galvagno è stato netto:

“Dobbiamo ottenere l’abolizione del voto segreto – ha detto Galvagno -, altrimenti sarebbe una presa in giro. La questione – ha concluso Galvagno – sarà affrontata dopo le variazioni di bilancio: ho proposto formalmente in commissione regolamento l’eventuale ritiro di tutti i miei suggerimenti per la riforma delle regole d’aula con l’obiettivo di avere dalle opposizioni una sola proposta sul voto segreto, a Roma il voto segreto ha impedito agli italiani la possibilità di potersi scegliere i propri rappresentanti alle prossime elezioni politiche. Il mio appello è rivolto alle forze d’opposizione: sono pronto a ritirare le mie proposte, tra cui quella per la riduzione del numero dei componenti nelle commissioni e quella per un contenimento dei tempi di intervento in aula”. Galvagno ha poi aggiunto: “Si è discusso molte volte della questione voto segreto che ha sempre ostacolato i lavori d’aula. Non sto pensando ad un provvedimento con effetti sulla legislatura attuale, ma a partire dalla prossima. L’abolizione, o almeno la limitazione, del voto segreto potrebbe essere uno strumento utile”. L’appello alle opposizioni, però, ha una condizione: una volta arrivati in Aula nessuno dovrebbe fissare il termine al 21 settembre, aspetto le proposte delle opposizioni, poi andrò avanti con la riforma del regolamento”.

Foto di Angelo Modesto

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