Ci ha lasciati Eliana L. Napoli,

firma per decenni del Giornale di Sicilia, per la rubrica del Cinema e dello Spettacolo, è stata la moglie e la compagna di una vita del critico cinematografico Gregorio Napoli, scomparso sedici anni fa.

Ha collaborato anche con Palermoparla, continuando il prezioso lavoro del marito, amico affettuoso del direttore Germano Scargiali

Ricordare Eliana Napoli, per chi, come me, l’ha conosciuta bene condividendone la passione per il giornalismo, volta, nel suo caso, alla diffusione della cultura cinematografica, non è facile: perché, infatti, al dovere di commemorare una persona ricca di tante qualità si contrappone il dolore di non potere più avere uno scambio di idee o qualche proposta di pubblicazione dei suoi pezzi o commenti.  

Eliana era una persona colta, laureata in Lingue straniere e specializzatasi nella prestigiosa Università Orientale di Napoli, in lingua e letteratura inglese, si era dedicata con amore all’insegnamento di questa lingua, pur dedicandosi, nel contempo, anche a varie attività culturali connesse soprattutto alla cinematografia.  

Mamma affettuosa di Federico e Isabella, professionalmente affermati, il primo nell’ambito bancario, nel giornalismo la seconda, lascia anche un nipotino, figlio di Federico.

Eliana ha fatto parte di varie associazioni culturali, tra cui il Soroptimist, partecipandone e sostenendone le numerose iniziative.

Dopo la scomparsa del marito, si è occupata in prima persona della custodia e valorizzazione dei suoi scritti e della sua opera pluridecennale, tramite la donazione all’Università degli Studi di Palermo della ricca biblioteca.

Così, negli anni recenti, la città di Bagheria, grazie alla presenza del Laboratorio Universitario Multimediale “Michele Mancini” dell’Università degli Studi di Palermo nella prestigiosa sede di Palazzo Aragona Cutò, si è arricchita della biblioteca del noto critico cinematografico Gregorio Napoli, scomparso nel 2010, che la famiglia ha voluto donare all’Ateneo palermitano.

Così, ora, un ingente patrimonio di libri, enciclopedie, pubblicazioni monografiche, riviste, scritti autografi, cd e dvd, fotografie e opere figurative, si trova nei locali destinati all’Università a Palazzo Cutò in una sala del Piano Nobile a lui intitolata, nella quale, essendo la donazione comprensiva degli arredi, è stato possibile ricostruire anche l’ambiente di lavoro dello studioso, incluso lo scrittoio con la storica “Olivetti Studio 44”. Si tratta di un materiale prezioso di elevato valore storico e culturale, ormai introvabile o difficilmente reperibile sul mercato – che riguarda principalmente il cinema, ma che spazia anche in altri campi della cultura, dalla storia alla filosofia, dalla letteratura alle arti figurative, materiale che Gregorio Napoli aveva raccolto durante lunghi anni di militanza culturale, convinto com’era che un solido ed ampio bagaglio di informazioni fosse indispensabile per chi si accostava a vario titolo al meraviglioso mondo del cinema e, più in generale, dello spettacolo.

Speriamo, quindi, che, in futuro, tanto prezioso lavoro non vada perduto, ma anzi, nel tempo, venga valorizzato e possa ricevere la dovuta attenzione dalle autorità preposte alla tutela dei beni culturali e dai rappresentanti delle amministrazioni pubbliche.   

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